Il Papa in Thailandia, “è urgente estirpare il flagello della tratta”

19-22 novembre – Battaglia contro il turismo sessuale che schiavizza migliaia di minorenni, dialogo tra le religioni, impegno per l’evangelizzazione del «Paese del sorriso». Sono le tre indicazioni che Papa Francesco offre nella visita in Thailandia, prima di arrivare in Giappone

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foto AgenSir

Battaglia contro il turismo sessuale che schiavizza migliaia di prostitute minorenni; dialogo rispettoso, sincero, proficuo tra le religioni; impegno per l’evangelizzazione del «Paese del sorriso». Sono le tre indicazioni che Papa Francesco offre nella visita in Thailandia (19-22 novembre 2019), prima di arrivare in Giappone (22-26 novembre), 32° viaggio internazionale, quarto in Asia orientale.

CATTOLICI, USCITE PER LE STRADE – Nello stadio nazionale di Bangkok, invita i cattolici a uscire per le strade, a farsi missionari e a invitare alla mensa del Signore «tutti i fratelli thai». Ricorda primi missionari nel Regno del Siam, i domenicani portoghesi Jeronimo da Cruz e Sebastiao da Canto, uccisi nel 1569. Bergoglio è accompagnato da suor Ana Rosa Sivori, salesiana argentina missionaria in Thailandia, cugina da parte della mamma. Il 12 dicembre 1935 a Buenos Aires il 28enne Mario Bergoglio sposa la 20enne Regina Maria Sivori, nata a Buenos Aires, da un argentino e dalla piemontese Maria Gogna di Cabella Ligure, originaria di Lavagna (Genova): dal matrimonio tra Mario e Regina il 17 dicembre 1936 nasce Jorge Mario, Pontefice dal 2013, che ha 83 anni.

IL TURISMO SESSUALE CHE SFRUTTA LE RAGAZZINE In un Paese alle prese con la piaga della schiavitù sessuale che alimenta un turismo volgare, Francesco difende donne e bambini dagli abusi; esprime «riconoscenza per gli sforzi per estirpare il flagello»; chiede alla comunità internazionale di non ignorare la crisi migratoria: «Bambini, bambine e donne esposti alla prostituzione e alla tratta, sfigurati nella loro dignità; giovani schiavi della droga e del non-senso; migranti spogliati di case e famiglie; orfani abbandonati; pescatori sfruttati; mendicanti ignorati. Fanno arte della nostra famiglia». Le prostitute sotto i 18 anni sono 30-35mila, ragazzi compresi. Le organizzazioni criminali le importano dai Paesi vicini Indonesia, Malesia e Filippine. L’industria del sesso vale il 2-14 per cento del prodotto interno lordo.

DIAGOLO SINCERO TRA CRISTIANI E BUDDISTI – Nel tempio Wat Ratchabophit Sathit Maha Simaram il Papa di Roma si intrattiene con il Patriarca buddista Somdej Phra Maha Muneewong: il cammino interreligioso può testimoniare «in un mondo sollecitato a generare e propagare divisioni ed esclusioni, che la cultura dell’incontro è possibile. È importante che le religioni siano fari di speranza, promotrici e garanti di fraternità». Nel 1897, 122 anni fa, ci fu in Vaticano lo storico incontro tra re Chulalongkorn e Leone XIII: «Era la prima volta che un capo di Stato non cristiano veniva ricevuto in Vaticano». Luigi Bressan, ora vescovo di Trento, fu nunzio in Thailandia nel 1993-99 e nel libro «King Chulalongkorn and Pope Leo XIII» rammenta che tra i suoi meriti c’è l’abolizione della schiavitù. Paolo VI quasi 50 anni fa incontrò in Vaticano il patriarca Somdej Phra Wanarat (Pun Punnasiri) «una svolta rilevante nel dialogo tra le nostre tradizioni religiose». Giovanni Paolo II il 10-11 maggio 1984 visitò la Thailandia e incontrò il patriarca. Francesco ricorda una recente visita di monaci buddisti che gli hanno donato la traduzione di un antico manoscritto buddista in lingua pali: «Desidero ribadire l’impegno per un dialogo aperto e rispettoso al servizio della pace e del benessere del popolo».

LA CURA DEGLI ANZIANI PER DARE RADICI AI GIOVANI – Invita i giovani: «Non rimanere mai a terra; alzatevi subito; non passate la vita seduti sul divano; impegnatevi». Riconosce: «Voi apprezzate e avete cura dei vostri anziani, li rispettate e date loro un posto preferenziale, perché vi assicurino le radici necessarie e così il vostro popolo non si corrompa seguendo certi slogan, che finiscono per svuotare e ipotecare l’anima delle nuove generazioni». Lo dice ai capi religiosi: «Con la tendenza crescente a screditare i valori e le culture locali, per imposizione di un modello unico, assistiamo a una tendenza a “omogeneizzare” i giovani, a dissolvere le differenze, a trasformarli in soggetti manipolabili fatti in serie». Ai capi religiosi e al mondo accademico spiega: la globalizzazione, i conflitti civili planetari e la crisi ambientale impongono di sostituire «la logica dell’insularità» con «la logica dell’incontro e del dialogo».

GENERARE ISTANZE PER UNIRCI E LAVORARE INSIEME – Inoltre «siamo chiamati non solo a fare attenzione alla voce dei poveri intorno a noi, gli emarginati, gli oppressi, i popoli indigeni e le minoranze religiose, ma anche a non aver paura di generare istanze, come già timidamente iniziano a svilupparsi, dove poterci unire e lavorare insieme. Ci è richiesto di assumerci il dovere di difendere la dignità umana e di rispettare i diritti di coscienza e di libertà religiosa». Alle religioni del mondo chiede – sulla scorta dell’enciclica «Laudato si’» (24 maggio 2015) – «di creare spazi dove offrire un po’ di aria fresca perché non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi, al di là di qualsiasi condizionamento psicologico e sociale che venga loro imposto».

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