Decreto Sicurezza, i sindaci che non obbediscono

Analisi – Tanti lettori ci hanno chiesto se consideriamo legale la disobbedienza dei Sindaci, in testa Leoluca Orlando di Palermo, che non applicano il Decreto Sicurezza. La risposta è ovviamente no: i Sindaci non possono sottrarsi alla legge. Il loro gesto può però sollecitarci a una seconda domanda: la difesa dei diritti dei profughi, cancellati dal Decreto Sicurezza, è o non è un dovere civile?

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Tanti lettori ci hanno chiesto se consideriamo legale la disobbedienza dei Sindaci, in testa Leoluca Orlando di Palermo, che non applicano il Decreto Sicurezza. La risposta è ovviamente no: i Sindaci non possono sottrarsi alla legge, tant’è che non comprendiamo il silenzio del Ministro della Famiglia Fontana sulla disobbedienza del Sindaco di Torino, quando Appendino pretende di registrare all’Anagrafe i figli «di due mamme» o «due papà».

La disobbedienza è un atto che non deve pretendere impunità: se i Sindaci ritengono di doverla compiere per ragioni etiche, alte e superiori, devono essere pronti a subire sanzioni. Il loro gesto può però sollecitarci a una seconda domanda: la difesa dei diritti dei profughi, cancellati dal Decreto Sicurezza, è o non è un dovere civile?

Ciascuno valuti. A noi sembra che i diritti  dell’uomo costituiscano un valore altissimo. E che la protesta dei Sindaci – che il Governo ha diritto di sanzionare – sia coraggiosa, meriterebbe di essere comunque ascoltata. Se questo accadrà, se le Regioni assumeranno (come sembra) una forte iniziativa davanti alla Corte Costituzionale per il rispetto dei profughi, sarà stato dato uno scossone a questa Italia grigia, tentata perdere il senso di umanità.

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