Barca e Bertolla, “pronti a staccarci da Torino”

Periferie – Manca il pediatra, mancano i mezzi di trasporto, manca la manutenzione delle strade… I quartieri Barca e Bertolla nella periferia di Torino si sentono dimenticati dal Comune. E tre comitati di cittadini minacciano una petizione per staccarsi da Torino e unirsi a San Mauro Torinese

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«Se l’amministrazione comunale continuerà a non considerarci come parte della città, attraverso interventi concreti di riqualificazione, chiederemo con una petizione popolare di staccarci da Torino  e di essere accorpati al Comune di San Mauro Torinese».

È la forte provocazione che l’associazione commercianti «La Barca», il comitato civico «La Barca» e il comitato spontaneo di quartiere «Bertolla» lanciano al Comune, attraverso La Voce e il Tempo, nel denunciare lo stato di abbandono e quiescenza in cui i due quartieri della Circoscrizione 6 alla periferia nord est di Torino, posti alla confluenza fra la Stura e il Po, versano da troppo tempo.

I cittadini, a distanza di quattro anni, sono delusi dagli slogan e dalle promesse della Giunta pentastellata sul rilancio dei quartieri popolari.

I presidenti dei comitati di cittadini e commercianti dei quartieri Barca e Bertolla, Gabriella Sampaolo, Rossano Masetti e Valeria Ciarlone

«Interventi sulle periferie negli ultimi anni sono certamente stati attuati dall’attuale amministrazione», sottolinea la presidente dell’associazione commercianti «La Barca», Valeria Ciarlone, «lo abbiamo visto a Falchera, per esempio, ma il problema è che la nostra periferia si ferma sempre prima del ponte che attraversa il Po o la Stura, dunque non sappiamo più se reputarci periferia nord di Torino o un Comune a parte privo di amministrazione».

I tre comitati, che da tempo collaborano insieme per il rilancio dei propri quartieri, la scorsa settimana hanno segnalato al Comune tutti i nodi e i problemi irrisolti in ordine al trasporto pubblico, alla manutenzione di strade, piste ciclabili, giardini con aree giochi, e alla carenza di spazi aggregativi in particolare per gli adolescenti e i giovani.

Questa volta comitati e cittadini attendono che dalle richieste inoltrate seguano risposte e atti concreti.

Trasporti e viabilità – In primo luogo i comitati chiedono interventi urgenti di potenziamento della rete di trasporto pubblico anche a fronte dell’emergenza sanitaria. «Il quartiere Bertolla», sottolineano, «è servito esclusivamente dalla linea 57 che collega San Mauro a Torino. Un bus sempre stracolmo per cui spesso lavoratori e studenti sono costretti ad aspettare quello successivo e ad arrivare tardi a scuola o sul posto di lavoro».

I cittadini hanno prospettato la soluzione di portare la linea 20 fino a San Mauro. L’attuale autobus effettua, al momento, capolinea in via Torre Pellice partendo dal parcheggio Stura. Un tragitto breve, secondo i comitati, che ne chiedono un prolungamento che permetterebbe ai cittadini sanmauresi di non appoggiarsi alla sola linea 57. «Per l’emergenza Covid, contrariamente alle promesse», evidenzia la Ciarlone, «non sono stati aumentati i passaggi dei bus».

I comitati nei mesi scorsi hanno anche lavorato, insieme ai sindaci dei Comuni limitrofi, per chiedere il passaggio della metro due nel quartiere nella tratta definitiva verso San Mauro, con la costruzione di un parcheggio di interscambio a Pescarito. «Una soluzione sui trasporti», sottolinea la Ciarlone, «che finalmente permetterebbe di unire Barca e Bertolla a Torino e di diminuire l’ingente traffico della zona e il relativo impatto ambientale».

C’è poi il problema, che riguarda anche altre aree della città, delle buche per strada. «A Bertolla», denunciano i comitati, «è stata chiusa una via perché ha una voragine in mezzo alla carreggiata».

E poi la questione della pista ciclabile che collega Bertolla a San Mauro: «nella parte sanmaurese», spiega la presidente dell’associazione commercianti della Barca, «è stata rifatta la recinzione, mentre a Bertolla è ancora presente la rete arancione dei lavori in corso. Inoltre la pista in concomitanza con il centro Smat si interrompe a metà creando pericoli per ciclisti, perdoni e automobilisti».

Giardini pubblici – Sui quattro giardini presenti nei due quartieri solo uno possiede un’area attrezzata per i bambini, quello di via Fattorelli, riqualificato con i fondi del progetto comunale «AxTo». «Ma non può essere utilizzato d’estate», prosegue la Ciarlone, «in quanto è privo di zone d’ombra». Gli altri giardini sono da tempo lasciati al degrado. I giochi per i bambini, come nel giardino di strada della Magra e via Anglesio, sono stati rimossi perché divenuti pericolosi per mancanza di manutenzione e non sostituiti. Numerosi gli episodi di atti vandalici negli ultimi anni. Sono carenti gli spazi aggregativi per gli adolescenti e i giovani che sono costretti a ritrovarsi per strada e a giocare a calcio in mezzo alla via.

Sanità – Nei due quartieri manca il pediatra, richiesto da tempo, per cui le famiglie con bambini si devono spostare in altre zone della città, mentre il presidio sanitario di via Anglesio 29 è chiuso al pubblico dallo scorso 31 dicembre. «Doveva riaprire questo autunno», spiegano i residenti, «ma rimarrà chiuso per l’emergenza Covid, anche se continuiamo a chiedere che venga rimesso in funzione al più presto».

Pulizia del fiume – Infine l’appello per la pulizia del fiume anche in seguito alle recenti tragedie che si sono verificate in Piemonte per il maltempo.

«Nella Stura», spiega la Ciarlone, «sono presenti isole di immondizia. Molti commercianti temono i danni di eventuali esondazioni».

Le parrocchie – Anche il parroco di San Giacomo (Barca) e San Grato (Bertolla), don Alberto Calzoni, denuncia l’incuria in cui versano i due quartieri. «La scorsa settimana», racconta don Calzoni, «ho segnalato alla Circoscrizione e all’Ufficio Igiene del Comune la presenza di ratti nella via di fronte alla parrocchia della Barca. Sono poi noti da anni i problemi relativi all’affollamento dei bus».

I gruppi Caritas e Conferenza San Vincenzo si occupano a tutto campo di sostenere le famiglie in difficoltà economica, leggermente aumentate a causa della pandemia. Sono attivi il banco alimentare che durante il lockdown ha anche offerto il servizio a domicilio.

In queste settimane il parroco e le catechiste stanno incontrando i genitori dei bambini del catechismo in presenza perché portino avanti a casa il percorso di catechesi con i propri figli. «Al momento», conclude don Calzoni, «non possiamo fari ripartire le attività giovanili e degli oratori in presenza in quanto si sono registrati parecchi contagi a scuola, ma continuiamo con la proposta di attività a distanza e l’invito a partecipare alla Messa domenicale».

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