I robot? Tranquilli, non ruberanno il lavoro agli umani

Sotto la Mole c’è chi sta trasformando l’ intelligenza artificiale in opportunità di occupazione: così «Evo Pricing», startup specializzata in analisi predittive fondata a Londra e poi «sdoppiatasi» a Torino

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Amazon ha inaugurato qualche mese fa a Seattle un negozio senza casse dove non serve il personale. La notizia ha fatto il giro del mondo e l’entusiasmo – manifestato con lunghe code che hanno reso inefficace l’idea iniziale di far risparmiare tempo ai consumatori – si è presto trasformato in interrogativo: e l’uomo? I cassieri infatti sono sostituiti da un complesso sistema di videocamere e sensori, guidati dall’intelligenza artificiale. I robot quindi sono pronti a sostituire l’uomo?

Anche papa Francesco nelle scorse settimane si è espresso sulla «Data age», l’era odierna sempre più guidata dai big data e dai robot: «L’uomo sia al centro dell’economia, l’intelligenza artificiale protegga la vita». Questo è possibile e in Italia sono in molti a sostenerlo, facendo leva su meritocrazia e sull’alleanza uomo-macchina. A Torino ad esempio c’è chi sta trasformando questi nuovi scenari anche in opportunità di occupazione come spiega Fabrizio Fantini, fondatore di «Evo Pricing», startup specializzata in analisi predittive fondata a Londra e poi «sdoppiatasi» a Torino. «L’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di gestire le aziende, il nostro lavoro consiste nel definire una specie di ‘pilota automatico’ basato sui big data ma possiamo dimostrare che, anche in un mondo dinamico come il nostro, l’algoritmo da solo è meno potente, senza l’intuito umano» spiega Fantini che assicura: «I robot e l’intelligenza artificiale non stanno rubando il lavoro agli umani».

Al meeting di Davos è stato presentato uno studio di Accenture su intelligenza artificiale e lavoro, realizzato intervistando 1200 top manager e lavoratori di una decina di paesi, compresa l’Italia. Dal documento emerge come entro il 2022, l’intelligenza artificiale migliorerà del 38 per cento i ricavi delle imprese e farà crescere l’occupazione del 10 per cento. Ad una condizione però: le aziende dovranno aggiornare gli attuali modelli di business e promuovere la formazione dei propri dipendenti e consulenti. «Le società che cresceranno di più nei prossimi anni e assumeranno più persone sono quelle che sapranno innovarsi con l’intelligenza artificiale prima dei loro concorrenti» assicura Marco Palminiello, partner di «Evo Pricing».

La conferma arriva anche dall’agenzia di lavoro e-work che stima un aumento di figure professionali legate al mondo dei robot e dell’intelligenza artificiale pari al 10-15 per cento. Ma spesso le risorse mancano: le figure professionali sono nuove e all’estero chi è specializzato guadagna di più. «Anche noi facciamo fatica a trovare alcune risorse» ammette Fabrizio Fantini «ad esempio in Italia abbiamo trovato data scientist e data analyst donne molto affidabili e valide ma pochi maschi, inoltre è difficile trovare programmatori informatici italiani all’altezza, abili con i big data». Nonostante questo «Evo» è un esempio di startup virtuosa e abile a cogliere le opportunità del mondo del lavoro. A partire dalla collaborazione con le università – in particolare l’Università degli Studi di Torino – con cui il team internazionale guidato da Fantini e sviluppatosi grazie all’esperienza di professionisti come Palminiello lavora anche fornendo agli studenti opportunità di formazione concreta e sbocchi lavorativi. Il mondo è cambiato da quando abbiamo iniziato l’attività e la scelta di aprire una sede anche in Italia, a Torino, si è rivelata comunque vincente, nonostante ci siano ancora alcune criticità nel Belpaese. «Il nostro team che quattro anni fa si contava sul palmo di una mano, cresce parallelamente all’interesse per queste innovazioni applicate all’economia» aggiunge Fantini «ora siamo in 29 e in Italia abbiamo assunto persone anche grazie ad agevolazioni e finanziamenti, dal Jobs act ai bandi pubblici, passando per il Patent box». Ecco alcune delle misure sulle quali hanno potuto contare le imprese innovative e non negli ultimi tre anni, nel frattempo il campo d’azione della rivoluzione tecnologica in atto non conosce limiti. Il machine learning ad esempio è un tema molto affascinante e dalle indiscutibili potenzialità ma a volte viene mitizzato. «Un bambino impiega molto meno tempo a comprendere la differenza fra due oggetti o a riconoscere ad esempio una banana, rispetto ad un robot per il quale è necessaria una mole di dati imponente che preveda tutte le tipologie possibili e immaginabili del frutto o degli oggetti in questione» assicurano gli esperti di «Evo Pricing». Un esempio semplice ma efficace e rassicurante.

Fernanda BIANCHETTI

 

 

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