Coronavirus, la preghiera di Nosiglia nel Santuario della Salute

Borgo Vittoria – Il 26 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, mons. Nosiglia al santuario Nostra Signora della Salute, accanto al sindaco Chiara Appendino, ha pregato il Rosario e rinnovato alla Vergine Maria la richiesta di proteggere la popolazione della città e del territorio. VIDEO DELLA DIRETTA FACEBOOK – GALLERY

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Il 26 febbraio, Mercoledì delle Ceneri, alle 12, l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia ha voluto iniziare la Quaresima nel santuario torinese intitolato a Nostra Signora della Salute in Borgo Vittoria. Nella parrocchia-santuario, affidata dal 1927 alle cure pastorali dei padri Giuseppini del Murialdo, si venera Maria con il titolo di “Salute degli infermi”: qui da sempre la popolazione si rivolge alla Vergine nelle difficoltà come accadde nel 1835 quando a Torino scoppiò un’epidemia di colera.

L’Arcivescovo, accolto dal parroco don Franco Pairona, ha guidato la preghiera del rosario davanti alla statua della Madonna della Salute per chiedere per la città e il mondo intero protezione dal contagio del coronavirus.
Ha poi pregato per i malati, i medici, gli infermieri e tutto il personale ospedaliero che in questi giorni sta affrontando l’emergenza senza risparmiarsi e per chi ha responsabilità istituzionali perchè si facciano le scelte giuste per arginare la malattia ma anche gli allarmismi.
Alla preghiera, nel santuario vuoto a causa delle disposizioni delle autorità per evitare il diffondersi del virus, ha partecipato in rappresentanza della Città il sindaco Chiara Appendino. Al termine dell’incontro il parroco ha condotto l’Arcivescovo e il sindaco presso l’altare della Madonna della Salute dove è custodita l’effige delle Vergine dipinta da Enrico Reffo, apprezzato pittore d’arte sacra torinese, fratello del venerabile don Eugenio Reffo, cofondatore con san Leonardo Murialdo nel 1873 della Congregazione di San Giuseppe. Le spoglie mortali di entrambi i sacerdoti sono venerate nel santuario della Salute.

Di seguito pubblichiamo il testo integrale della preghiera che l’Arcivescovo ha letto all’inizio del Rosario nella chiesa Nostra Signora della Salute a Torino. 

Preghiamo,

Nostra Signora della Salute che hai protetto questo città da tante epidemie in tempi di gravi malattie, guarda benevola  con sguardo e cuore di madre i tuoi figli che in questo  momento vivono serie e condivise preoccupazioni per il diffondersi nel nostro Paese e anche nel nostro territorio del coronavirus che semina tanta paura e preoccupazioni nella cittadinanza di Torino e del Piemonte. Siamo venuti qui ai tuoi piedi per impetrare la tua misericordia e il tuo aiuto verso questa città e il suo territorio, che amiamo e vorremo vedere sereni e senza timori per il loro presente e futuro. Per tante volte Torino ha sperimentato nella sua storia momenti difficili, ma sempre tu hai sorretto e benedetto la preghiera dei tuoi devoti e il lavoro di quanti a vario titolo si sono impegnati per aiutare i cittadini a superare ogni paura e a impegnarsi tutti insieme, per puntare uniti a un futuro sereno e positivo per tutti.

Ora vogliamo credere e sperare fermamente che anche questo momento in cui il coronavirus si è reso presente nel nostro territorio, tu ti mostrerai madre di misericordia e ricca di grazia per tutti quelli che soffrono a causa di questa malattia, ma anche per chi nella Città e Regione esercita una precisa responsabilità di guida e di orientamento della cittadinanza. Aiuta i medici e operatori sanitari nel loro delicato compito di sostegno di chi a loro ricorre per ogni eventuale bisogno e necessità.

A te nostra madre e regina rivolgiamo inoltre dal profondo del cuore la preghiera per superare ogni allarmismo ingiustificato e ottenere il coraggio e la pazienza che occorre esercitare in queste circostanze per affrontare insieme il problema sopraggiunto inaspettato e che siamo certi, può produrre comunque un frutto di bene come la solidarietà verso chi soffre, l’accoglienza con chi è solo e senza sostegno dei propri cari, la volontà di camminare uniti adoperandosi ciascuno per la propria parte a favorire la speranza nel cuore e la comune volontà di trovare in ogni altro concittadino un sostegno di fraternità  e di apertura  soprattutto  verso le persone più anziane, sole o già debilitate per altre malattie, i minori e le loro famiglie. Amen.

+ Cesare NOSIGLIA

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