Il Papa in Thailandia e Giappone, pace e dialogo

Dal 19 al 26 novembre – Francesco è in visita nei due paesi asiatici: tappe a Bangkok, Tokyo, Hiroshima e Nagasaki, dove ricorderà le vittime della bomba atomica. In agenda, gli incontri con i giovani, il patriarca supremo dei buddisti e la visita privata all’imperatore giapponese Naruhito. L’appello per la difesa della vita e del creato

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Un «no» forte e deciso all’uso delle armi nucleari. L’appello per la pace e la difesa della vita. L’incontro e il dialogo con le altre religioni. Sono questi i temi al centro del viaggio apostolico di Papa Francesco in Thailandia e Giappone, dal 19 al 26 novembre. Con tappe a Nagasaki e Hiroshima, due città «martiri», che rappresentano il più grande monito di pace per l’umanità.

Nella prima città, domenica 24 novembre, Bergoglio salirà al memoriale delle vittime dell’esplosione del 9 agosto 1945, l’Atomic Bomb Hypocenter Park, e lancerà il suo messaggio sulle armi nucleari. Nella seconda, invece, il Pontefice rivolgerà un Messaggio al Memoriale della Pace. Un momento di preghiera con i leader buddisti, shintoisti, i rappresentanti delle Chiese cristiane, ebrei e musulmani. Molto atteso l’incontro di lunedì 25 con le vittime «del triplice disastro», avvenuto nella centrale nucleare di Fukushima nel 2011, a «Bellesalle Hanzomon». In agenda, gli incontri con i giovani, con il patriarca supremo dei buddisti e la visita privata all’imperatore giapponese Naruhito.

Il Papa è il primo ospite straniero in visita in Giappone nell’anno dell’era Reiwa («ordine e armonia»), iniziato lo scorso 1° maggio con l’ascesa al trono dell’imperatore Naruhito, dopo l’abdicazione del padre Akihito e la fine dell’era Hesei. Un viaggio dalle forti implicazioni politiche e diplomatiche, in un Paese molto diverso da quello visitato nel 1981 da Papa Wojtyla. Basta ricordare la Corea del nord con i suoi missili puntati e il rapporto con la grande potenza cinese e l’ex colonia britannica Hong Kong, attraversata oggi dalle proteste degli studenti e del movimento degli ombrelli colorati. Durante il volo da Bangkok a Tokyo, ha detto il direttore della Sala stampa vaticana Matteo Bruni, rispondendo alle domande dei giornalisti, durante il briefing in Vaticano, verranno inviati tre distinti telegrammi papali  – a Cina, a Hong Kong e a Taiwan – tutte sorvolate dall’aereo papale.

Nel primo di due videomessaggi per la tappa a Bangkok – e poi nipponica – Bergoglio ha ricordato che incontrerà la comunità thai per «incoraggiarla nella fede» e promuovere «l’armonia e la coesistenza pacifica». In Thailandia i cattolici sono circa 380 mila, l’1 per cento della popolazione. In Giappone sono solo lo 0,5 per cento, cioè circa 450 mila: importante dunque il dialogo tra le fedi, in un Paese perlopiù buddhista e scintoista, anche se la società resta fortemente secolarizzata. La nazione del Trono del crisantemo è ricca, tecnologicamente avanzata, ma vive un «tempo di vuoto» per la mancanza di senso e di speranza, soprattutto tra le giovani generazioni: mezzo milione di hikikomori, ragazzi chiusi in casa che si rifiutano di vivere nella società, e un alto tasso di suicidi.

Il motto della prima parte del viaggio in Thailandia è «Discepoli di Cristo, discepoli missionari», che richiama l’anniversario dei 350 anni dell’istituzione del vicariato apostolico in Siam, eretto nel 1669. Intenso il programma di visite con autorità politiche, religiose e la società civile: il Papa incontrerà il Patriarca supremo dei buddisti al Wat Ratchabophit Sathit Maha Simaram Temple e poi visiterà in forma privata il re Maha Vajiralongkorn all’Amphorn Royal Palace. Due i momenti clou: la Messa, il 21 novembre, nello stadio nazionale e poi, il 22 novembre, la Celebrazione eucaristica con i giovani nella Cattedrale dell’Assunzione. Nella parrocchia di San Pietro, Papa Francesco incontrerà sacerdoti, religiosi e religiose, seminaristi e catechisti e poi nel Santuario del beato Nicholas Boonkerd Kitbamrung i Vescovi della Thailandia.

Sabato 23 novembre, Francesco partirà per il Giappone, dove si fermerà fino a mercoledì 26. Motto scelto: «Proteggere ogni vita», con la «t» nella parola «vita» a forma di croce. La frase è tratta dalla «Preghiera cristiana con il creato» che conclude l’Enciclica Laudato si’, una summa sulla cura e salvaguardia del creato come casa comune, ma anche una sorta di manifesto del magistero di Bergoglio. Anche a Tokyo il Papa non mancherà di incontrare i giovani: a loro rivolgerà un discorso nella cattedrale di Santa Maria, mentre la Messa sarà celebrata nel Tokyo Dome. Importate la tappa sulla collina a Nagasaki, dove furono uccisi nel XVI secolo san Paolo Miki e i suoi 25 compagni martiri. Alla Sophia University dei gesuiti l’incontro in forma privata con i confratelli e poi un discorso nell’aula magna con 700 studenti.

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