Embraco, firmato l’accordo: si lavora fino al 31 dicembre

500 lavoratori – Il 27 marzo nel corso del Tavolo a Torino tra i sindacati e i dirigenti della multinazionale è stata raggiunta in extremis l’intesa sul congelamento dei licenziamenti fino a fine anno e sugli incentivi all’esodo: chi lascerà l’azienda entro aprile otterrà 60 mila euro.

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Lavoratori davanti ai cancelli dell'Embraco a Riva di Chieri

Licenziamenti Embraco congelati fino alla fine dell’anno. La fumata bianca è arrivata il 27 marzo, nel corso dell’incontro all’Amma (Aziende meccaniche meccatroniche associate) di Torino tra sindacati e azienda, che hanno trovato l’accordo sugli incentivi all’esodo, ritenuti troppo bassi nell’incontro del 22 marzo scorso. Chi lascerà l’azienda entro aprile otterrà 60 mila euro, 50 mila chi andrà via a maggio, 35 mila chi invece tra lo farà tra giugno e agosto, 30 mila da settembre a dicembre.

L’ accordo è stato raggiunto a ridosso della data limite, la procedura scadeva infatti a fine marzo. Le parti si sono poi spostate in Regione Piemonte, per la firma del verbale di accordo presso l’assessorato al Lavoro. L’intesa ratifica la sospensione, fino a fine anno, dei 500 licenziamenti a Riva presso Chieri (Torino), come previsto dall’accordo siglato al Ministero dello sviluppo economico lo scorso 2 marzo. «La firma di oggi è un passo avanti importante, anche se naturalmente non conclusivo, per il futuro dello stabilimento Embraco di Riva di Chieri» ha commentato Gianna Pentenero, assessore al Lavoro della Regione Piemonte e «conclusa la procedura amministrativa inizia adesso un percorso che dovrà vedere tutte le parti impegnate nell’attuazione piena di quanto previsto dall’intesa raggiunta a inizio marzo al Ministero dello Sviluppo economico. La Regione conferma naturalmente il proprio impegno nel percorso di riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori che dovrà andare di pari passo con il processo di re-industrializzazione per cui è previsto un nuovo incontro lunedì 9 aprile al Mise».

I lavoratori della Embraco di Riva presso Chieri erano scesi di nuovo in sciopero il 27 marzo in attesa della decisione. Lo stop di 8 ore era stato deciso sui tre turni di lavoro, con un presidio di protesta alla sede dell’ Amma e successivo corteo fino alla sede dell’assessorato in occasione dei due tavoli. «Abbiamo finalmente concluso la prima parte, con la proroga della procedura di licenziamento collettivo e si avvia ora il percorso di reindustrializzazione e ricollocazione di tutti i lavoratori». Così Lino La Mendola, della segreteria Fiom di Torino, e Ugo Bolognesi, responsabile Embraco per la Fiom, sull’intensa raggiunta oggi.
«Il 9 aprile siamo convocati al Mise» aggiungono «dove ci aspettiamo che si entri nel merito dei progetti industriali e che finalmente si materializzino i potenziali investitori per capire chi sono, che cosa vogliono fare, con quali risorse economiche e quanti addetti saranno coinvolti, fermo restando la tutela dei diritti acquisiti dai lavoratori. Ci aspettiamo inoltre il rispetto degli impegni assunti nel verbale del 2 marzo da tutti i soggetti coinvolti a partire dalle istituzioni nazionali e locali e Whirlpool Embraco».

Sostanzialmente in sintonia con il commento della Fiom, Dario Basso, segretario della Uilm di Torino, e Vito Benevento, responsabile Embraco per la Uilm hanno sottolineato che «oggi abbiamo adempiuto a una parte dell’accordo complessivo che, per quanto concerne l’obiettivo della Uilm, vale una percentuale minima del percorso che abbiamo impostato, e che vede la necessità di avere il supporto delle istituzioni. Da oggi inizia l’attività concreta finalizzata alla conferma di tutti gli strumenti per riconoscere ai lavoratori le giuste aspettative occupazionali. La prima parte dell’accordo, oltre a darci tempo per consolidare gli strumenti, dà un ampio ventaglio di possibilità di scelta, su base volontaria, a tutti i lavoratori. Per la Uilm è assolutamente prioritario portare a compimento la reindustrializzazione e la ricollocazione».

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