Giornata dei Migranti in diretta Rai da Torino

Domenica 27 settembre – Alle 11 la Messa per la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato è trasmessa in diretta televisiva su Rai1 dalla Cattedrale di Torino, presiede l’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia. Quest’anno Torino e il Piemonte sono sede delle manifestazioni nazionali della Giornata

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Domenica 27 settembre nella Cattedrale di Torino in diretta su Rai 1 alle 11 mons. Cesare Nosiglia presiede la celebrazione eucaristica della Giornata, sui temi del messaggio del  Papa «Costretti a fuggire come Gesù Cristo» che Francesco ha scritto il 13 maggio scorso (il testo integrale e tutti gli appuntamenti della Giornata nel sito www.migranti.torino.it). L’anno scorso la celebrazione della giornata si era tenuta il 29 settembre con la concelebrazione eucaristica presieduta da Papa Francesco in piazza San Pietro.

Partecipano e animano l’eucarestia le comunità etniche e i rappresentanti Migrantes del Piemonte e della Valle d’Aosta. Il coro eseguirà l’inno della giornata pensato dai giovani impegnati nella pastorale migranti, su un testo raccolto da Marco Laruffa e musicato da Ettore Moscatelli, dei Fratelli della Sacra Famiglia. Il intanto volge al termine il ricco calendario di appuntamenti proposto dalla pastorale dei migranti della diocesi.

Venerdì 26 settembre alle 17.30 presso la Sala conferenze dell’Ufficio Migranti in via Cottolengo 22 viene presentato il libro  «Passi di Pietra» e inaugurata la mostra «Lib(e)ri in Cammino che propongono le straodinarie creature dell’artista sirino Nozar Ali Badir;  si conclude mercoledì 30 settembre alle 21 (ingresso alle 20.30) nel Giardino del distretto sociale Barolo (via Cottolengo 20.30) il cineforum sui temi dell’immigrazione con il film «Spaccapietre» di Gianlucae Massiiliano De Serio.

Giornata Migranti, il dovere di accogliere

Parla don Giovanni De Robertis, direttore generale della fondazione Migrantes

Don Giovanni De Robertis

Si avvia verso la conclusione l’intenso mese in preparazione alla 106ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato fissata per il 27 settembre. Per l’Italia la Cei ha scelto le diocesi del Piemonte e della Valle d’Aosta come sedi principali per la Giornata che avrà il suo culmine domenica 27 alle 11 nella Cattedrale di Torino con la Messa presieduta da mons. Cesare Nosiglia. Tra i numerosi gli appuntamenti la Fondazione Migrantes, l’organismo pastorale della Cei che si occupa dell’accoglienza e che coordina la Giornata, ha promosso nella prima settimana di settembre a Villa Lascaris di Pianezza il Corso di Alta formazione sui temi delle sfide dell’emigrazione: ai lavori, presieduti dal direttore generale della Fondazione don Giovanni De Robertis (nella foto) , hanno partecipato 60 persone tra  Direttori della Pastorale migranti delle diocesi della Penisola e collaboratori laici. «Abbiamo scelto le diocesi del Piemonte come sede per le celebrazioni della Giornata» spiega don De Robertis «perché questa da sempre è una terra di immigrazione  dove i santi sociali, capaci di leggere i segni dei tempi si sono prodigati nell’accoglienza degli immigrati dalle campagne nell’Ottocento. Una tradizione che è proseguita con le migrazioni successive dopo le Guerre mondiali dal Sud Italia ed oggi dal Sud del mondo. Una storia di santità che oggi continua qui a Torino nelle parrocchie, con l’Ufficio Migranti, la Caritas, in realtà come il Sermig, il Gruppo Abele e tante altre realtà in Piemonte. La diocesi di Saluzzo ad esempio è in prima linea nell’accoglienza dei lavoratori stranieri stagionali che raccolgono la frutta senza i quali quell’economia sarebbe in gravi difficoltà».

La giornata del Migrante quest’anno cade in un momento di tensione nel nostro Paese dove si moltiplicano episodi di intolleranza: il nostro Arcivescovo più volte ha ammonito chi usa anche politicamente gli stranieri come capro espiatorio del disagio sociale…

Abbiamo scelto le diocesi piemontesi anche per questo motivo, perché i vostri Vescovi sono in prima linea nel richiamare tutti all’accoglienza e nel ricordare che gli italiani sono un popolo di migranti: il Signore del resto indica nel Vangelo come categorie più deboli, fragili e vulnerabili l’orfano, la vedova e il forestiero. E non a caso il Papa ha intitolato il testo del messaggio per la giornata «Come Gesù Cristo costretti a fuggire». È  preciso dovere, prima di tutto di noi credenti, accogliere, proteggere e integrare i nostri fratelli migranti, rifugiati e sfollati interni come gli italiani colpiti dai recenti terremoti.

Non c’è solo l’emergenza Lampedusa, il fenomeno migratorio ci coinvolge tutti…

Da sempre l’umanità si muove e il Piemonte è una terra di emigrazione in cui la storia di accoglienza non si interrrompe in un momento in cui il rancore sociale rischia di tacciare i fratello straniero come colpevole di tutti i nostri mali. Non possiamo ignorare che in Italia ci sono ormai 5 milioni di presenze straniere stabili, che aumentano i matrimoni misti, che la nostra economia senza l’apporto degli stranieri non si sostiene e che nelle nostre scuole il 10% degli studenti sono figli di immigrati.  Dobbiamo prendere atto che, oltre ad essere una risorsa, la presenza di chi ha scelto vivere in Italia non è passeggera ed è importante che divenga stabile e gestita per lo sviluppo dell’intero Paese».

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