Anche il nigeriano Lawrence riposerà nella tomba dei marchesi di Barolo

Dichiarazione – Pubblichiamo le parole dell’Arcivescovo Nosiglia in merito alla scelta del Comune di Torino di dare sepoltura al nigeriano Lawrence Irimoren, morto in città senza famiglia, presso la tomba dei marchesi di Barolo nel Cimitero Monumentale

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La Tomba dove erano sepolti i marchesi di Barolo al Cimitero Monumentale di Torino

Pubblichiamo la dichiarazione dell’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia in merito alla scelta del Comune di Torino di dare sepoltura al nigeriano Lawrence Irimoren, morto in città senza famiglia, presso la tomba dei marchesi di Barolo nel Cimitero Monumentale di Torino, come  disposto per Beauty, la giovane mamma nigeriana morta di parto il 15 marzo 2018 al Sant’Anna di Torino dopo essere stata fermata alla frontiera di Bardonecchia. La scelta è frutto di un accordo fra l’amministrazione comunale torinese e l’Opera Barolo.

Era stato proprio l’Arcivescovo, all’indomani della morte di Beauty, a proporre che la donna nigeriana fosse sepolta nella tomba vuota dei marchesi, che non ebbero figli: il nicchione 197 del cimitero monumentale era stato dato nel 1834 in concessione al marchese Falletti di Barolo «per sé e i suoi successori» ma nel 2013 la salma di Tancredi fu trasferita accanto a quella della moglie nella parrocchia di Santa Giulia.

Alla dignità di ogni persona appartiene anche la disponibilità di una sepoltura decorosa: nella morte siamo ugualmente chiamati a riconoscere e rispettare il dono e la memoria della vita! È un «diritto» di ogni uomo o donna, al di là della sua nazionalità, religione e censo, che va dunque salvaguardato e promosso anche in questa circostanza. E vale  soprattutto per quelli che vivono per strada, senza famiglia  e amici, scartati dalla società: non ci si preoccupa di loro da vivi, e tanto meno quando muoiono.

La scelta di rendere disponibile uno spazio nel terreno sepolcrale dei marchesi di Barolo come è avvenuto oggi a Torino, per il nigeriano Lawrence, rientra dunque pienamente in quel dovere di accoglienza di cui ha tanto bisogno oggi la nostra società, e che rappresenta un obbligo morale per ogni cristiano, e civile per ogni cittadino.

+ Cesare NOSIGLIA, Arcivescovo di Torino

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