Il Papa a Macron: «i governanti riflettano sui poveri»

Vaticano – Quasi un’ora di colloquio tra Papa Francesco e il presidente francese su le migrazioni in Europa, la risoluzione dei conflitti, la situazione in Medio Oriente e in Africa, «le prospettive del progetto europeo», il disarmo e l’ambiente

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Papa Francesco con il presidente francese Emmanuel Macron (foto Sir)

Al momento del commiato il presidente francese Emmanuel Macron ha dato una carezza sulla guancia a Papa Francesco, dopo 57 minuti di colloquio, lo scorso 26 giugno, in Vaticano. Una punta di impaccio all’inizio e poi l’atmosfera si è sciolta. Le migrazioni in Europa, la risoluzione dei conflitti, la situazione in Medio Oriente e in Africa, «le prospettive del progetto europeo», il disarmo e l’ambiente fra i temi affrontati nei «cordiali colloqui». L’incontro è preceduto da una colazione con la Comunità di Sant’Egidio e seguito dalla cerimonia a San Giovanni in Laterano per il conferimento del titolo onorifico di «protocanonico del Capitolo lateranense» segno che, nonostante i secoli e il laicismo dominante e manifesto, la Francia in qualche modo resta «la figlia prediletta della Chiesa».

Buoni rapporti bilaterali – «Protezione dell’ambiente, migrazioni, l’impegno multilaterale per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, specie in relazione al disarmo». Agli incontri partecipano anche la signora Brigitte, consorte del capo dell’Eliseo, e il seguito. Poi l’abboccamento con il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati. Nelle conversazioni – informa un comunicato vaticano – anche «uno scambio di valutazione su alcune situazioni di conflitto, particolarmente nel Medio Oriente e in Africa e una riflessione congiunta circa le prospettive del progetto europeo. Sottolineati i buoni rapporti bilaterali esistenti tra Santa Sede e Francia e – con particolare riferimento all’impegno della Chiesa – il contributo delle religioni alla promozione del bene comune del Paese». Francesco regala al capo di Stato francese una medaglia di San Martino, vescovo di Tours, celebre per l’episodio in cui cedette il proprio mantello ai poveri. Macron omaggia al Papa una rara edizione in italiano del «Diario di un curato di campagna» di Georges Bernanos. Poi il caloroso saluto.

Protocanonico d’onore del capitolo lateranense – Ad accogliere il Presidente francese nella Cattedrale di Roma il cardinale vicario Angelo De Donatis. È una carica onoraria che spetta ai presidenti d’Oltralpe, ereditata dai re di Francia, che affonda le radici nel Medioevo. Nel saluto Angelo De Donatis, vicario generale del Papa per Roma, sottolinea l’antica tradizione che lega la Francia alla Chiesa e si rinnova l’impegno di tutti nel far crescere «la responsabilità civile nei Paesi d’Europa, soprattutto in ragione delle crescenti difficoltà sociali che viviamo nel Continente». Ricorda le parole pronunciate dal Papa al Parlamento europeo, il 25 novembre 2014: «Una delle malattie più diffuse del nostro tempo è la solitudine» e cita gli anziani, i giovani, i poveri e «gli occhi smarriti dei migranti venuti in cerca di un futuro migliore». Macron accetta il titolo «perché appartiene», dice, «alla tradizione di concordia e di amicizia tra Francia e Vaticano. La presenza del Capo di Stato sottolinea la volontà della Francia di approfondire la relazione di amicizia, comprensione, fiducia che intrattiene con la Santa Sede. Si continui a lavorare insieme per la pace e al servizio del bene comune».

«Francia figlia prediletta della Chiesa» – Nel chiostro di San Giovanni in Laterano c’è la statua di Enrico IV, primo protocanonico d’onore. Dal 1300 si stringe il legame tra Chiesa e Francia. In quel periodo inizia la costruzione del ciborio della basilica, pagata da re Carlo V (1338-1380): il suo stemma è ancora visibile. Re Luigi XI (1423-1483) dona al Capitolo della basilica importanti redditi nel sud della Francia ed Enrico IV (1553-1610) dona l’abbazia di San Pietro di Clairac. Il Capitolo, per ringraziarlo, fa scolpire la statua in bronzo e conferisce al re il titolo di «protocanonico d’onore». Oggi, ogni anno, il 13 dicembre, data di nascita di Enrico IV, nella Cattedrale si celebra la «Missa pro natione gallica». Con la Legge di separazione del 1905 fra Stato e Chiesa la Francia vieta di riconoscere qualsiasi culto e incamera i beni ecclesiastici. Tuttavia dopo le due guerre mondiali, nel 1950 la tradizione riprende con il presidente René Coty, seguito da Charles De Gaulle, Valery Giscard d’Estaing, Jacques Chirac, Nicolas Sarkozy. I socialisti François Mitterrand e François Hollande furono insigniti del titolo, ma non andarono a San Giovanni in Laterano per la cerimonia.

Concistoro per 14 nuovi cardinali – Giovedì 28 giugno, alle 16, nella basilica San Pietro, il Concistoro per i 14 nuovi cardinali: imposizione della berretta, consegna dell’anello, assegnazione del titolo, segno di partecipazione alla sollecitudine pastorale del Papa nell’Urbe. Venerdì 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, Concelebrazione eucaristica in San Pietro durante la quale il Papa benedice i palli destinati ai nuovi arcivescovi metropoliti. Tre gli italiani: Angelo De Donatis, vicario di Roma; Giovanni Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato e da agosto 2018 prefetto della Congregazione per le cause dei santi; Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila.

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