Il Papa, “il no alle armi nucleari entri nel catechismo”

In volo da Tokyo a Roma – «Abbiamo scoperchiato noi la pentola ma è legittimo investire l’Obolo di San Pietro» in modo che renda per i poveri. «L’uso delle armi nucleari è immorale e deve andare nel Catechismo». Lo ha detto il Papap ai gioernalisrti sul volo Tokyo-Roma dopo il viaggio in Thailandia e Giappone (19-26 novembre)

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foto Vatican news

«Abbiamo scoperchiato noi la pentola ma è legittimo investire l’Obolo di San Pietro» in modo che renda per i poveri. «L’uso delle armi nucleari è immorale e deve andare nel Catechismo». Non si può dire che a Papa Francesco manchi la chiarezza di pensiero e di linguaggio e la volontà di decidere. L’ennesima prova nel dialogo con i giornalisti nel lungo volo Tokyo-Roma, dopo il viaggio in Thailandia e Giappone (19-26 novembre 2019).

NON SFUGGE ALLE DOMANDE SUGLI SCANDALI – Amministrare bene non significa «mettere nel cassetto i soldi dell’Obolo di San Pietro. Questa è cattiva amministrazione». Occorre investire perché quando c’è bisogno o urgenza di intervenire, ci devono essere i soldi. Sull’acquisto del palazzo di pregio di Londra per il quale sono stati sospesi cinque funzionari vaticani – tra cui Tommaso Di Ruzza, direttore dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif), che «spero sia innocente» – riconosce che c’è aria di «corruzione», perciò la magistratura vaticana indaga: «Sembra che abbiano fatto cose non pulite. Ma per la prima volta la denuncia non è venuta da fuori ma da dentro il Vaticano: la pentola l’abbiamo scoperchiata noi».

«SÌ ALL’INVESTIMENTO DELLE VEDOVE» – Sostiene la legittimità morale di far fruttare i soldi ricevuti per i poveri. «Se in un anno quel capitale non si svaluta, si mantiene o cresce, questa è una buona amministrazione. L’”amministrazione del cassetto” è cattiva; bisogna fare l’“investimento da vedove”: le vedove investono due o tre qua, cinque là. Se uno cade, c’è l’altro. Se fai un investimento nelle fabbriche di armi l’Obolo non è più Obolo. Ma spendere l’Obolo in un anno-un anno e mezzo fino a che non arriva la colletta successiva, è buona amministrazione. Si può comprare una proprietà, affittarla e poi venderla, ma andando sul sicuro, con tutte le sicurezze per il bene della gente che ha dato i soldi».

COME È ANDATA CON IL PALAZZO DI LONDRA? – «Il revisore dei conti è venuto a dirmi: “Qui c’è una cosa brutta, qualcosa che non funziona”. “Lei è sicuro?”. “Sì. Cosa debbo fare?”. “Vada dalla giustizia vaticana e faccia la denuncia al promotore di giustizia”. Sono contento perché l’amministrazione ha le risorse per chiarire le cose brutte che succedono. L’unica cosa chiara è che si sono verificati casi di corruzione. Questi cinque sono corrotti? No, la presunzione di innocenza è una garanzia per tutti, un diritto umano. Si vedrà se davvero sono colpevoli o no. Non è bello che succedano queste cose in Vaticano, ma cominciano a funzionare i meccanismi di controllo che Benedetto XVI aveva avviato».

UN PAPA CHE STUDIA E SI CONSIGLIA «Ho consultato un magistrato italiano di livello. Davanti a un’accusa di corruzione la giustizia è sovrana, nessuno può immischiarsi. Dalle carte sembra che vi sia una cattiva amministrazione nel senso di un cattivo controllo. È stato l’Aif a non controllare. Il magistrato è sovrano perché deve studiare come è andata». Al rientro il Papa nomina Carmelo Barbagallo nuovo presidente dell’Autorità di informazione finanziaria (Aif), per la lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo,finora funzionario generale con l’incarico di alta consulenza al direttorio della Banca d’Italia in materia di vigilanza bancaria e finanziaria. Il Papa studia a fondo i problemi, come documentane altre risposte. Sull’America Latina in fiamme – Venezuela, Cile, Bolivia, Nicaragua, Argentina, Uruguay, Brasile, Paraguay – risponde: «Non ho ancora trovato un’analisi soddisfacente. Non vorrei dire una parola di più perché non ho studiato bene i problemi». Su Hong Kong stessa cautela.

CONDANNA DELLE ARMI NUCLEARI – Chiarissima la condanna morale delle armi nucleari, come ha già fatto qaltre volte e per la pena di morte. A Hiroshima e Nagasaki ribadisce: «L’uso delle armi nucleari è immorale, per questo deve andare nel Catechismo della Chiesa. Non solo l’uso, anche il possesso, perché un incidente o la pazzia di qualche governante o la pazzia di uno può distruggere l’umanità». Cita Albert Einstein: «La quarta guerra mondiale sarà combattuta con bastoni e pietre». Condanna che assume un alto valore magisteriale. «Con le industrie nucleari sempre può accadere un incidente, come il triplice disastro»: il terremoto, lo tsunami, il disastro nucleare della centrale di Fukushima nel 2011 in Giappone. «L’uso del nucleare è molto al limite perché non abbiamo raggiunto la sicurezza totale. È un’opinione personale: non userei l’energia nucleare finché non ci sarà una sicurezza totale».

I CRISTIANI PERSEGUITATI IN GIAPPONE – Nagasaki e Hiroshima hanno sofferto per la bomba atomica. Nagasaki ha radici cristiane. Rammenta la persecuzione in tutto il Giappone ma «a Nagasaki è stata molto forte: cercavano i cristiani per denunciarli. Se trovi un sacerdote, denuncialo, e sarai pagato. Sono stati secoli di persecuzioni». Sul tema della pena di morte, molto discusso in Giappone, confida: «Con il primo ministro ho parlato di problemi generali, che esistono anche in altri Paesi: carceri sovraffollate, gente che aspetta con una prigionia preventiva senza presunzione di innocenza. Quindici giorni fa al convegno internazionale di Diritto penale ho ribadito che la pena di morte non si può fare, non è morale. Su questo la coscienza si sviluppa».

BRUTTA COSA L’IPOCRISIA «ARMAMENTI STA» – Ha ancora in progetto un’enciclica sulla non violenza? «Non me la sento matura, devo pregare tanto e devo cercare la via». Critica il diritto di veto che hanno Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia al Consiglio di sicurezza Onu che blocca tutto: «Dovrebbero fare un passo avanti rinunciando al diritto al veto. Bisogna fare tutto il possibile per fermare la produzione delle armi e le guerre e per favorire il negoziato, anche con l’aiuto dei facilitatori. Una cosa brutta è l’ipocrisia “armamentista”, Paesi che parlano di pace e vivono sul commercio delle armi, questa è ipocrisia». Infine «Mi piacerebbe andare a Pechino, io amo la Cina».

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