Emergenza Coronavirus: 7,5 miliardi per famiglie e imprese

Economia – Il Governo Conte raddoppia le misure per sostenere i settori produttivi e i lavoratori più esposti all’emergenza. La procedura prevede l’innalzamento del deficit in corso d’anno dal 2,2% al 2,5%

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Ristoranti, negozi e alberghi vuoti, attività produttive a singhiozzo. Tutto un Paese in ginocchio. E dall’8 marzo chiusa la Lombardia e 14 province di Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Marche, per un totale di 16,7 milioni di abitanti. L’emergenza Coronavirus, che non dà segni di rallentare – «difficile fare previsioni, fondamentale rispettare le regole sanitarie indicate», ha detto il premier Conte – ha fatto una prima grande vittima: l’economia italiana. «Il più grande pericolo dalla crisi finanziaria», ha scritto l’Ocse, che taglia la crescita mondiale di mezzo punto e per l’Italia annuncia un anno a crescita zero.

A preoccupare è il quadro economico nazionale nel suo complesso, non solo nelle regioni del Nord e nelle zone rosse più colpite dall’epidemia. E proprio in quest’ottica, il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha predisposto un pacchetto di aiuti per 7,5 miliardi di euro, superiori a quanto previsto inizialmente – e potrebbe crescere ancora in queste ore – per aiutare famiglie e imprese ad affrontare l’emergenza.

La procedura prevede l’innalzamento del deficit in corso d’anno dal 2,2% al 2,5%. Lo scostamento temporaneo degli obiettivi di finanza pubblica dovrà poi passare per un via libera del Parlamento, che arriverà a metà settimana. Si tratta di soldi da spendere subito per ridare fiato a un Paese in ginocchio. Tre le aree di intervento: ammortizzatori sociali, servizio sanitario pubblico, protezione civile e forze dell’ordine, settori produttivi. Prevista una moratoria dei crediti alle imprese da parte del sistema bancario. «L’obiettivo», ha detto il ministro Gualtieri, «è che nessuno deve perdere il lavoro a causa del Coronavirus».

«Si tratta di misure straordinarie e urgenti», ha detto il Presidente del Consiglio. E sul versante della salute pubblica ha aggiunto: «Continuiamo ad agire secondo la linea della massima precauzione e della proporzionalità delle misure messe in campo» rispetto all’evolversi dell’epidemia. «La rinuncia che ciascuno di noi è chiamato a compiere è determinante per il benessere di tutti. Se tutti rispetteremo le regole indicate, il Paese potrà rialzare presto la testa».

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