Appendino promette a Salvini lo sgombero rapido del Moi

Improvviso allineamento del Sindaco di Torino alla linea dura del Ministro degli Interni: entro un anno la liberazione delle Palazzine occupate. Sarà usato l’Esercito? Strappo con le istituzioni locali (Regione, Diocesi, Compagnia di San Paolo) che lavoravano a soluzioni senza atti di forza. Dura reazione del presidente Chiamparino. L’Appello delle Chiese “Restiamo umani”

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L’Ordine del Giorno che il Consiglio Comunale di Torino (centrosinistra e M5S insieme) votò il 13 ottobre 2018 contro il Decreto Sicurezza, impegnando il Sindaco Chiara Appendino ad attivarsi per un’ampia consultazione della Città sull’espulsione dei profughi dalla strutture di accoglienza, è stato sostanzialmente stracciato dal Sindaco. Mercoledì 23 gennaio Appendino si è recata a Roma dal Ministro degli Interni Matteo Salvini e, nella stessa giornata dello sgombero del Cara di Castelnuovo Porto -Roma, ha reso nota la promessa fatta a Salvini di accelerare e ultimare entro fine 2019 la liberazione del villaggio profughi Moi a Torino, occupato da 500 persone.
Il precipitoso impegno (elettorale?) assunto da Appendino sembra volersi lasciare alla spalle, da un giorno all’altro, il metodo di concertazione usato fino ad oggi dal Comune di Torino per trovare sistemazioni alternative agli occupanti del Moi e per trasferirli senza atti di forza, progressivamente, collaborando con le altre istituzioni torinesi, la Regione Piemonte, la Diocesi, la Fondazione Compagnia di San Paolo. L’improvviso impegno di Appendino a liberare le palazzine entro fine 2019 può voler dire solo una cosa: sgombero forzato. Come accadrà? Con l’Esercito?
Il villaggio torinese ospita 500 persone ed è abusivo, la sua vicenda non è assimilabile a quella – deprecabile, persecutoria – del Cara di Castelnuovo ove i profughi espulsi sono regolari e inseriti a scuola, avviati al lavoro. L’insediamento profughi al Moi di Torino è di per sì illegale, le palazzine di via Giordano Bruno non sono una struttura di accoglienza, è dunque giusto restituirle alla legalità. Ma perché l’improvviso annuncio di azioni muscolari? Perchè il M5S si accoda alla Lega anziché distinguersi? Perché rottamare l’impegno costruttivo, lo sforzo di immaginazione e le risorse messe in campo da Torino fino ad oggi per ottenere soluzioni incruente e per tutelare la dignità degli individui, tutti, profughi e torinesi?
Il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino ha già fatto sapere che se il piano di interventi al Moi assumerà le forme di un sgombero, di una operazione di polizia, la collaborazione con il Comune si interromperà

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