Al Polo del Novecento l’ultimo libro di Mario Chiavario

Presentazione – «Al Crocevia», l’ultimo libro del prof. Mario Chiavario, viene presentato venerdì 8 novembre alle 17 al Polo del Novecento di Torino (corso Valdocco 4A). Intervengono il magistrato Marcello Maddalena e la storica Marta Margotti. Sarà presente l’autore

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«Al Crocevia», l’ultimo libro del prof. Mario Chiavario, viene presentato l’8 novembre alle 17 a Torino al Polo del Novecento, palazzo San Celso (corso Valdocco 4A). Intervengono Marcello Maddalena, magistrato a riposo, e Marta Margotti, docente di Storia all’Università di Torino. Modera il giornalista Luca Rolandi. Presente l’autore di «Al crocevia. Quarant’anni (e più) di opinioni di Mario Chiavario», Altrimedia, 2019.

Nato nel 1939, allievo del costituzionalista Giovanni Conso, Mario Chiavario si laurea nel 1962 in Giurisprudenza all’Università di Torino. Professore straordinario e poi ordinario in varie Università italiane, dal 1979 insegna a Torino Giustizia costituzionale e poi Diritto processuale penale. Presidente (2002-2008) dell’«Associazione tra gli studiosi del processo penale Gian Domenico Pisapia» che riunisce i docenti di Diritto processuale penale; socio dell’Accademia delle scienze di Torino, dell’Association internationale de droit pénal – per la quale nel 2004 interviene al congresso di Pechino come «rapporteur sul tema processualistico» – e dell’Académie internationale de droit comparé. Membro (1974-1992) di varie Commissioni che redigono il Codice di procedura penale, tuttora vigente, e vi apportano le prime modifiche. Fonda nel 1981 e tuttora dirige la rivista trimestrale «La legislazione penale», edita dalla Utet e oggi da Wolters Kluwer Italia.

Professore emerito, il 13 settembre 2019 al «Campus Luigi Einaudi» – presente Giorgio Lattanzi, presidente della Corte costituzionale – in onore di Chiavario per gli 80 anni si svolge il convegno «Processo e garanzie della persona», dal titolo di una delle opere più rappresentative. Attraverso il costante riferimento alla Costituzione e ai diritti umani, Chiavario si sofferma sulle garanzie processuali fondamentali che compongono «il diritto al giusto processo» senza dimenticare l’esigenza di una «politica sociale della giustizia» che ne assicuri l’effettivo godimento in condizioni di eguaglianza. Numerose problematiche ancora al centro del dibattito sulla giustizia penale, chiamando in causa le garanzie di indipendenza e imparzialità del giudice, la necessità di giudizi tempestivi, il diritto alla difesa, l’esigenza del controllo pubblico sull’amministrazione della giustizia, la tutela della libertà personale.

Cattolico praticante, nell’insegnamento e nelle pubblicazioni spicca la propensione alle tematiche di più ampio respiro sulla giustizia costituzionale, le libertà civili e i diritti dell’uomo. Ne è un’evidente prova l’ultimo volume «Al crocevia. Quarant’anni ( più) di “opinioni”», 80 articoli (1976-2019) selezionati da un materiale cinque volte più ampio, editoriali e commenti anche su temi non strettamente giuridici, pubblicati su quotidiani nazionali – «Il Sole 24 ore», «La Stampa», «Avvenire» – e su periodici cattolici: «Famiglia cristiana», «Il Regno», «La Voce del Popolo» e «il nostro tempo» oggi «La Voce e il Tempo». Il professore guarda soprattutto a ciò che evoca realtà e problemi attuali, «intendendosi – scrive – il crocevia come fattore d’incontro fra percorsi, culturali e pratici, originati da punti di partenza anche assai lontani tra loro ma aperti al dialogo nel rispetto reciproco». Scrive Valerio Onida, già presidente della Corte costituzionale, nella prefazione: «Mario Chiavario è ben conosciuto fra gli addetti ai lavori come giurista, fine studioso del diritto e del processo penale. Gli scritti rivelano un altro volto, frutto di quella che confessa “un’antica passione”, il giornalismo. Un opinionista che commenta fatti e questioni di attualità in modo chiaro e denso». Lo si deduce scorrendo il volume, articolato in alcuni capitoli.

RADICI – «La Croce in aula» («La Voce del Popolo», 3 febbraio 2002); «Abusi (non solo sessuali) di Chiesa» («Il Regno»); «Il coraggio di un giurista cinese» («La Stampa»); «Tra i drammi dell’aborto» («Il Regno»); «E quelli del fine vita: l’eutanasia olandese» («Il Sole 24 ore»); «E le risse impietose attorno al corpo di Eluana Englaro» («Adista-Segni nuovi»); «La liberazione dal nazifascismo: né silenzi sulle ombre né revisionismi strumentali»; «Il “caso Mortara”: prevaricazione a fin di bene» («il nostro tempo»).

ISTITUZIONI – «Ci avessero almeno lasciato il voto disgiunto» («www.c3dem.it»); «Una riforma costituzionale fallita» («Avvenire»); «Le guarentigie basilari» («Segno sette»); «Il Csm nella bufera: quis custodiet custodes» («La Voce e il Tempo», 23 giugno 2019).

DELINQUENZA, DEVIANZA, DIVERSITA’ – «Lo firmi quest’appello?» («Il Popolo»); «Dopo la strage delle Torri gemelle: leggi eccezionali e correzioni giudiziarie»; «Solidarietà (ahimé troppo timida) con il pool antimafia di Palermo»; «Un coraggioso ribelle alla legge del pizzo»; «Il boss moribondo e il 41-bis»; «La criminalità resta una cosa seria»; «Immigrato=presunto stupratore?»; «”Scimmia africana”: innocuo “epiteto di uso comune”?»; «La tragedia annunciata di un femminicidio»; «Non sbattere il minorenne in prima pagina».

PRINCIPI E REGOLE FRA TEORIA E PRATICA – «Farsi capire»; «Il diritto-dovere di informare, ma con discrezione e riserbo»; «”Avviso di garanzia” e non solo: quando le parole (sbagliate) sono davvero pietre»; «Cecchinaggio mediatico-giudiziario e correttezza politico-istituzionale»; «Fughe di notizie: solitamente deprecabili, talora tragicamente incresciose»; «Pronto, chi parla? Ma… c’è qualcuno che ci ascolta?»; «Sferzate della Corte europea sui nostri processi-lumaca»; «Verità ed equivoci sugli effetti della prescrizione».

PROCESSI E IMPUTATI DA COPERTINA – «Processo al nucleo storico delle Brigate rosse»; «Tangentopoli e Mani pulite»; «Un premier imprenditore e i suoi giudici»; «Una gestione del Parlamento tra il pubblico e il privato («Famiglia Cristiana»); «L’”affare Ruby” e qualche disinvolta contraddizione»; «Un despota dal trono al patibolo: per Saddam Hussein niente Corte internazionale?»; «Un dittatore sanguinano e il diritto a un giudice imparziale».

GIUSTIZIA O VENDETTA? – «Il “no” senza riserve di Papa Francesco»; «Certezza della pena: sì, ma in che senso?»; «Quel “fine pena” che può non arrivare mai»; «Le linee maestre della Costituzione»; «Per una gestione ragionevole degli arresti domiciliari»; «Contro i teppisti di stadio, rigore ma… con juicio»; «Scuola Diaz, caserma di Bolzaneto: nomi da non dimenticare»; «E se a chiedere la grazia è un esseesse novantenne?»; «Quando a perdonare è un Papa»; «Quel gesuita che in carcere dialogava con i terroristi».

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