Gli occhi sul mondo dalla finestra de «La Voce e il Tempo»

Liceo San Giuseppe – Prosegue l’Alternanza scuola lavoro nella nostra redazione: i fratelli Beatrice e Giacomo Fraccaroli (IV e III liceo scientifico, nella foto) hanno trascorso alla Voce e il Tempo una settimana dall’11 al 15 giugno. La loro vivace cronaca, scritta a quattro mani, racconta cosa succede a chi, come loro, decide di avventurarsi nel mondo del giornalismo

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In tre, in un ambiente di lavoro sconosciuto, di cui avevamo notizia solo da brevi spezzoni di film o altro, da cultura di massa… Così ci siamo ritrovati in una redazione vera! Al giornale diocesano «La Voce e il Tempo» per uno stage di una settimana di alternanza scuola-lavoro insieme a Lucia, una nostra «collega» del Liceo Monti di Chieri.

Non vi diremo che abbiamo imparato a fare i giornalisti, ma, affiancati dalla nostra giornalista tutor Marina Lomunno e da una équipe di esperti redattori, siamo riusciti a farci un’idea del mestiere di cronista. Il lavoro? Correggere lunghe e infinite bozze, scrivere articoli e recensioni di libri, sempre seguiti dalla coordinatrice del progetto Asl concordato con gli insegnanti del nostro liceo.

Quando all’inizio dell’esperienza ci chiedevano: «Perchè avete scelto questo tipo di Alternanza? È la proposta più bella?». La nostra risposta era sempre: «Perchè era tra le poche proposte passabili». Ora pensiamo di poter finalmente dire: «Sì, è la proposta migliore!».

La redazione si è sempre dimostrata cordiale e gentile nei nostri confronti, senza mai dimenticare o lasciare inoperosi «i tre sfortunati stagisti di scuola lavoro»… Persino il Direttore, nell’immaginario collettivo burbero e sempre occupato, ci ha coinvolti attivamente parlandoci e spiegandoci a fondo il mestiere in cui ci saremmo cimentati.

Con un programma molto fitto e intenso, dal corso di fotografia alla rassegna stampa, abbiamo sfatato miti e pregiudizi su questo mestiere, arrivando a conoscerlo con i nostri occhi e a cercare di capire la fatica settimanale per confezionare un giornale che deve andare in stampa senza intoppi. Abbiamo anche conosciuto la realtà di coloro che non lavorano a tempo pieno in redazione e cioè i collaboratori e i corrispondenti dai Comuni della diocesi. Grazie a loro abbiamo appreso che il lavoro giornalistico ha molte sfaccettature a seconda del ruolo che si ricopre in redazione, dal direttore, al redattore fisso, dal collaboratore saltuario al fotografo.

Un pomeriggio abbiamo frequentato un breve corso di fotografia in cui ci è stato spiegato il ruolo dell’immagine nell’economia di un giornale, la sua importanza e il suo significato. Abbiamo imparato come è costruita una macchina fotografica, come si è evoluta la fotografia nel tempo, le differenze fra analogico e digitale, come scattare una bella foto, ma soprattutto la regola del «mai fare foto in verticale!»…

Il momento più emozionante dello stage è forse stato la partecipazione alla riunione settimanale di redazione dove abbiamo visto nascere un nuovo numero con pagine «fredde» già pronte e «calde» da preparare con gli eventi che ancora devono succedere. Uno degli aspetti che più ci ha colpito della fattura del settimanale è stato appunto questo: il giovedì con le riunioni di redazione si imposta la bozza del un giornale che dovrà contenere fatti non ancora verificatisi, ma di cui bisogna tenere conto.

Inoltre, se come noi prima dello stage, pensavate che il mestiere del redattore fosse solo di inchiostro e carta, vi sbagliate! C’è tutto un lavoro di studio grafico e di struttura della pagina tra pubblicità e immagini affinché essa risulti piacevole al lettore non solo nel contenuto. Proprio per questo gran parte del nostro tempo in redazione lo abbiamo passato a seguire l’impaginazione grafica dove, dopo continue correzioni, spostamenti e cambi di immagini, la pagina viene stampata ed è subito pronta per un correttore di bozze.

Ci è stato anche spiegato come funziona il settore amministrativo del giornale: la gestione degli abbonamenti, della spedizione e della tiratura, degli inserti speciali che comportano la cellofanatura del giornale, i costi di produzione, i rapporti con la tipografia e con gli abbonati. L’ultimo giorno la nostra tutor ci ha accompagnati a visitare il complesso del Santo Volto in cui è inserita la redazione, sede Curia Metropolitana della diocesi di Torino in via Valdellatorre, presentandoci molte personalità della Chiesa torinese.

È stata sicuramente un esperienza  appagante e soddisfacente: ci ha aperto gli occhi sul mondo del lavoro e del giornalismo.

Beatrice e Giacomo FRACCAROLI

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