Il chimico Guido Saracco è il nuovo rettore del Politecnico

Torino – Il docente di Fondamenti chimici delle tecnologie è stato eletto alla guida dell’ateneo di corso Duca degli Abruzzi. Il commento del direttore della Pastorale universitaria don Peyron

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Il nuovo rettore del Politecnico Guido Saracco (a destra) con il rettore uscente Marco Gilli (a sinistra)

Sarà Guido Saracco, ordinario di fondamenti chimici delle tecnologie, a guidare il Politecnico di Torino per i prossimi sei anni. Dopo due turni di voto l’ateneo di corso Duca degli Abruzzi ha scelto il suo nuovo rettore con una maggioranza importante, 518, 83 voti. Lusinghiero comunque il risultato dell’altro candidato, Mauro Velardocchia, rimasto in lizza dopo l’abbandono al primo turno della terza candidata, Michela Meo.

Il nuovo rettore eredita un Politecnico con una buona reputazione internazionale ed un ottimo posizionamento in Italia, ma proprio per questo in affanno rispetto a didattica e ricerca a motivo delle moltissime richieste di immatricolazioni degli studenti, la maggior parte dei quali ormai fuori sede, in massa dal sud Italia. Dal punto di vista delle risorse economiche il Politecnico ha una certa tranquillità, si tratterà ora di definire un piano strategico per investirle nel migliore dei modi. In campagna elettorale il prof. Saracco scrisse che: «Un’università pubblica e indipendente debba, oggi più che mai, uscire dal suo guscio promuovendo valori universali come la lungimiranza, la tolleranza e la sostenibilità, indispensabili per produrre e diffondere conoscenza, per fare della cultura un motore di sviluppo sociale e civile e per dare vita a una vera e propria officina delle idee in cui sia possibile operare con mente aperta». Parole importanti rispetto alle sinergie anche con la Chiesa locale.

Per don Luca Peyron, direttore della pastorale universitaria, l’auspicio è che possa continuare l’ottimo rapporto tra Diocesi e Politecnico sui diversi progetti già in essere e possa concretizzarsi il servizio di assistenza spirituale per la comunità accademica. In questo senso alcune proposte sono state già fatte durante la campagna elettorale a tutti i candidati, alcune comparse anche sul sito che il novello rettore aprì per dialogare con il suo elettorato.

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