Gesù Bambino nasce in corso Grosseto, scrive don Zucchi

Cafasso – Nel tradizionale Presepe Vivente, in programma sabato 22 dicembre alle 20.30 con partenza da corso Grosseto 72, la parrocchia porta un messaggio di speranza nelle strade della periferia nord di Borgo Vittoria paralizzate dai cantieri e dal disagio sociale

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Ho la fortuna di avere il mio alloggio di parroco affacciato su corso Grosseto. In questi ultimi mesi è diventato un punto di osservazione privilegiato per capire i problemi di tutta la città. È vero che i cantieri non sono colpevoli di tutti i disagi della nostra periferia ma funzionano da «evidenziatore», facendo venire a galla, come ossi di seppia, tutte le contraddizioni. C’è chi si fa tentare dalla «politica dello struzzo», nascondendo la testa in attesa che passi la tempesta. Ma, se non si può intervenire sui cantieri, si può sempre operare in modo compensativo alleviando le difficoltà di un territorio più penalizzato di altri: cura del verde, microcriminalità, buche sull’asfalto, prostituzione, cacche di cani sui marciapiedi, auto rubate abbandonate da mesi nei cortili delle case popolari… Chi ha la bicicletta, ora, deve pedalare e smetterla di dare la colpa all’amministrazione precedente. Bisogna ammettere che le associazioni, le parrocchie e anche il piccolo commercio di vicinato rimangono spesso l’ultimo baluardo, fattore di integrazione e vero presidio sociale per il nostro territorio – quello reale, non quello scritto nei progetti di chi dialoga borghesemente con una città che non esiste.

La vita nel nostro quartiere è difficile, certamente, ma nessuno ci ha promesso che sarebbe stato facile e noi ci viviamo volentieri. Siamo fieri di essere «borgatari» anche perché sappiamo che il Signore ci dà la vita «qui» ed «ora». Egli vuole che viviamo in pienezza «questo» tempo in «questo» luogo. È una grande, affascinante responsabilità perché Lui, come una brava maestra, mai ci darebbe un compito superiore alle nostre forze.

Ecco perché anche quest’anno Gesù vuole ri-nascere proprio qui, in corso Grosseto e dintorni, in mezzo alle polveri sottili e alle signore che cominciano a «lavorare» per strada in prima serata, sotto gli occhi dei nostri figli. Durante questo Natale, il nostro Borgo può diventare paradigmatico: qui si concentrano i problemi di una città intera e ora non possiamo perdere l’occasione di far vedere – sarà un segno di speranza per tutti! – che Gesù «è vero veramente» come dicono i bambini.

A proposito di bambini…   attenzione che loro ci guardano! Imparano da quello che vedono più che da ciò che sentono. Guardano come noi viviamo e per cosa ci «sbattiamo»; osservano come spendiamo i soldi, come usiamo il tempo e quali priorità abbiamo; guardano come noi trattiamo le persone: quelle anziane e quelle giovani, quelle povere e quelle ricche, quelle potenti e quelle che vivono per strada, quelle famose e quelle che nessuno va a trovare, quelle che fanno politica e quelle che fanno i soldi, quelle vicine e quelle lontane, quelle che se lo meritano e quelle che non se lo meritano… Insomma, ci guardano e si fanno la loro idea sul futuro dal modo con cui ci vedono vivere il presente. E se Gesù, per noi, sarà vivente e presente, in corso Grosseto e dintorni, anche per loro, sarà vero veramente.

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