Capodanno di speranza, l’Italia che vogliamo

Analisi – Le alte parole del Presidente della Repubblica, di Papa Francesco, dell’Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia ci sono sembrate fuse – a Capodanno – in una sola potente parola di fiducia nella forza del bene sempre possibile agli uomini, contro ogni forma di male. Discorso del Presidente Mattarella

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Le alte parole del Presidente della Repubblica, del Papa, dell’Arcivescovo di Torino mons. Cesare Nosiglia ci sono sembrate fuse – a Capodanno – in una sola potente parola di fiducia nella forza del bene sempre possibile agli uomini, contro ogni forma di male. Avevamo bisogno di ascoltare queste parole miti e sorridenti nelle giornate difficili che l’Italia sta attraversando per colpa del suo carattere litigioso più che delle sfide che affronta, comuni a tutte le democrazie occidentali.

Nella vita, molto più dei fatti, conta il modo con cui decidiamo di affrontarli. Così di fronte al litigio logorante dell’Italia su tutti i temi dell’economia, della politica, dell’emergenza
sociale, le parole rasserenanti che abbiamo ascoltato ci mettono di buon umore, perché indicano la strada sempre possibile: l’amore al prossimo, opposto al livore, alla chiusura, al respingimento. È la via sempre alla portata di tutti, sempre percorribile, anche sempre
ricominciabile quando ci accade di cadere e tradire, fallire, deludere.

L’abbiamo ascoltato dai vertici della Chiesa e dello Stato, a una sola voce. Ci siamo sentiti orgogliosi. Il più bel regalo di Natale.

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