Dacci il nostro pane quotidiano, anche in carcere

Teatro – A partire dal primo ricettario scritto dai detenuti, con la consulenza dello chef Matteo Baronetto, uno spettacolo a cura dell’associazione Outsider messo in scena nel carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino

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Le orecchiette con le cime di rapa servite in un piatto di carta dai detenuti hanno ricevuto addirittura il plauso del maître Paolo Novello, general manager dello storico ristorante torinese «Del Cambio». È accaduto sabato 14 aprile, come racconta fratel Marco Rizzonato, religioso cottolenghino, nel teatro del carcere torinese «Lorusso e Cutugno», al termine della spettacolo «Che cosa bolle in cella» messo in scena venerdì, sabato e domenica scorsi di fronte ad un folto pubblico di torinesi nell’ambito dei progetti di inclusione della realtà carceraria con la società civile promossi dal penitenziario torinese. Nella replica di sabato 14, tra gli spettatori oltre al direttore del «Lorusso e Cutugno» Domenico Minervini e a Paolo Novello, anche il Prefetto di Torino Renato Saccone e l’assessore alle Politiche sociali del Comune Sonia Schellino. Sul palco 20 detenuti e 10 persone con disabilità intellettiva ospiti del Cottolengo di Torino e i volontari dell’associazione Outsider, hanno rappresentato tra musica, poesia, canto e cucina «dal vero» la preparazione di una cena nel «famoso» ristorante virtuale «Ti cambio»: al termine, oltre agli avventori seduti ai tavoli, le orecchiette alla pugliese cucinate «in diretta» dall’attore-chef sono state ammannite (piacevole sorpresa) a tutti gli spettatori.

«Obiettivo dello spettacolo di quest’anno» prosegue fratel Rizzonato, fondatore di Outsider, «è stato quello di farci entrare – attraverso i piatti che i detenuti preparano nelle loro celle con fornelletti da campo e ingredienti ‘poveri’, replicando le ricette delle loro famiglie d’origine – nella vita quotidiana del carcere. I sapori e i profumi degli gnocchi alla sorrentina, della pasta e fagioli o della pastiera napoletana preparati dietro le sbarre con amore e cura, come ci ha detto un detenuto, ‘rendono liberi’ perché si rivive aria di casa e la cella diventa una cucina famigliare, dove i ristretti fanno qualcosa per i compagni».

Un percorso che, oltre a far incontrare persone con diverse disabilità – come sottolinea la regista e Debora Sgro, dal 2001 impegnata in carcere con fratel Marco nel progetto «La pietra scartata» – ha anche una finalità solidale: le ricette «sperimentate» dai reclusi torinesi, grazie alla consulenza «stellata» di Matteo Baronetto, chef «Del Cambio», sono state raccolte in un libretto «Che cosa bolle in cella», il cui ricavato sarà devoluto per contribuire all’acquisto di una cucina da donare ai detenuti e per attivare dietro le sbarre un corso di cucina professionale.

«La creazione di un grande piatto», scrive Baronetto nell’introduzione al primo ricettario scritto da detenuti, «non è necessariamente vincolata alla presenza di una cucina hi-tech. Quello che serve davvero sono buoni ingredienti e l’estro dello chef… Ho trascorso così una giornata insieme a loro all’interno del carcere, dove mi hanno fatto vedere come nascono e vengono realizzati i loro piatti: grazie a loro ho scoperto che c’è un mondo che inizia dove finisce il nostro. E dove il tempo scorre a volte più lento, a meno di non farlo diventare una risorsa, trasformando un problema in un’opportunità».

Ecco la scommessa di fratel Marco che nel 2017 ha ricevuto dal Presidente Sergio Mattarella, l’Onorificenza di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, proprio per le sue molteplici e innovative iniziative a favore di detenuti, poveri e disabili. Tra questi appunto l’associazione Outsider e il progetto «La Pietra Scartata» con cui le persone con disabilità sono diventate «volontari in carcere» realizzando ogni anno inediti spettacoli mettendo in scena «magicamente» limiti diversi. Sia disabili che detenuti vivono dietro le sbarre, limitati nella libertà di muoversi ma dall’incontro di più fatiche può nascere energia nuova per «addolcire» il quotidiano. Anche con un piatto di orecchiette.

Chi desidera acquistare il ricettario dei detenuti può telefonare allo 011.5225.555 (Associazione Outsider).

 

 

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