Cimiteri Torino, il Comune sbloccherà i fondi ai cappellani

Sarà rinnovata la convenzione –L’assessore Giusta il 9 luglio ha risposto ad un’interpellanza sulla cancellazione dei rimborsi spesa ai diaconi che benedicono i feretri: “ripristineremo 15 mila euro all’anno”

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Lunedì 9 luglio è arrivata in Consiglio comunale la vicenda sulla cancellazione, da ottobre 2016, dei rimborsi spese municipali per i cappellani che prestano servizio nei cimiteri di Torino sollevata da La Voce e Il Tempo del 17 giugno scorso: l’assessore comunale ai Servizi cimiteriali, Marco Giusta, ha risposto ad una interpellanza presentata dalla Lista Civica per Torino sottoscritta dal consigliere Francesco Tresso: «è intenzione dell’amministrazione comunale», ha detto in Sala Rossa l’assessore Giusta, «procedere al rinnovo della convenzione che prevedeva uno stanziamento di 15 mila euro all’anno. La Città avvierà da subito una ricerca per individuare entro l’anno le risorse economiche per l’accoglienza, anche e non solo religiosa, delle esequie nei  cimiteri cittadini».

Da venti mesi la Diocesi di Torino si trova costretta a sostenere in proprio tutti i costi legati al servizio dei cappellani che accolgono e benedicono i feretri nei cimiteri torinesi. Il Comune, infatti, ha lasciato scadere la convenzione, che fino ad ottobre 2016 destinava per ogni anno 15 mila euro di fondi municipali a copertura parziale dei costi di servizio (trasporto e materiali). Da novembre 2016 non è arrivato più nessun rimborso. E già l’anno prima i contributi erano stati ridotti del 25%. «La convenzione», ha sostenuto l’assessore, «è scaduta per mancata richiesta di rinnovo da entrambe le parti».

«Su circa 10.000 sepolture avvenute nel 2017», ha affermato il consigliere Tresso, «per oltre la metà  è stato richiesto il servizio di accompagnamento religioso dei cappellani. La Città di Torino ha sempre dimostrato attenzione nell’esplicare forme di apertura ed accoglienza a tutti i cittadini, senza distinzione di età, genere, provenienza geografica e religiosa: in questo senso l’accoglienza religiosa nei cimiteri rappresenta senza dubbio un fatto di interesse collettivo. Durante i momenti del lutto l’animazione spirituale garantita da un religioso contribuisce certamente ad alleviare il peso ed il dolore del distacco per familiari e amici».

Sulla questione era intervenuto il vicario generale della Diocesi mons. Valter Danna: «la presenza dei cappellani», aveva spiegato a La Voce e il Tempo, «è andata avanti completamente a carico della Diocesi. Stiamo facendo tutto il possibile per garantire il servizio religioso, certo non lo abbandoneremo, ma è logico domandare: al Comune non importa nulla di questo servizio richiesto da metà dei torinesi? L’accoglienza religiosa nei cimiteri non dovrebbe essere riconosciuta come un fatto di interesse collettivo, degno di sostegno almeno quanto altre manifestazioni finanziate dalla Città o altre espressioni di opinione e di aggregazione?».

Il solo Cimitero Monumentale vede ogni giorno 7-8 sepolture, 18-20 cremazioni. Altre sepolture si svolgono al Cimitero Parco di Torino Sud e nei Cimiteri di Cavoretto, Sassi, Abbadia. I cappellani incaricati dalla Diocesi sono ad oggi complessivamente 9 (1 prete e 8 diaconi), dal 1° giugno scorso sono stati riorganizzati per rendere la gestione sostenibile: presenze ridimensionate nei vari turni, orari ridotti di conseguenza. Durante l’anno i cappellani cimiteriali presenziano anche a tutte le cerimonie della Città per il 25 aprile, l’8 novembre, la memorie delle Foibe …

«L’accoglienza religiosa», ha osservato Giusta, «rappresenta, tra le tante, una delle risorse principali di cui la Città si avvale anche relativamente al sostegno verso tutte le famiglie, in particolare quelle più fragili. La valorizzazione delle pluralità e delle diversità costituisce un obiettivo imprescindibile dell’amministrazione comunale da perseguire nella progettazione di strumenti e nella conseguente destinazione di fondi da mettere a disposizione della cittadinanza. La Città è, dunque, disponibile ad una ridefinizione dei contenuti previsti nella convenzione in oggetto fermo restando il reperimento delle risorse economiche necessarie: la cifra di 15 mila euro ovviamente non è di per sé proibitiva nell’economia del bilancio cittadino ma come è noto va contestualizzata relativamente al rispettivo capitolo di bilancio dell’assessorato di riferimento: ci impegneremo, quindi, a ripristinare i contributi entro la fine del 2018». «Siamo soddisfatti delle risposte dell’assessore», conclude il consigliere Tresso, «vigileremo affinché nell’assemblea di assestamento di bilancio in programma a settembre venga ristabilito questo capitolo». Per il momento, fino al ripristino del fondo la Diocesi continuerà a farsi carico del servizio.

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