Elezioni, la buona politica che il mondo cattolico vorrebbe

Analisi – Gli appelli elettorali delle associazioni ecclesiali sono centrati sulla profondità dei valori di riferimento: volano mille metri più in alto della volgarità offensiva di un ministro dissacrante e lucidamente rude nella sua caccia ai voti, spinta sino alla soglia delle chiese, degli altari e dei santi

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Nel cuore di Torino, piazza San Carlo, è comparso mercoledì scorso un grande striscione pendente dai palazzi barocchi: «Viva il Papa». In tutt’Italia, ad ogni livello, il mondo cattolico ha risposto con grande sdegno al comizio milanese di Matteo Salvini, leader senza ritegno nell’invocazione del sostegno della Madonna perché propizi la vittoria della Lega contro gli uomini e le donne che la pensano diversamente, le altre forze politiche. Al di là delle opinioni di voto che nella base cattolica sono variegate, gli appelli elettorali delle associazioni ecclesiali per il voto europeo e amministrativo sono centrati sulla profondità dei valori di riferimento, non sull’indicazione immediata dei simboli da indicare nell’urna: volano mille metri più in alto della volgarità offensiva di un ministro dissacrante e lucidamente rude nella sua caccia ai voti, spinta sino alla soglia delle chiese, degli altari e dei santi.

Valori, proposte, ragionamento al posto del veleno. La Marcia per la Vita del 18 maggio a Roma, migliaia di manifestanti in piazza, è tornata a porre la questione centrale della dignità umana e della vita fragile, nascente, minacciata dalla legislazione di molti governi europei. Il richiamo alla centralità dell’uomo – incalzato dalle logiche del materialismo economico – è una preoccupazione, con sfumature diverse, che si respira sotto tutte le bandiere del mondo cattolico.

L’Azione Cattolica, secondo tradizione, non ha diffuso manifesti, ma con il presidente nazionale Matteo Truffelli indica le Elezioni europee come «un passaggio importante, da cui dipenderà, più di quanto pensiamo, il futuro del nostro Paese: stare in Europa è decisivo». Per preparare a un voto consapevole l’Azione Cattolica ha raccolto questioni e temi dibattuti sul sito internet iovoto.eu. In diocesi di Torino ha promosso incontri di formazione al voto, particolarmente dedicati ai giovani.

Anche gli scout dell’Agesci, secondo tradizione, non entrano nel dibattito elettorale, ma mai come in questa vigilia elettorale hanno fatto sentire la propria voce a sostegno degli ideali di solidarietà sociale (l’accoglienza ai profughi), come criterio di riferimento centrale. Comunione e Liberazione pone la questione generale del progresso da cercare insieme, Paesi europei in cooperazione fra loro: «le Elezioni europee ci costringono ad allargare lo sguardo, a guardare oltre l’orizzonte delle singole nazioni, per quanto le vicende interne di ogni Paese dell’Ue siano ingombranti e tocchino più direttamente la vita di ciascuno di noi» (c’è un documento sul sito it.clonline.org).

Da settimane presentiamo sul giornale iniziative e documenti di riflessione espressi da gruppi di credenti torinesi che si richiamano alla dottrina sociale della Chiesa e guardano con speranza (portovoci Beppe Elia, Dino Cassinna, Gaetano Quadrelli) al progetto di integrazione europea. Voci convinte a sostegno delle politiche per il bene comune sono quella del comitato per il dialogo interreligioso «Noi siamo con voi» (Giampiero Leo) e del coordinamento Rete Bianca (Giorgio Merlo, Leo).

Le Acli hanno raccolto l’appello del Presidente della Cei card. Bassetti contro ogni tentazione di astenersi dal voto (tanti elettori sono disorientati, non sanno cosa scegliere, non hanno gradito la crudezza della campagna elettorale) e invitano tutti i cittadini e le cittadine a votare e a far votare in maniera responsabile e consapevole. Su questo sito è disponibile un documento dell’associazione, insieme ad un altro manifesto pubblicato dalla Federazione scuole materne (Fism) che presentiamo in altra parte del giornale.

Un gruppo di associazioni cattoliche (e non) ha presentato ai candidati in Europa, nelle Regioni e nei Comuni un appello in 10 punti. È sottoscritto tra gli altri da Ucid, Alleanza Cattolica, Associazione Famiglie Numerose, Costruire Insieme, Comitato Difendiamo i nostri figli, Etica & Democrazia, Movimento per la Vita. «Chiediamo che il prossimo Parlamento europeo sia innanzitutto attento a dare voce e forza ai corpi intermedi in cui resiste e torna a fiorire una nuova dignità umana, anche attraverso riforme a favore di una rinnovata centralità della persona, e ciò nei campi della vita sin dal concepimento, della famiglia, dell’educazione, del lavoro, delle tasse, della giustizia, della sicurezza, dell’immigrazione, delle istituzioni».

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