Acli Torino, risorsa nel mondo dei lavoratori

Intervista – Raffaella Dispenza, delegata per le Acli provinciali sul rapporto con il mondo cattolico, descrive la storia, la realtà presente e le sfide future dell’universo aclista

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Raffaella Dispenza

Le Acli cosa sono e di cosa si occupano ?

Le Acli sono un’associazione di promozione sociale d’ispirazione cristiana. Dalla fondazione nel 1944 si basano su una dimensione territoriale e un centro nazionale. Nella storia dell’Italia repubblicana è nota e riconosciuta la capacità formativa e culturale che ha preparato giovani e lavoratori ad impegnarsi in campo sindacale e politico amministrativo. Nelle Acli si sono formate centinaia di persone che hanno contribuito alla crescita culturale, politica, economica e sociale dell’Italia.  Come tutte le associazioni hanno organi direttivi, un consiglio provinciale, regionale e nazionale, eletti democraticamente dai rappresentanti dei circoli. Quattordicimila soci distribuiti nella provincia in varie realtà locali sono la forza di un’esperienza radicata, con una penetrazione e tradizione importante nei piccoli centri: 55 circoli presenti a Torino, Ivrea, Chivasso e Ivrea. Inoltre le Acli sono un’associazione autonoma che si sente dentro la dimensione ecclesiale, ma opera in ambiente laico, civico e politico con grande responsabilità e competenza. L’associazione che a livello diocesano collabora in modo organico e propositivo con la Pastorale del Lavoro e l’Ufficio Migranti, ha una distribuzione territoriale nella quale i circoli sono spesso dentro o almeno nei pressi di ambienti parrocchiali: circoli nei quali il senso di comunità e relazione di vicinato non sono una filosofia ma concreta vita ordinaria. Nel corso del tempo le Acli hanno allargato la loro azione formativa e sociale nel campo della pace, il sostegno all’integrazione dei cittadini immigrati, la capacità di dare risposte a tutti i bisogni assicurando i diritti a donne e uomini del nostro paese, aspetti che hanno inserito le Acli tra le associazioni che meglio hanno capito il cambiamento sociale in atto nel nostro tempo. A livello territoriale ci sono circoli «storici» e altre realtà che via via hanno aderito ai principi e agli scopi della filosofia aclista. Nel tempo sono così nate associazioni e cooperative che lavorano e sostengono progetti con i minori, gli anziani, persone disabili e che s’inseriscono nella grande famiglia delle Acli. Poi ci sono altre anime che attraverso un processo di emancipazione hanno, pur conservando la loro ispirazione originale,  assunto un ruolo civico nell’ambito dell’assistenza legale e giuridica, i patronati, la formazione e lo sport.

Il lavoro di assistenza dei patronati e dei Caf è uno dei servizi sociali fondamentali…

È un servizio di pubblica utilità, gratuito e senza scopo di lucro per garantire informazione, assistenza e tutela ai lavoratori e alle lavoratrici, in Italia e all’estero. Nella provincia di Torino si recano ai patronati e Caf delle Acli oltre centomila persone che richiedono servizi diversi: per condizioni di malattia, invalidità, povertà e cittadini che richiedono assistenza fiscale e consulenze legali e lavorative. Sono offerte consulenze e assistenze in moltissimi ambiti che  spaziano dall’assistenza nella richiesta di pensione al trattamento di fine rapporto, dalle valutazioni medico-legale dell’invalidità civile al riconoscimento dello stato di handicap, dall’informazione per i cittadini stranieri sulla legislazione italiana sull’immigrazione e su ogni aspetto legato alla loro permanenza nel nostro Paesem, alle indicazioni su come muoversi per ottenere tutela giuridica, solo per citarne alcuni.

E dal punto vista culturale e formativo?

Le Acli si occupano di giovani e formazione attraverso l’ente di formazione professionale (Enaip) che con i suoi centri è anello di raccordo tra giovani, scuola, formazione e approdo nel mondo del lavoro e delle professioni. Sempre con i giovani si offrono opportunità di servizio civile che oggi impegna dodici ragazzi.

In campo formativo l’esperienza di Utopica e l’adesione alla proposta dei campi interassociativi sono appuntamenti consolidati per cercare di dare risposte consapevoli e approfondite alla complessità dei fenomeni sociali in una logica in cui locale e globale sono interconnessi e necessariamente entrambi da conoscere e vivere.  Sui temi dello studio e la conoscenza dell’economia va ricordato «TorinoLab» e l’esperienza di Banca etica, modelli di sviluppo che si armonizzano con la salvaguardia dell’ambiente e la natura, nell’ottica della tradizione del magistero della Chiesa, sottolineata dalla Enciclica di papa Francesco Laudato Sii. Infine l’organizzazione non governativa Ipsia nata allo scopo di trasformare in iniziative di cooperazione internazionale esperienze e valori dell’associazionismo.

Le Acli nel futuro?

Un filone sul quale negli ultimi dieci anni abbiamo lavorato è quello progettuale. Pensare, scrivere, creare e realizzare progetti di inclusione sociale, formazione e avviamento al lavoro, l’economia solidale e l’educazione ad un consumo responsabile andando alla ricerca di bandi di fondazioni bancarie, o di natura europea, nell’ambito della progettazione sociale, prossimità e il progetto dei ristori sociali. La formazione compito storico delle Acli si realizza con modalità e prospettive diverse dal passato. Quindi creare reti e riuscire a pensare ad una azione in una realtà che continua a trasformarsi: l’esempio del progetto sulla comunità educante. Sperimentare percorsi, questa la nostra idea forte progettando il futuro con i circoli, l’amministrazione civica e i corpi sociali, senza dimenticare e valorizzare la forza dell’attività ordinaria.

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