Il Politecnico di Torino fra i primi atenei al mondo per occupabilità

Classifica – Il Politecnico di Torino, secondo il Qs Graduate Employability Rankings, che valuta le Università in base all’occupabilità e alle prospettive per gli studenti,  si colloca al 14° posto mondiale per tasso di occupabilità ad un anno dalla laurea

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Politecnico di Torino

Il Politecnico di Torino scala nuovamente le classifiche internazionali delle università: secondo il QS Graduate Employability Rankings, pubblicata in questi giorni da Quacquarelli Symonds (QS) che valuta le Università in base all’occupabilità e le prospettive per gli studenti l’Ateneo si colloca nel top 25 della classifica. Su 700 atenei valutati il Poli sale nella fascia 111-120 mondiale e si avvicina alle prime 100. Due gli indicatori chiave del successo: il tasso di occupabilità entro un anno dalla Laurea, dove il Politecnico si colloca in 14° posizione mondiale e le partnership con le aziende ai fini dell’offerta di tirocini dove l’ateneo migliora nettamente collocandosi in 97° posizione (rispetto alla 107° posizione dello scorso anno).

Ambiti di miglioramento riguardano anche gli indicatori relativi alla reputazione dell’Ateneo presso gli stakeholder industriali e le opportunità offerte dall’ateneo di incontro tra aziende e studenti.

“Siamo molto soddisfatti di questo risultato, che testimonia il nostro grande impegno nell’ambito della formazione dei nostri laureati e nella connessione con il mondo del lavoro”, sottolinea il Rettore, Guido Saracco, che continua: particolarmente positivo per noi è il tasso di occupabilità entro un anno dei nostri laureati che è sempre stato un nostro elemento di forza e rappresenta una garanzia di rapido ingresso nel mondo del lavoro”.

Per don Luca Peyron, direttore della Pastorale universitaria della diocesi di Torino, si tratta di una notizia certamente importante in un quadro molto complicato per i nostri giovani”. Il Politecnico rappresenta sempre di più una carta vincente per giovani e le famiglie che non hanno più molte carte da giocare, specialmente al sud Italia. In tanti fanno sacrifici anche enormi per poter venire a studiare a Torino. “A noi tutti, Chiesa e territorio, spetta il compito delicato per far sì che questi sogni diventino realtà non a scapito di salute, relazioni sociali, dimensione di fede ed affettiva. Su questo fronte il nostro impegno deve essere generoso e di reale impatto”, conclude il sacerdote.

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