Cardinale Parolin, “è pericoloso invocare Dio per se stessi”

Roma – «Dio per se stessi è sempre molto pericoloso». Lo ha detto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin alla «Festa dei Popoli» a San Giovanni in Laterano con le comunità immigrate a Roma. Presa di posizione contro il gesto di Matteo Salvini, che a Milano, sul palco della sua manifestazione elettorale, aveva stretto un rosario e nominato la Madonna “che sono sicuro ci porterà alla vittoria”

266
cardinale Pietro Parolin

«Credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso». Lo dice il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin alla «Festa dei popoli» a San Giovanni in Laterano con le comunità immigrate a Roma. Presa di posizione inequivocabile contro l’ennesima «fanfaronata» leghista.

Il 18 maggio Matteo Salvini – alla manifestazione sovranista di Milano, che non riesce a riempire piazza Duomo – brandisce e bacia un rosario: «sono sicuro che la Madonna ci porterà alla vittoria» mentre si levano fischi contro Papa Francesco.

Molti, non solo cattolici, reagiscono alla strumentalizzazione della religione – Parolin, con stile pacato e ragionatore, incoraggia a combattere l’egoismo sovranista: «Non bisogna lasciarsi andare all’indifferenza, alla tentazione della non conoscenza e quella di volerci rinchiudere nelle nostre sicurezze. Bisogna continuare a porre dei segni, il contrario di quelle che sono certe tendenze, presenti anche nella nostra società. È lo stile della Chiesa: proporre, annunciare, proclamare il Vangelo e i suoi valori, sperando che trovino accoglienza». «Avvenire», in un corsivo, definisce Salvini «alfiere di un Cattolicesimo tutto suo, distante dal magistero del Papa e della Chiesa». Un editoriale di «Famiglia Cristiana» sotto il titolo «Il rosario brandito da Salvini e i fischi della folla a Francesco, ecco il sovranismo feticista», ragiona: «È andato in scena l’ennesimo esempio di strumentalizzazione religiosa per giustificare la violazione sistematica dei diritti umani. Mentre il capopolo della Lega esibiva il Vangelo, un’altra nave carica di vite umane veniva respinta e le Nazioni Unite ci condannavano per il decreto sicurezza». Una chiara risposta alla spocchiosa sparata: «Sono l’ultimo dei buoni cristiani». «La Civiltà Cattolica» ricorda il comandamento biblico: «Non nominare il nome di Dio invano. Rosari e crocifissi sono usati come segni dal valore politico, ma in maniera inversa rispetto al passato: se prima si dava a Dio quel che sarebbe stato bene restasse nelle mani di Cesare, adesso è Cesare a impugnare e brandire quello che è di Dio».

Francesco non si lascia trascinare nella polemica, parla con le scelte e i gesti – Il 9 maggio, incontrando la comunità diocesana di Roma, accoglie la famiglia rom assegnataria di una casa popolare a Casal Bruciato e terrorizzata dagli squadroni neofascisti di CasaPound. Poche ore dopo il cardinale polacco Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, riattiva la corrente in uno stabile occupato da oltre 420 persone a cui erano state tolte luce e acqua calda perché morose. Il cardinale Parolin spiega che l’elemosiniere ha voluto «attirare l’attenzione su un problema reale» e replica a Salvini – ignorando i fatti, aveva invitato la Santa Sede a pagare le bollette degli italiani in difficoltà – e informa: la Chiesa lo fa già, aiuta tutti». Infatti, nel 2018 l’Elemosineria papale dona 3 milioni e mezzo di euro per pagare le bollette di luce, gas, spazzatura, rate e spese per la casa che persone e famiglie, molte italiane, non riescono a sostenere in tutto il Paese. Molti contributi anche in tutta Italia alle diocesi che non riescono a far fronte alle esigenze degli indigenti.

Questo succede da anni per gli italiani e per gli stranieri – Il Vaticano attinge dalle offerte inviate al Papa e all’Elemosineria e anche dalla significativa rendita delle benedizioni papali su pergamena a chi ne fa richiesta. Il gesto dell’elemosiniere è illegale? Pure a Gesù dicono che le cose che dice e fa violano la legge. Molto esplicito il cardinale africano Peter Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello sviluppo integrale: «Un gesto che non voleva essere una mancanza di rispetto della legge, ma di misericordia. L’Elemosineria è l’“arma” della misericordia di Francesco. I soldi servono a salvare italiani in difficoltà e miseria. Tantissime famiglie non riescono a pagare le bollette. A chi si rivolgono? All’Elemosineria che non si è mai tirata indietro a fornire aiuto alle famiglie italiane». Krajewski non si  nasconde: riattacca il contatore, lascia il proprio biglietto da visita, si assume ogni responsabilità. È lecito lasciare senza corrente bambini, anziani e malati attaccati alle macchine? Anche il Dicastero per lo Sviluppo integrale, che ha ereditato il compito dal disciolto «Cor unun», quando accade qualche disastro nel mondo, da sempre subito interviene con una somma di primo aiuto.

Gesti sintomatici che non riguardano solo le gerarchie. A La Spezia un parroco fa suonare le campane a morto per il libro di AltaForte, casa editrice di CasaPound. Il primo «decreto sicurezza», annunciato sotto Natale 2018, è accolto male da alcuni preti. Un sacerdote di Genova annuncia che chiude la chiesa per «obiezione di coscienza»; a Padova un altro invita chi applaude il decreto a non fare il presepe; nel Pistoiese un parroco addirittura accosta il ministro a Erode: «Se c’era lui, Gesù Bambino moriva». Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e presidente di Libera, il 17 maggio 2019 a Lampedusa partecipa a un’iniziativa per i «Porti aperti» e incontra l’equipaggio della nave «Mare Jonio»: «Il male ha alcuni grandi complici: silenzio, indifferenza, inerzia, viltà, mancanza di coraggio. Tante tragedie, come l’Olocausto, sono avvenute anche con il concorso di queste complicità morali e materiali. L’equipaggio della “Mare Jonio” si oppone a questo male, a questa perdita di umanità e civiltà, sono cittadini responsabili. E c’è chi, ai più alti livelli politici, pensa di incriminarli. È la morte della politica e del diritto». Nel 2018, il 24 febbraio, in piena campagna per le politiche del 5 marzo, il capo leghista inscena un giuramento sul Vangelo e mostra un rosario. Tagliente Mario Delpini, arcivescovo di Milano: «Nei comizi si parli di politica». A strumentalizzare la religione anche Luigi Di Maio: si fa fotografare mentre bacia il sangue di San Gennaro.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome

tre × cinque =