I missionari su Aquarius, l’Italia non può sottrarsi all’accoglienza

Migranti – Pubblichiamo la nota della Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi) in seguito alla decisione del Ministro degli Interni Matteo Salvini di impedire alla nave Aquarius di portare in salvo nei porti italiani 629 migranti, salvati in acque territoriali libiche

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Come cittadini e cristiani siamo esterrefatti e indignati della decisione del
ministro degli interni Matteo Salvini che impedisce alla nave Aquarius di
portare in salvo nei porti italiani 629 migranti, salvati in acque territoriali
libiche.

Il rifiuto di prestare soccorso ai migranti non ha precedenti nella nostra storia
ed è in flagrante violazione delle convenzioni internazionali, di cui anche l’Italia
è firmataria, che obbligano il soccorso in mare a chi è in pericolo di morte.
Tra i migranti sulla nave ci sono oltre cento minori non accompagnati e sette
donne incinte. Una cinquantina di migranti sono stati salvati mentre erano a
rischio di morire annegati.

Deploriamo la decisione di Malta, prima destinazione di sbarco, che si è rifiutata
di accettare l’attracco della nave Aquarius. Così come la chiusura della Francia ad ogni possibilità di accoglienza dei migranti. La Spagna all’ultima ora si è detta disponibile a ricevere la nave nel
porto di Valencia.
Deplorevole e vergognoso che l’Italia decida di allinearsi, facendo così pagare a
persone innocenti bisognose di aiuto il prezzo di una diatriba tra stati su chi si
debba assumere la responsabilità di accogliere i migranti.

Chiediamo pertanto che il nuovo governo italiano ritorni sulla decisione presa
dal ministro Salvini e dia immediatamente il benestare alla nave Aquarius di
approdare a uno dei porti italiani più vicini a dove si trova ora la nave.

È vero, l’Italia non può essere lasciata sola di fronte a un fenomeno migratorio
che ha una portata enorme e implicazioni internazionali (specie nel bacino del
Mediterraneo) che chiamano in causa l’attenzione e il peso geopolitico
dell’Unione Europea. È quindi corretto e giusto che il governo italiano faccia
sentire le propria voce a Bruxelles, chiedendo ai partner europei di farsi carico,
anche loro, del dossier migranti.

Ma nello stesso tempo l’Italia non può sottrarsi al dovere di accogliere persone
che, in gran parte, cercano di costruirsi una vita migliore in Europa e che, in
alcuni casi, fuggono da guerre e da regimi dittatoriali.

È importante che l’Italia mantenga un doppio ruolo: essere un porto sicuro per i
migranti e nel contempo non smettere di sollecitare l’Europa a trovare soluzioni
percorribili (non semplicemente fondate sul controllo militare delle aree di
transito dei migranti, come avviene in Niger e Mali), anche nei paesi di partenza
dei migranti.

I partner europei devono essere sollecitati a spostare il baricentro delle proprie
politiche verso il Mediterraneo. È qui – in particolare attraverso la pacificazione
e la stabilizzazione degli stati nordafricani – che si possono cominciare a
costruire nuovi equilibri politici ed economici.

Conferenza degli istituti missionari italiani (CIMI)
Segretariato unitario di animazione missionaria (SUAM)
Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato (GPIC) della CIMI

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