Appendino, la prima intervista dopo la protesta di piazza Castello

Colloquio con il Sindaco di Torino sulle contestazioni scatenate dal voto No Tav in Consiglio Comunale. Nessun passo indietro: «sono state ribadite posizioni note». Porte aperte al dialogo, anche se Appendino respinge l’accusa di aver abbandonato Torino al declino: «Questa Amministrazione sa esattamente dove andare»

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«Questa Amministrazione sa esattamente dove andare». La prima intervista rilasciata dal sindaco di Torino Chiara Appendino dopo la manifestazione dei 40 mila oppositori il 10 novembre in piazza Castello compare sul settimanale diocesano «La Voce e Il Tempo» in edicola a partire da venerdì 16. Appendino prende atto del forte dissenso venuto a galla in città dopo il voto No Tav del Consiglio comunale, ma non fa retromarcia: «Mi sento di dire che questo voto non ha fatto altro che ribadire una posizione nota».
Nella lunga intervista, pubblicata integralmente sul settimanale cattolico, il sindaco respinge l’accusa di accompagnare Torino verso il declino (con il voto no Tav o la perdita delle Olimpiadi), rivendica un programma elettorale di sviluppo «che stiamo portando avanti» e che punta «su innovazione e tecnologia per rinnovare l’ecosistema produttivo del territorio». Risponde al giornale diocesano anche sulle frizioni fra la Diocesi e l’Amministrazione Cinque Stelle rispetto a temi sensibili come le politiche familiari (i figli di due mamme), i gender, i tagli di bilancio alle scuole materne paritarie. Apre al dialogo, promette di ascoltare il dissenso: «Troppe volte, prima di essere Sindaca, scesi in piazza anche io sperando che qualcuno dall’altra parte mi ascoltasse, e questo avvenne assai raramente. Oggi ad ascoltare dobbiamo essere noi e abbiamo tutta l’intenzione di farlo».

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