Borgo Vittoria non dimentica

Seconda edizione –  Da due anni il Tavolo di Borgo Vittoria di Torino promuove il «Flash mob della Memoria» in occasione delle manifestazioni della Giornata della Memoria dell’Olocausto – La marcia silenziosa, nel pomeriggio di sabato 25 gennaio, si è conclusa in via Chiesa della Salute 73 presso la pietra d’inciampo posta davanti al portone dell’abitazione di un borghigiano ebreo ammazzato nel 1944 nel lager di Mauthausen

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Borgo Vittoria non dimentica e dice no ai razzismi e alle scritte antisemite che hanno infamato questi giorni Mondovì e Torino: sabato 25 gennaio, i borghigiani sono stati invitati a partecipare alla seconda edizione del Flash mob della memoria per le vie del quartiere, una marcia silenziosa a tappe fino all’abitazione, in via Chiesa della Salute 73, di un borghigiano, Vittorio Casnati. Una pietra d’inciampo ricorda che è stato ammazzato il 17 novembre del 1944 nel lager di Mauthausen.

La marcia, a cui ha partecipato anche il parroco del santuario di Nostra Signora della Salute don Franco Pairona, è stata promossa dal Tavolo di Borgo Vittoria con la partecipazione del Piccolo Teatro d’arte, di alcuni musicisti del borgo e dei ragazzi e delle ragazze del Centro Ricerca Danza di Rosa Trolese (nella foto grande) che si sono messi nei panni dei loro coetanei ebrei che 75 anni fa sono stati depredati della loro infanzia. I promotori, che riuniscono le associazioni del territorio, sono convinti che solo raccontando ai nostri figli cosa è successo a Torino, in Italia e in Europa oppresse dal nazifascismo possiamo sperare che non si ripeta mai più l’Olocausto e che si combatta ogni forma di razzismo.

I borghigiani sono stati invitati a maciare indossando abiti che richiamassero  l’abbigliamento della seconda Guerra Mondiale: tutti avevano appuntata sul petto la stella di Davide con cui venivano riconosciuti gli ebrei, in mano una candela e una valigia di cartone a indicare i pochi beni che le famiglie sottratte a forza dalle loro case riuscivano a mettere insieme prima di partire per il viaggio verso la deportazione.

La fiaccolata ha così rievocato i rastrellamenti delle famiglie ebree ad opera dei nazifascisti avvenuti  anche in Borgo Vittoria. Lungo il percorso sono state proposte testimonianze e coreografie che hanno richiamato i temi dell’Olocausto.

I ragazzi del Centro ricerca Danza depongono un mazzo di rose accanto alla pietra d’inciampo di Vittorio Casnati

Il percorso si è concluso con la deposizione, da parte dei ragazzi del Centro Ricerca Danza, di un fascio di rose rosse presso la pietra d’inciampo posta davanti alla casa di Vittorio Casnati. Un gesto che ha commosso i presenti mentre veniva proclamata la celebre  poesia di Primo Levi «Se questo è un uomo». In serata, presso l’Open11 in corso Venezia 11, è andato in scena, a cura del Piccolo Teatro d’Arte, «L’Istruttoria» piece teatrale che ricostruisce il processo di Norimberga ai gerarchi nazisti.

 

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