Appello del Papa: “il rosario per difendere la Chiesa”

Nella festa degli Arcangeli l’invito alla preghiera – Fra le risposte di Papa alla sofferenza della Chiesa, dilaniata da scandali, c’è un appello alla preghiera per il mese di ottobre, un monito esplicito a vigilare contro l’azione del diavolo

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Foto AgenSir

Preghiamo tutti il rosario per difendere la Chiesa dagli attacchi del diavolo». Il 29 settembre 2019 – festa dei Santi arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele – il Papa chiede una speciale preghiera in ottobre, mese del rosario. L’iniziativa dice quanto sia preoccupato per gli abusi sui minori da parte del clero; per gli attacchi contro il Papa, la Curia, i vescovi da chi semina divisioni e inculca odio e scherno; da chi favorisce una mentalità scismatica. Lo scandalo pedofilia è usato per battaglie di potere. La messa in stato d’accusa del Pontefice e l’assurda richiesta di dimissioni; la critica feroce, martellante, aprioristica, qualunque cosa faccia o dica. Tutto rientra nella battaglia contro Bergoglio.

E allora il Papa invita i fedeli a unirsi in preghiera e penitenza nel chiedere alla Madre di Dio e a San Michele «di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi»; esorta a concludere il rosario con l’invocazione «Sub tuum presidium» e con la supplica a San Michele perché «la preghiera è l’arma contro il grande accusatore che gira per il mondo cercando chi e come accusare».

L’invocazione «Sub tuum presidium» risale al III secolo: la Madre di Dio protegga la Chiesa dagli attacchi del maligno e la renda sempre più consapevole delle colpe, degli errori, degli abusi commessi dai suoi figli nel presente e nel passato e impegnata a combattere senza alcuna esitazione – «tolleranza zero» – perché il male non prevalga. Alla fine del rosario chiede di recitare la preghiera scritta da Leone XIII nel 1884 a  San Michele arcangelo

«Le divisioni sono l’arma che il diavolo ha per distruggere la Chiesa». Dopo l’assurdo memoriale dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò, ex nunzio a Washington,  che gli chiedeva dimettersi, Francesco ha risposto: «Con le persone che cercano solo lo scandalo e la divisione, dinanzi ai cani selvaggi che cercano la guerra e non la pace, l’unica strada è il silenzio e la preghiera».

È il mistero del male, egregiamente spiegato da Sant’Agostino e ripreso dal «Catechismo della Chiesa cattolica: «Dio non permetterebbe il male, se dallo stesso male non traesse il bene, per vie che conosceremo pienamente soltanto nella vita eterna» (n. 324). Il diavolo non è un discorso da Medioevo. Francesco parla numerose volte del diavolo: «C’è anche nel XXI secolo e non dobbiamo essere ingenui. Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui. Il diavolo è più intelligente di noi; con lui non si dialoga, perché si perde, com’è successo a Eva, che si credeva grande teologa ed è caduta. Il diavolo è un seduttore, sa parlare bene, sa quali parole dirci e a noi piace essere sedotti; ti porta dei regali belli, ben incartati; ci seduce con il pacchetto senza farci vedere cosa c’è dentro. Le sue proposte sono tutte bugie e noi, scemi, crediamo. Viene mascherato da angelo e insidiosamente ci dice la sua parola. Non ascoltatelo! Seguiamo Gesù».

Il male non si ferma e si nasconde. Viganò ha attaccato per la seconda volta da un luogo segreto attraverso i siti amici: accusa Francesco, senza alcuna prova, di aver coperto il cardinale americano Theodore McCarrick e ne chiede le dimissioni.

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