Anche Torino al Convegno nazionale di Pastorale universitaria

Testimonianza – Scrivono gli studenti torinesi che hanno preso parte, insieme al direttore della Pastorale universitaria don Peyron, all’assemblea nazionale che si è tenuta a Roma l’8 e il 9 marzo. Dai lavori l’invito ad unire negli ambienti accademici il sapere al servizio. “L’università”, ha detto il segretario della Cei Galantino, “non può essere un luogo anonimo, deve tornare ad essere comunità”

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“Non accontentatevi dei piccoli sogni, pensate in grande.” Così mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei, ha terminato il suo intervento durante il Convegno Nazionale di Pastorale Universitaria tenutosi a Roma l’8 e il 9 marzo scorso a cui abbiamo partecipato in rappresentanza della Diocesi di Torino.

Scelta e vocazione, università e Chiesa gli argomenti affrontati dai relatori. Padre Giulio Pannonfiello, cappellano della Sapienza,  ci ha ricordato che: “Occorre prima servire Dio nella propria vita. Poi di tutti gli stati di vita che possono esistere, scegliere quello che meglio ci permette di seguirlo”. Anche noi, anche in Università, siamo chiamati a vivere la realtà con cui ci confrontiamo tutti i giorni senza perdere di vista l’obiettivo più importante. Amare e servire. “L’università non può essere un luogo anonimo. Deve tornare ad essere comunità, incoraggiata dalla Chiesa alla solidarietà. Questa non è un’utopia” ha detto ancora mons. Galantino. Un invito diretto a non lasciarci sopraffare dall’apprensione per i nostri studi e a far sì che l’Università torni ad essere per noi un “clima culturale umano”. Un messaggio che ci invita ad essere il cuore pulsante di una Pastorale Universitaria sempre più aperta all’accordo con gli atenei e all’ascolto di noi giovani. “Occorre sperare contro ogni speranza” ha ricordato Alberto De Toni, rettore dell’Università di Udine e Segretario generale della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), che ci ha offerto un esempio lampante e straordinario di come la collaborazione tra Chiesa ed Università sia un terreno fertile su cui lavorare.

Numerosissimi i giovani ed i responsabili delle Pastorali italiane presenti, grazie ai quali abbiamo potuto imparare qualcosa di nuovo, intrecciando legami e contatti per lavorare insieme. Durante i momenti dedicati alla conoscenza, alcuni di noi hanno espresso l’esigenza di coniugare l’esperienza della preghiera e dello studio, e la necessità di un accompagnamento spirituale che potesse guidare il singolo universitario nel capire quale sia la sua strada per il servizio di Dio, anche nella possibilità di intraprendere la strada dell’ordinazione sacerdotale. Per altri è invece forte la voglia di sentirsi comunità non solo tra di noi, ma anche portandola nelle Università. E’ stato espresso il desiderio, soprattutto da parte dei giovani, di essere sempre più partecipi in una rete di collaborazione tra studenti, Chiesa ed Università. In questi due giorni di incontro, in cui abbiamo sentito la Chiesa vera e propria comunità, aperta all’ascolto e vicina a noi universitari, abbiamo trovato una spinta a coltivare e mettere in pratica il nostro entusiasmo.

Accompagnati da Don Luca Peyron e don Mauro Canta, direttori della pastorale universitaria di Torino ed Asti, spronati dalle parole dei relatori, possiamo dirci pronti ad entrare negli atenei portando lo stesso messaggio che ci è stato trasmesso: cercare di andare oltre l’individualismo del mondo universitario, per fare in modo che l’Università possa essere luogo di incontro, di speranza, di condivisione e di comunità. E’ cresciuta in noi la voglia di impegnarci nel progetto di Pastorale Universitaria a Torino, creando anche una rete di comunicazione a livello nazionale con chi, come noi, pensa che l’Università possa essere un luogo dove è bello entrare ogni mattina ed è bello vivere col sorriso. Una comunità fatta di ragazzi, di adulti, di giovani lavoratori. “Una fabbrica di cultura, speranza e pace” come ci ricorda mons. Galantino. Vedere tante persone felici di lavorare con noi giovani e per noi, tanti uomini e donne che si sono messi completamente a servizio di questo grande progetto che è la Pastorale Universitaria, ci spinge a portare avanti questa esperienza. Siamo grati di aver ritrovato una Chiesa umana, solidale e aperta in cui e con cui lavorare. E di farlo con la preghiera continua e con il fervore che contraddistingue noi giovani universitari.

Angelica Bianchi e Filippo Giuglini

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