Giuseppini Murialdo, Pasqua nei villaggi dell’Amazzonia

Scrive il Vescovo Pasqualotto –  Mons. Adelio nei giorni di Pasqua ha scritto a La Voce e il Tempo da Tena, il capoluogo di provincia del vicariato del Napo in Ecuador: racconta il Triduo Pasquale nelle parrocchie dei villaggi dell’Amazzonia, come quella di Talag a cui si riferiscono le foto della GALLERY 

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Mons. Adelio Pasqualotto, classe 1950, originario della provincia di Vicenza, sacerdote  dal 1978, dall’inizio del  2015 è stato scelto da Papa Francesco Vescovo del vicariato apostolico del Napo, nell’Ecuador amazzonico, dal 1922 affidato dalla Santa Sede alle cure pastorali della congregazione dei Giuseppini del Murialdo. Dal 1991 è stato inviato missionario nelle opere giuseppine messicane tra cui Città del Messico, dove è stato parroco per un decennio, fino a diventare vicario della Provincia. Poi il trasferimento nel 2013 nel vicariato del Napo che prende il nome dall’affluente ecuadoriano del Rio delle Amazzoni, nell’Ecuador centrale,  un territorio vasto come la Lombardia che si estende dalle Ande alla foresta equatoriale, con 140 mila abitanti, 20 parrocchie sparse in villaggi indigeni alcuni remoti, meno di 30 sacerdoti, la maggior parte missionari giuseppini,  di cui  11 ecuadoriani. Mons. Adelio nei giorni di Pasqua ci ha scritto  da Tena, il capoluogo di provincia del vicariato: il Vescovo racconta il Triduo Pasquale nelle parrocchie del Vicariato, alcune come quella di Talag a cui si riferiscono le foto della Gallery a cura di fratel Marco Demagistris, religioso giuseppino torinese che da qualche mese svolge il suo ministero nel Napo. (m. lom)

Carissimi, vi scrivo immerso nei programmi della settimana Santa, correndo e visitando villaggi e comunità, coordinando le esperienze di giovani studenti «missionari», che vengono nei villaggi dell’Amazzonia a fare qualche esperienza di austerità nel periodo Pasquale. Mi sembra che se ne vadano contenti, soprattutto perchè scoprono che qui trovano gente che si accontenta dell’essenziale. Ma è felice.

C’è un gruppo «fedele» di una cinquantina di universitari statunitensi che trascorre nel nostro vicariato tre settimane nella pausa tra il primo e secondo semestre. Vita dura, senza tanti fronzoli. Ore di camminata per raggiungere le comunità e portare acqua potabile che qui scarseggia. Fanno anche esperienza vocazionale. Anche perché l’impatto di questa vita difficile, dove si pesta fango e ci si sporcano le mani, è proprio un’alternativa a chi non manca di niente.

Nella serata del Venerdì santo, centinaia di persone nella comunità di Puerto Murialdo hanno partecipato alla ​​Via Crucis: al termine, un regalo per tutti: un bel bicchiere di acqua potabile fresca dei nuovi filtri della missione donati da tanti amici benefattori. Contenti e facevano la fila. Smetto di scrivere perché i il cellulare si spegne, non c’è più segnale… Così si vive nella Foresta amazzonica… Grazie per il vostro ricordo. Ditemi una preghiera.

Buona Pasqua.

 + Adelio Pasqualotto

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