Il grido del Vescovo Moscone contro mafia e corruzione

Puglia – L’albese Franco Moscone, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo (Fg), ha lanciato un appello contro la corruzione creata a Manfredonia attraverso l’equazione: «più posti di lavoro promessi equivalgono a più voti e più riuscita politica»

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mons. Franco Moscone

«Messo a tacere il bene comune, rimane solo la forza individuale, che ha nel più forte colui che decide e imposta le scelte in tutti gli ambienti e nelle istituzioni che reggono il territorio. In cambio di favori clientelari, l’imprenditore corrotto promette al politico dei posti di lavoro che egli potrà usare nelle proprie campagne elettorali. Nasce così il politico colluso il quale pensa che la forza della politica risieda, non nei programmi seri e articolati in vista dello sviluppo del territorio e della promozione del bene comune, ma nella quantità di posti che riesce a promettere e far aggiudicare».

È la lucida analisi dell’albese Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo (Foggia), sulla corruzione creata a Manfredonia con l’equazione: «Più posti di lavoro promessi equivale a più voti e più riuscita politica». In questo modo «il meccanismo del consenso viene inquinato: i cittadini esasperati non voteranno coloro che hanno a cuore il bene della collettività, ma quanti hanno il potere di sistemare i figli, parenti e sé medesimi. Così il circuito del poteri si chiude diventando sempre più infetto e infettante. Un circuito vizioso dove la politica subisce il ricatto di un’economia inquinata che campa sulla carenza di lavoro e sul bisogno di lavoro».

In questa situazione si insinua «la malavita organizzata con i suoi affari illegali. La malavita ha bisogno della politica per ricevere autorizzazioni e riconoscimenti, che le permettano di aprire attività, che di facciata sembrano dare lavoro e promuovere il benessere della comunità, tanto che i cittadini ci stanno al ricatto, ma che di fatto costituiscono un sotterfugio per il riciclaggio di denaro sporco, guadagnato con attività criminose: prostituzione, caporalato, pizzo, usura, vendita di stupefacenti, ecomafia. La politica è sotto scacco perché ricattabile, rende conto solo a poteri criminali che non si fermano davanti a nulla e si fanno sempre più esigenti: il conto diventa ogni giorno più esoso. La Chiesa è impegnata nella formazione di laici onesti e competenti che sappiano dare un volto nuovo alla politica, all’imprenditorialità, alla generale rieducazione al senso civico dei cittadini, che come elettori sono chiamati a dare il consenso, con responsabilità e coscienza matura e non secondo logiche di scambio clientelare e sotto il ricatto della malavita».

Non è l’unica denuncia coraggiosa dell’arcivescovo Moscone, che ha fatto l’ingresso il 29 gennaio 2019. A metà aprile insorge: «La situazione è simile all’America centrale nel rapporto tra popolazione e delitti. In due mesi e mezzo che sono vescovo ho assistito a tre omicidi».

A fine agosto lancia un nuovo messaggio, colpevolmente ignorato, per la festa della Madonna di Siponto: «Manfredonia, non perdere la speranza, rialzati decisa sul fondamento della legalità. Il crescere esponenziale di azioni violente, fino agli omicidi e alla sparizione di persone (lupara bianca), passando per gesti intimidatori e di stampo mafioso, non ci possono lasciare silenti. Se non rispettiamo la legalità diventa inutile lamentarsi per la carenza di lavoro o per la desolante fuga dei nostri bravi e volitivi giovani in altre regioni per studio e attività professionali. Al di fuori di un recupero della legalità non c’è spazio per lo studio serio e il lavoro onesto che producono a loro volta ricerca e novità lavorative-occupazionali. Educare alla legalità significa innanzitutto prendere coscienza della realtà per quello che è, senza nascondersi dietro false etichette, paure, morosità e sterili lamentele».

Parole di fuoco. Invita a «guardare con speranza e cuore puro alla politica e alla Chiesa perché non è vero che la politica è marcia e la Chiesa è falsa. Ma è vero che marci sono gli uomini che usano la politica per il proprio tornaconto, e false sono le persone di Chiesa che se ne servono per sé stessi e non per il Vangelo».

Le denunce trovano puntuali riscontri nelle 424 pagine di accuse tremende della magistratura. Il Consiglio comunale di Manfredonia il 21 maggio 2019 è sciolto per mafia. Il 16 ottobre il Comune è commissariato dopo anni di degrado sociale, politico, criminale.

Franco Moscone nasce ad Alba (Cuneo), il 10 dicembre 1957. Dopo la maturità classica entra nel Seminario della provincia ligure-piemontese dei Chierici regolari di Somasca. L’Ordo clericorum regularium a Somascha (C.R.S), o «Compagnia dei servi dei poveri» è fondato dal veneziano San Girolamo Emiliani verso il 1534 per l’esercizio della carità verso gli orfani e le donne traviate, approvato da Paolo III nel 1540. I nome Somaschi deriva dalla località Somasca dove avevano il centro delle loro attività a Vercurago (diocesi di Bergamo, già provincia di Bergamo, oggi provincia di Lecco) affidata all’Emiliani dal santo arcivescovo di Milano Carlo Borromeo nel 1566. I Somaschi si dedicano prevalentemente all’istruzione e all’educazione cristiana della gioventù.

Il giovane Moscone svolge il probandato a «Villa Speranza» di San Mauro Torinese; il noviziato a Somasca; il magistero nel Colegio San Fermín di Caldas de Reis in Spagna; il post-noviziato a Sant’Alessio all’Aventino a Roma dove compie gli studi teologici a Sant’Anselmo. Emette la professione religiosa perpetua il 26 settembre 1982 ed ordinato diacono il 6 novembre 1983 a San Mauro dal cardinale arcivescovo di Torino Anastasio Alberto Ballestrero. È ordinato il 16 giugno 1984 a Serralunga d’Alba da mons. Angelo Fausto Vallainc, vescovo di Alba. Nel 1983 è animatore dei seminaristi a San Mauro e nel 1991 si laurea in Lettere all’Università di Torino. Nel 1992 è insegnante e animatore degli universitari nel Collegio Emiliani di Genova-Nervi; nel 1995 avvia a Toruń in Polonia la fondazione somasca e dal 1° settembre è superiore, confermato nel 1996 e nel 1999; poi delegato provinciale della Polonia, confermato nel 1998. Nel 2000 è superiore del Collegio Emiliani di Genova-Nervi, confermato nel 2002. Nel 2005 è eletto vicario generale; nel 2008 è preposito generale rieletto nel 2011 e nel 2017. Il 3 novembre 2018 Francesco lo nomina arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo ed è consacrato ad Alba il 12 gennaio 2019 da mons. Marco Marco Brunetti.

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