Giornalisti non ci si improvvisa

Liceo Mazzarello – Gloria Di Pardo, allieva del Liceo Economico sociale, ha trascorso due settimane di Alternanza scuola lavoro presso la nostra redazione dal 18 al 27 giugno: ha scoperto che, dietro le quinte dei giornali, c’è un lavoro complesso, impegnativo e di grande responsabilità. Ecco la sua cronaca

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Una delle domande più ricorrenti che ci vengono poste da piccoli è: «che lavoro vuoi fare da grande?». Ma, a meno che non si abbiano passioni o desideri precisi, la risposta non sarà la definitiva, forse nemmeno quando si è in procinto di mandare il proprio curriculum vitae. Per questo il ministero dell’ Istruzione ha creato un progetto per gli studenti delle scuole superiori che ha come scopo di aiutarli a capire il mondo del lavoro: si tratta dell’Alternanza scuola lavoro che ha lo scopo didattico, tramite l’esperienza in un luogo di lavoro, di orientarci a capire cosa ci «piacerebbe fare da grandi». L’Alternanza è obbligatoria per i ragazzi del triennio sia dei licei che degli istituiti tecnici: i liceali devono frequentare 200 ore, gli allievi degli Itis 400. Ogni studente ha la possibilità di scegliere in quale ambito lavorativo vuole sperimentarsi, tenendo conto delle disponibilità delle aziende ad accogliere gli studenti.

Mi chiamo Gloria e quest’anno ho frequentato la III al Liceo economico sociale presso l’Istituto Mazzarello di Torino: sono sempre stata curiosa di conoscere il mondo delle comunicazioni e, appena mi si è presentata tramite l’Alternanza la possibilità di lavorare in una redazione di un giornale, ho scelto subito di buttarmi in questa esperienza. La testata giornalistica presso il quale ho svolto lo stage è «La Voce e il Tempo», il settimanale della Diocesi di Torino. La mia permanenza in redazione è stata di due settimane a giugno nelle quali mi sono dedicata a mansioni diverse come la rilettura delle bozze, la stesura di notizie brevi e di recensioni di libri, la rassegna stampa quotidiana e la creazione di una pagina dal disegno sul menabò all’impaginazione grafica. Tutto ciò che ho svolto è una parte del complesso lavoro del giornalista di cui noi lettori vediamo solo il risultato finale: abituati a trovare i giornali in edicola, molti sono ignari di quanto tempo e impegno servono per confezionarli.

Le giornate passate qui sono volate, il lavoro era tanto e serio ma le persone che compongono la redazione sono state molto gentili e disponibili e le due settimane sono volate. Mi porto a casa da questa esperienza un nuovo modo di leggere la realtà e un nuovo modo di documentarmi e di informarmi e, allo stesso tempo, anche nuove amicizie e persone che mi hanno dato la possibilità di pormi delle domande.

Se mi chiedessero se volessi rifare questa esperienza e se questa potrebbe essere una delle mie possibili scelte professionali, la mia risposta sarebbe affermativa perché quel poco che ho imparato dal mare di cose che si devono sapere per fare il giornalista mi ha incuriosita e stimolata ad approfondire meglio il mondo della comunicazione.

Gloria DI PARDO

 

 

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