Carlo Casini, addio al fondatore del Movimento per la Vita

Roma – Carlo Casini, fondatore del Movimento per la Vita, è morto a 85 anni il 23 marzo. Fu tra i protagonisti del cattolicesimo impegnato nella società, nella cultura e nella politica, magistrato, giurista, parlamentare

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Carlo Casini, fondatore del Movimento per la Vita

«La legge 194 sull’aborto nacque in un contesto di menzogna, di ricatto e di paura. Tra i fatti più rilevanti ci fu la scoperta a Firenze il 9 gennaio 1975 di una clinica clandestina che praticava aborti promossa del Partito radicale». Carlo Casini, magistrato e politico, fondatore del Movimento per la vita – morto a 85 anni il 23 marzo 2020 a Roma – racconta il grande inganno che 42 anni fa fece dell’Italia uno dei Paesi più abortisti, cominciando proprio dalla «clinica degli aborti».

LA CLINICA DEGLI ABORTI FATTI DAI RADICALI«Che non si trattasse di una clinica risultò subito evidente dalla targa “Partito radicale” all’ingresso della villa vicino a viale dei Colli a Firenze. Dentro una quarantina di ragazze, esponenti radicali, 16 letti, un medico più volte condannato per avere praticato aborti clandestini e un rappresentante di medicinali che eseguiva aborti. Una vera e propria organizzazione. Tre volte la settimana venivano eseguiti una quarantina di aborti al giorno, con un record di 80, come confessò il medico». L’aspetto più incredibile è che i radicali – che divennero parlamentari – «sfruttando l’evento con la consumata abilità mediatica, riuscirono a far passare l’attività come un “aiuto alle donne” offerto a un prezzo politico, 150 mila lire per ogni aborto. Ci furono conseguenze gravi per la salute di qualche donna, corposi versamenti bancari e documenti di donne trattenuti dal medico a garanzia dei pagamenti non effettuati».

CARLO CASINI NASCE A FIRENZE IL 4 MARZO 1935 – Coniugato, con 4 figli, laureato in Giurisprudenza, nel 1961 entra in magistratura ed è docente di diritto internazionale, diritti umani e bioetica. Scrive «Avvenire»: «Lascia un esempio di eccezionale dedizione alla causa della vita nascente, per la quale ha profuso ogni energia umana, intellettuale e spirituale, battendosi per fermare la legge 194 tramite il referendum abrogativo del 1981 e per far germogliare la pianta del Movimento per la vita» con tutti i suoi arbusti: Centri aiuto alla vita, Progetto Gemma, case di accoglienza, migliaia di bambini sottratti all’aborto e nati alla vita. Prosegue «Avvenire»: «Dentro le iniziative nate dalla sua intuizione si spende la generosità di un vasto e multiforme popolo di volontari: professionisti, persone semplici, intellettuali, casalinghe, pensionati, giovani».

LA MORTE ALLA VIGILIA DELL’ANNUNCIAZIONE – Carlo Casini si è spento alla vigilia della solennità dell’Annunciazione (25 marzo) e dei 25 anni dell’enciclica «Evangelium vitae» firmata da Giovanni Paolo II il 25 marzo 1995, che ha ispirato la sua vita e i suoi passi. Ancora «Avvenire»: «Ad attenderlo in Cielo ha certamente trovato a tendergli la mano il Papa della vita insieme alla sua grande amica Madre Teresa di Calcutta, al genetista santo Jérôme Lejeune, scopritore della causa della sindrome di Down, e ai tanti volontari del Movimento per la vita». Casini è tra i protagonisti del cattolicesimo impegnato nella società, nella cultura e nella politica, magistrato, giurista, parlamentare, eurodeputato, promotore di iniziative di straordinario rilievo ed efficacia che hanno portato a una immensa fioritura di bene.

UN CRISTIANO ESEMPLARE, UN INNO ALLA VITA – Il Forum delle Associazioni familiari osserva: «Il suo impegno instancabile e il suo stile di vita e di azione in favore delle famiglie e della vita umana continueranno a vivere e a ispirare l’opera di politici, intellettuali, volontari». Raccontò Casini: alla vigilia della morte, il 2 aprile 2005, Karol Wojtyla «fece pervenire al Movimento per la vita un assegno che ci consentì di realizzare 8 progetti Gemma, l’ultima carezza alla vita nascente di Giovanni Paolo II che ne fu uno strenuo difensore, un innamorato cantore, un instancabile benefattore». Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e presidente della Conferenza episcopale italiana lo definisce «cristiano esemplare». Poco della morte ha parlato al telefono con la figlia Marina, «che l’ha accostato all’orecchio del padre morente perché gli esprimessi alcune parole di conforto. Gli ho detto: “Non temere in questo momento: tutta la tua esistenza è stata un inno alla vita”. Lo affido alla misericordia del Signore».

IL RICORDO DEL CARDINALE BASSETTI – «Alla fine degli anni Settanta l’ho incontrato a Firenze, uomo di cultura e di legge da una famiglia cattolicissima, impegnato sui problemi delle famiglie e dei giovani in difficoltà. Lo invitavano le parrocchie e le organizzazioni cattoliche perché parlasse della sua esperienza a difesa della vita, un tema che lo appassionava, al quale dedicava ogni energia. Di fronte all’esito negativo del referendum del 1981, non si perse d’animo. È stato tantissimi anni alla guida del Movimento per la vita e ha trasformato una piccola associazione in un grande movimento. Ha saputo trascinare nella sua campagna a favore della vita milioni di persone. Affascinava soprattutto il vigore della sua testimonianza e la forza del suo annuncio. Era spesso attaccato e combattuto ma non si è mai fermato».

 

1 COMMENTO

  1. Buongiorno, chiedo scusa, ho bisogno di un chiarimento. Si dice che la 194 ha reso l’Italia uno dei paesi più abortisti, ma guardando i dati mi risulta che l’Italia sia uno dei paesi meno abortisti in Europa, in fondo alla classifica (prima di Germania e Svizzera) come numero di aborti praticati. Grazie

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