Il Cottolengo è pronto ad accogliere Giovannino

Torino – La Piccola Casa della Divina Provvidenza si è resa disponibile ad accogliere Giovannino, un bambino nato lo scorso agosto a Torino con una malattia rara (Ittiosi Arlecchino) che attualmente vive presso l’ospedale Sant’Anna

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La Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino vista dall'alto

La Piccola Casa della Divina Provvidenza il 6 novembre si è resa disponibile ad accogliere Giovannino, un bambino nato lo scorso agosto a Torino con una malattia rara che attualmente vive presso l’ospedale Sant’Anna accudito da medici e infermieri.

I genitori, avendo appreso che il neonato era affetto da Ittiosi Arlecchino, lo hanno abbandonato in ospedale dove può rimanere al massimo fino al sesto mese di vita.

La patologia di cui è affetto il piccolo è una disfunzione congenita della pelle che colpisce un neonato su un milione e che causa grosse squame quadrangolari insieme a forte disidratazione con conseguenti problemi di respirazione e difficoltà di movimento. Una malattia con complicazioni severe e con bassissime possibilità di sopravvivenza, che grazie agli sforzi terapeutici messi in campo dagli specialisti dell’ospedale Sant’Anna di Torino Giovannino sta per affrontando con successo, avendo superato la fase acuta post-natale.

Il padre generale della Piccola Casa don Carmine Arice, rivolgendosi  direttamente al piccolo Giovannino attraverso una lettera, ha offerto la possibilità di esaudire il sogno di una casa anche per questo bambino.

La pubblichiamo integralmente.

Caro Giovannino,

quando questa mattina abbiamo letto la tua storia, così breve ma già così importante, ci è venuto subito nel cuore il desiderio di accoglierti tra noi. Sai, don Giuseppe Cottolengo ha voluto una casa proprio per quanti fanno fatica a trovarne una perché la loro situazione di vita o di salute era particolarmente difficile. E così vogliamo continuare a fare anche noi. 

Sai, alcuni pensano ancora a casa nostra come un luogo dove abita gente che è bene non mostrare in giro, o che è segregata chissà in che modo. In realtà, sempre di più la Piccola Casa che, se sarà necessario, è disposta ad essere la tua casa, sta modulando risposte diverse a domande diverse. C’è chi ha bisogno di una struttura sanitaria, chi ha bisogno di una casa di cura o di assistenza perché non autosufficiente, chi di una scuola, chi di una casa famiglia, chi di una comunità di accoglienza … !

Anche per te, caro Giovannino, vorremmo pensare un’accoglienza degna del valore infinito della tua esistenza, con tutto ciò che sarà necessario e nelle modalità che richiede una situazione così particolare come la tua: insomma una casa con persone che ti vogliono bene e si prendono cura di te fino a quando sarà necessario.

Se poi ci sarà una famiglia, con un papà e una mamma che vorranno essere tuoi genitori, saremo contenti di affidarti a loro. Quello che ci preme dirti ora, e che questa mattina con Madre Elda e Fratel Giuseppe abbiamo subito pensato, è che tu una casa ce l’hai: la nostra casa è la tua casa! E siamo certi che la Divina Provvidenza, in sinergia con le istituzioni che vorranno aiutarci, non mancherà di dare tutto il necessario.

Ti abbracciamo con tutto il cuore.

Torino, 6 novembre 2019

A nome di tutta la Piccola Casa della Divina Provvidenza

padre Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa 

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