Chi sono i 13 nuovi cardinali che creerà Papa Francesco

Annuncio – Papa Francesco all’Angelus di domenica 1° settembre ha anunciato un concistoro (5-6 ottobre) per la creazione di 13 nuovi cardinali che esprimono «la vocazione missionaria della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini»

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C’è anche l’81enne arcivescovo emerito di Kaunas (Lituania), che patì 10 anni di lavori forzati in Siberia, tra i 13 nuovi cardinali annunciati da Papa Francesco all’Angelus domenica 1° settembre 2019: recita iniziata in ritardo perché bloccato 25 minuti in ascensore, liberato dai vigili del fuoco, che ringrazia. I nuovi porporati esprimono «la vocazione missionaria della Chiesa che continua ad annunciare l’amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini». Concistoro il 5-6 ottobre, vigilia del Sinodo sull’Amazzonia (6-27 ottobre).

Miguel Angel Ayuso Guixot, comboniano – Presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, nato a Siviglia in Spagna il 17 giugno 1952, missionario in Egitto e Sudan; professore di islamologia a Khartoum, poi al Cairo, quindi al romano Istituto Studi arabi e Islamistica.

José Tolentino Medonça – Archivista e bibliotecario della Chiesa, portoghese di Madeira (15 dicembre 1965). Rettore del Pontificio Collegio portoghese; docente a Pernambuco, Rio de Janeiro, Belo Horizonte (Brasile).

Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo – Arcivescovo di Giacarta e presidente della Conferenza episcopale indonesiana. Nato il 9 luglio 1950 a Sedayn, prete dal 1976, ordinario militare, primo arcivescovo di Giacarta dal clero diocesano.

Juan de la Caridad García Rodríguez – Arcivescovo de L’Avana. Nato a Camagüey l’11 luglio 1948, sacerdote dal 1972, metropolita della capitale cubana dal 2016.

Fridolin Ambongo Besungu, cappuccino – Arcivescovo di Kinshasa. Nato il 24 gennaio 1960, cappuccino dal 1981, prete dal 1988, vescovo di Bokungu-Ikela, e poi metropolita di Kinshasa e vicepresidente della Conferenza episcopale congolese.

Jean-Claude Höllerich, gesuita – Arcivescovo di Lussemburgo. Nato il 9 agosto 1958 nel Granducato, studia alla Gregoriana di Roma, gesuita dal 1981. In Giappone conosce la lingua e la cultura giapponese. Dal 2011 arcivescovo di Lussemburgo e dal 2018 presidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) che raggruppa gli episcopati dei 28 Paesi Ue.

Alvaro Leonel Ramazzini Imeri – Vescovo di Huehuetenamgo. Nato a Ciudad de Guatemala il 16 luglio 1947, prete dal 1971, dottore in Diritto Canonico, vescovo di San Marcos (1988), di Huehuetenamgo (2012). Già presidente della Conferenza episcopale, presiede le Commissioni per i media e per la pastorale penitenziaria, delegato al Sinodo per l’America (1997) e all’assemblea Celam (2007).

Matteo Zuppi – Arcivescovo di Bologna. Nato a Roma l’11 ottobre 1955, studia  all’Università Lateranense e all’Università di Roma, sacerdote dal 1981 per la diocesi di Palestrina, nel 1988 incardinato a Roma. Assistente della Comunità di Sant’Egidio, parroco, vescovo ausiliare di Roma, metropolita bolognese dal 2015.

Mons. Cristóbal López Romero, salesiano – Arcivescovo di Rabat dal 2017. Nato il 19 maggio 1952 a Vélez-Rubio in Spagna, salesiano dal 1968, prete dal 1979. Studia Filosofia, Teologia e Scienze dell’informazione. Superiore dei Salesiani di Bolivia e poi di Spagna.

Michael Czerny, gesuita – Sottosegretario della sezione Migranti del Dicastero per lo Sviluppo umano. Nato in Cecoslovacchia nel 1946, gesuita dal 1963, prete dal 1973, dottore in Studi interdisciplinari a Chicago. A Toronto in Canada fonda e dirige il Centro per la fede e la giustizia sociale; vicerettore dell’Università centroamericana a San Salvador; segretario per la Giustizia sociale presso la Curia della Compagnia; fondatore e direttore dell’African Jesuit Aids Network; esperto al secondo Sinodo per l’Africa (2009), membro del Sinodo dei giovani (2018), sarà segretario speciale nel Sinodo per l’Amazzonia (2019).

Michael Louis Fitzgerald, padre bianco – Arcivescovo emerito di Nepte. Nato il 17 agosto 1937 in Gran Bretagna, dal 1950 padre bianco (Missionari d’Africa), prete dal 1961, segretario del Segretariato per i non cristiani (dal 1988 Consiglio per il dialogo interreligioso), vescovo dal 1991, nunzio in Egitto (2006-2012).

Sigitas Tamkevicius, gesuita – Arcivescovo emerito di Kaunas (Lituania). Nato il 7 novembre 1938, sacerdote dal 1962, viceparroco, gesuita (1968). Leonid Breznev, sinistro segretario del Partito comunista sovietico, lo arresta (1983) e lo condanna a 10 anni di lavori forzati in Siberia per propaganda e agitazione antisovietica. Rettore del Seminario, arcivescovo di Kaunas (1999-2015) e presidente della Conferenza episcopale lituana.

Eugenio Dal Corso, povero servo della Divina Provvidenza – Vescovo emerito di Benguela. Nato il 16 maggio 1939 a Ravenna, prete dal 1963, studia a Roma, parroco a Verona e poi a Napoli. Dal 1975 missionario a Laferrere (Argentina), poi in Angola; vescovo di Saurino (1995), poi di Benguela (2008). Primo cardinale dell’Istituto religioso fondato da san Giovanni Calabria.

Vescovi di Chiese missionarie – Dei 13 nuovi cardinali, 8 sono religiosi (3 gesuiti); 10 sotto gli 80 anni e 3 ultraottantenni non elettori. Tre di Curia: il presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso; l’archivista e bibliotecario della Chiesa; il sottosegretario della sezione Migranti del Dicastero per lo sviluppo umano. Due vescovi in Europa: il lussemburghese Jean-Claude Höllerich e l’italiano Matteo Zuppi. Due latinoamericani: il cubano Juan de la Caridad García Rodríguez e il guatemalteco Alvaro Leonel Ramazzini Imeri. Due africani: il congolese Fridolin Ambongo Besungu; lo spagnolo Cristóbal López Romero, arcivescovo in Marocco. Un asiatico: l’indonesano Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo. Tre ultraottantenni: l’inglese Michael Louis Fitzgerald, molto impegnato nel dialogo interreligioso; il lituano Sigitas Tamkevičius, perseguitato dai comunisti; l’italiano Eugenio Dal Corso. I Concistori bergogliani sono: 22 febbraio 2014, 14 febbraio 2015, 19 novembre 2016, 28 giugno 2017, 28 giugno 2018, 5 ottobre 2019.

Il 1° settembre Francesco pronuncia due parole piemontesi: «La vera umiltà, non la finta umiltà, quella che in Piemonte si chiama “la mugna quacia”». Espressione che aveva già usato nell’udienza generale del 5 giugno 2014.

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