Diocesi in festa, Filippo Romagnoli è prete

Sabato 6 giugno in Cattedrale – Celebrazione festosa anche se nel rispetto delle distanze e con numeri contenuti, per l’ordinazione presbiterale di don Filippo Romagnoli. Ad accompagnare il giovane parrocchiano della Crocetta i familiari, gli amici, i compagni di Seminario. A presiedere la Messa, mons. Nosiglia, tra i concelebranti il «suo» parroco mons. Guido Fiandino, i sacerdoti formatori del Seminario e della Facoltà Teologica. Foto a cura di Andrea Pellegrini

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Celebrazione festosa anche se nel rispetto delle distanze e con numeri contenuti, sabato 6 giugno in cattedrale per l’ordinazione presbiterale di don Filippo Romagnoli.

Ad accompagnare il giovane parrocchiano della Crocetta i familiari, gli amici, i compagni di Seminario. A presiedere la Messa, mons. Nosiglia, tra i concelebranti il «suo» parroco mons. Guido Fiandino, i sacerdoti formatori del Seminario e della Facoltà Teologica. «La tua ordinazione presbiterale caro don Filippo», ha esordito mons. Nosiglia  «avviene nel giorno in cui a Torino si celebra il Corpus domini e questo ha un significato importante». L’Arcivescovo ha infatti ricordato a don Filippo  che «c’è un legame indissolubile tra eucarestia e sacerdozio».  Un legame che fa sì che «il sacerdozio sia dono e mistero» e che il sacerdote sia chiamato ogni giorno a «misurarsi sulla sua comunione con Cristo», «stando sulla croce e non sotto la croce». Uno stare  sulla croce che permette di uscire dalla logica del fare, ma di camminare in un percorso che ha come fine «la santificazione degli altri senza disattendere all’impegno della santità personale».

Un impegno alla santità che si esprime nella comunità cristiana, nel camminare insieme e anche nel far festa come domenica 7 quando nella parrocchia della Crocetta don Filippo ha celebrato la prima messa.

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