Diocesi italiane, come sta cambiando la geografia episcopale

Santa Sede – C’è un vescovo piemontese tra i nuovi membri del Collegio per i ricorsi in materia di «delicta reservata» presso la Congregazione per la dottrina della fede.  Tre vescovi piemontesi – due in regione e uno fuori – viaggiano verso l’età della rinuncia (75 anni). Sono alcune delle nomine che Papa Francesco ha fatto o si accinge a fare mentre sta cambiando la geografia episcopale delle diocesi italiane

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C’è un vescovo piemontese tra i nuovi membri del Collegio per i ricorsi in materia di «delicta reservata» presso la Congregazione per la dottrina della fede. Un arcivescovo subalpino passa dalla nunziatura a L’Avana di Cuba nell’America Centrale a Zagabria, capitale della Croazia. Tre vescovi piemontesi – due in regione e uno fuori – viaggiano verso l’età della rinuncia (75 anni). Sono alcune delle nomine che Papa Francesco ha fatto o si accinge a fare, mentre sta cambiando la geografia episcopale delle diocesi italiane.

Il 25 luglio 2019 ha nominato vicedirettore della Sala Stampa vaticana Cristiane Murray, nata nel 1962 a Rio de Janeiro (Brasile), laureata in Amministrazione aziendale e Marketing all’Università cattolica di Rio de Janeiro, alla «Radio Vaticana» dal 1995. Per il Dicastero della comunicazione cura i notiziari sulla Chiesa missionaria nel mondo e si occupa di telecronache e radiocronache di cerimonie pontificie, prende parte a diversi viaggi internazionali di Francesco. Un dato interessante è che collabora con la Segreteria generale del Sinodo nella preparazione dell’assemblea speciale del Sinodo per la Regione Panamazzonica (Roma, 6-27 ottobre 2019).

Egidio Miragoli, dal 2017 vescovo di Mondovì – dove è succeduto al casalese Luciano Pacomio – è dal 29 luglio membro del Collegio per l’esame dei ricorsi in materia di «delicta reservata» presso la Dottrina della fede. A norma dell’art. 52 della costituzione apostolica «Pastor bonus» (1988) di Giovanni Paolo II, la Congregazione giudica i delitti contro la fede e i delitti più gravi commessi contro i Sacramenti e irroga le sanzioni canoniche. Mons. Miragoli, lombardo di Pandino, provincia di Cremona e diocesi di Lodi, è esperto in Diritto canonico.

Giorgio Lingua, 59enne arcivescovo fossanese, il 22 luglio diventa nunzio apostolico in Croazia. È stato cinque anni (2010-2015) nunzio di Iraq/Giordania,  quattro settimane nell’«inferno» di Baghdad e una ad Amman in Giordania. Al giornalista che gli chiede se non si sente minacciato dal califfo Abu Bakr al-Baghdadi quando invita i musulmani a «conquistare Roma e a diventare i padroni del mondo», mons. Lingua risponde: «Sinceramente non do’ peso a queste parole, mi sembra una boutade provocatoria». Poi passa (2015-2019) a L’Avana, capitale di Cuba, dove collabora alla visita di Francesco nell’Isola caraibica (12-16 febbraio 2016) con lo storico incontro tra il Francesco, Vescovo di Roma e Kirill, Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie. La Croazia dal 2013 fa parte dell’Unione Europea.

Altre nomine – L’8 luglio il Pontefice, tra i membri della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, designa tre persone in qualche modo collegate a Torino e al Piemonte: suor Yvonne Reungoat, superiora generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice (Salesiane di don Bosco); suor Simona Brambilla, superiora generale delle Missionarie della Consolata (fondate dal beato Giuseppe Allamano nel 1911); la signora Olga Krizova, presidente dell’Istituto secolare Volontarie di don Bosco.

Verso la rinuncia – Il 401 è uno dei canoni più citati del Diritto canonico: «Il vescovo diocesano che abbia compiuto i 75 anni di età è invitato a presentare la rinuncia all’ufficio al Sommo Pontefice, il quale provvederà, dopo aver valutato tutte le circostanze». Sono interessati tre presuli subalpini. L’eporediese mons. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari dopo essere stato vescovo di Iglesias e poi di Ivrea, ha compiuto 77 anni, essendo nato a San Giorgio Canavese il 18 luglio 1942. L’alessandrino di Valenza mons. Alfonso Badini Confalonieri, dal 2000 vescovo di Susa, compie 75 anni il 1° agosto essendo nato nel 1944. A Rossiglione, provincia di Genova e diocesi di Acqui Terme, il 5 ottobre 1944 è nato mons. Cesare Nosiglia, dall’11 ottobre 2010 arcivescovo di Torino e presidente della Conferenza episcopale piemontese.

Le diocesi in Italia – La più recente prassi di Papa Francesco per le diocesi italiane è nominare i vescovi per le diocesi più grandi e di nominare amministratori apostolici per quelle più piccole. In questo scorcio del 2019 nomina i titolari: arcidiocesi Lucca (19 gennaio), diocesi Lamezia Terme (3 maggio), arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno (4 maggio), arcidiocesi Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino (6 maggio), diocesi Prato (15 maggio), diocesi Imola (31 maggio), diocesi Treviso (6 luglio). Palestrina è unita a Tivoli «in persona episcopi» (19 febbraio). Altre diocesi sono affidate a un vescovo di una diocesi vicina in qualità di amministratore apostolico: Alife-Caiazzo al vescovo di Sessa Aurunca (30 aprile); Carpi all’arcivescovo di Modena-Nonantola (26 giugno); Lanusei al vescovo di Nuoro (2 luglio); Fabriano-Matelica all’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche (26 luglio). Già 90 anni fa i Patti Lateranensi (11 febbraio 1929) sancirono Santa Sede e Stato italiano «procederanno alla revisione delle diocesi allo scopo di renderle possibilmente rispondenti a quella delle provincie. La riduzione sarà attuata via via che le diocesi si renderanno vacanti». Evidentemente, è più facile dirlo che farlo.

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