Il “Manifesto di Assisi” per una nuova economia

Un patto tra grandi imprese, economisti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni per difendere l’ambiente e far ripartire l’Italia. Card. Bassetti, presidente Cei: “Un segno di speranza, che scuote le coscienze”

834

Una nuova economia che metta al centro l’uomo e l’ambiente, per far ripartire l’Italia, in nome di un futuro migliore. È il centro del «Manifesto di Assisi», firmato il 24 gennaio nel Sacro Convento dei francescani da oltre duemila imprenditori, economisti, ambientalisti, uomini di cultura e della società civile. Il documento – promosso dai frati e da Symbola insieme a Coldiretti, Confindustria, Enel – affronta con coraggio la crisi climatica, guardando la difficile sfida anche come un’opportunità: un’occasione per rendere l’economia italiana più sostenibile.

A firmare il Manifesto, tra gli altri, il presidente del Parlamento europeo David Sassoli («Abbiamo bisogno di accompagnare la transizione a una fase di riduzione totale dalla dipendenza dal carbone, senza lasciare indietro nessuno, per aumentare i posti di lavoro. Il New Green Deal non è una scatola vuota, ci saranno 50 iniziative legislative nei prossimi due anni, uno sforzo importante della Ue»), il premier italiano Giuseppe Conte («L’obiettivo di prenderci cura della nostra casa comune non è più differibile, perché il pianeta è la nostra casa») e il presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Stefano Zamagni. Lo sviluppo del Paese può essere un volano, soprattutto per il sistema industriale: governi, manager e finanza sono chiamati a un cambio di marcia. In fondo, gli effetti dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti: dai fenomeni meteorologici estremi all’impoverimento di tante aree del mondo.

Il cardinale Bassetti, presidente della Cei, che ha partecipato ai lavori, ha definito il Manifesto un «segno di speranza», che parla a tutti e «scuote le coscienze della classe dirigente». Le questioni economiche e ambientali rappresentano il cuore di una nuova «questione sociale», che va affrontata con sapienza, carità e lungimiranza. «Il Manifesto», ha aggiunto, «è un punto di partenza, una bussola per costruire un’economia a misura d’uomo».

Prossimo appuntamento l’incontro internazionale «L’Economia di Francesco», primo del genere nella storia della Chiesa, che dal 26 al 28 marzo, sempre ad Assisi, chiamerà a raccolta giovani economisti e imprenditori da tutto il mondo per un nuovo patto sull’economia. Un’economia che includa e non escluda, ha detto Papa Francesco, umanizzi e non disumanizzi, che si prenda cura del creato.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome

17 + sei =