Diritti infanzia, 27 milioni di minori non vanno a scuola

Giornata mondiale – Il 20 novembre, nell’anniversario della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia, la Caritas Italiana ha diffuso il 52° Dossier con dati e testimonianze intitolato «Un orizzonte di diritti». Le iniziative di sensibilizzazione a Torino

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Il 20 novembre 1989 la Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia veniva approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e diveniva Giornata Mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel trentennale numerose le associazioni che rilanciano il tema della tutela dei piccoli, denunciano abusi e problematiche, che richiamano l’attenzione con manifestazioni e convegni.

La Caritas Italiana in occasione della Giornata ha diffuso il 52° Dossier con dati e testimonianze (Ddt) intitolato «Un orizzonte di diritti». «Il cammino da fare per rendere effettivi questi diritti è ancora lungo», commenta mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente di Caritas Italiana che, rivolgendo il pensiero ai «troppi bambini rifiutati, derubati della loro infanzia e del loro futuro», ricorda le parole di Papa Francesco: «Da come sono trattati i bambini si può giudicare una società».
Il Dossier, che contiene anche un focus sulla condizione dei bambini siriani profughi in Libano con una testimonianza raccolta sul campo da operatori Caritas, in una trentina di pagine ripercorre la storia della Convenzione e lo stato della sua applicazione a livello internazionale, ponendo particolare attenzione a bambini in guerra, pena di morte e detenzione, sfruttamento sessuale, diritto alla scuola, protezione dei minorenni rifugiati. «Allarmanti i dati – spiega una nota -: un bambino su 4 vive in Paesi colpiti da guerre o disastri naturali, 28 milioni di bambini sono stati cacciati dalle proprie abitazioni, mentre ben 75 milioni di bambini e giovani hanno interrotto i percorsi scolastici a causa di conflitti e catastrofi naturali. Nel nostro Paese nel 2018 i minori in povertà assoluta erano 1.260.000».

Secondo «Save the Children» oggi, nel mondo, 1 bambino su 5 vive in aree di conflitto e almeno 27 milioni di minori sfollati a causa della guerra non possono più andare a scuola; più di 1 miliardo di bambini vive in contesti flagellati dalla povertà e, solo nel Corno d’Africa, dove imperversano le conseguenze disastrose dei cambiamenti climatici, 6,5 milioni di bambini sono attualmente colpiti dalla fame. Infanzia negata anche a tantissime bambine in tutto il pianeta: ad oggi, 120 milioni di ragazze in tutto il mondo, 1 su 10, sono state vittima di stupro o di altri atti sessuali forzati e tra i minori costretti a entrare nei gruppi armati quasi 1 su 3 è una bambina.

Povertà, mancanza di opportunità e violenze riguardano anche i minori nel nostro Paese. In Italia secondo l’associazione «più di 1,2 milioni di bambini e ragazzi vivono in povertà assoluta, senza il necessario per condurre una vita accettabile e con gravissime ripercussioni sul loro futuro, anche in conseguenza delle gravi privazioni in termini di opportunità educative, un numero triplicato negli ultimi dieci anni. Una delle piaghe silenziose con cui moltissimi bambini e bambine sono costretti a fare i conti nel nostro Paese, con effetti devastanti anche a lungo termine sul loro sviluppo, è inoltre quella della violenza assistita: in soli cinque anni quasi 500 mila minori hanno assistito a violenza tra le mura domestiche nei confronti delle loro mamme. Più di 1,4 milioni di madri, inoltre, sono state vittime di questa piaga nel corso della loro vita».

E anche Torino si mobilita per la Giornata con una Marcia dei Diritti per le vie del centro, organizzata dal Comitato Provinciale di Torino per l’Unicef in collaborazione l’Ufficio Scolastico Territoriale di Torino Coordinamento Educazione Fisica e Sportiva, poi, tra gli altri appuntamenti, una tavola rotonda al Polo del ‘900, su «Il futuro dei bambini è sempre oggi» a partire dai contesti educativi dei nidi e delle scuole dell’infanzia della Città e – al Circolo dei Lettori – il convegno «Ho diritto di crescere in salute – Promuovere una società più equa e più sana per garantire il diritto alla salute per l’infanzia e l’adolescenza», con un focus a partire dalle bambine e dai bambini Rom, Sinti e Caminanti.

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