Il Rettore dei Salesiani a Torino: “mai chiudere le porte”

Don Ángel Artime – Il successore di don Bosco ha visitato le comunità salesiane di Valdocco, Borgo San Paolo e San Salvario dove ha inaugurato un laboratorio di formazione professionale per i “neet” adolescenti. Ai giovani ha detto: “non sono i politici a doverci dire cosa dobbiamo pensare sulle persone”. GALLERY

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«Non è possibile dirsi cristiani e allo stesso tempo chiudere le porte. Non sono i politici a doverci dire cosa dobbiamo pensare sulle persone. Essere comunità cristiana e salesiana significa, in primo luogo, vivere con porte, mente e cuore aperti all’accoglienza delle diversità».

È il forte appello che il Rettor Maggiore dei Salesiani don Ángel Fernández Artime ha lanciato più volte a Torino incontrando le comunità salesiane di Valdocco, Borgo San Paolo e San Salvario nell’ambito della visita all’Ispettoria di Piemonte e Valle d’Aosta che ha compiuto in occasione della festa di Maria Ausiliatrice del 24 maggio.

Dialogando con i giovani del Movimento giovanile salesiano del Piemonte, radunati sabato 19 maggio a Valdocco per l’«Mgs Day», il successore di don Bosco ha detto che la prima condizione per realizzare oggi la Chiesa in uscita delineata da Papa Francesco è proprio «accogliere la diversità come dono». «Non perdete mai questa libertà!», ha spronato i ragazzi.

«A Catania presso il Centro di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati della casa salesiana ‘Don Bosco Island’», ha raccontato don Artime,  «ho incontrato 65 ragazzi arrivati in Italia sui barconi, accolti dalla famiglia salesiana: questo vuol dire essere ‘Chiesa in uscita!’ Non solo offrire servizi di assistenza per chi è nell’emergenza, ma soprattutto preparare un cuore capace di accogliere quelli che sono in una situazione diversa dalla nostra».

Un invito che il Rettor Maggiore ha ribadito alla comunità di Borgo San Paolo nella Messa che ha presieduto domenica 20 maggio, solennità di Pentecoste, nella parrocchia dedicata a Gesù Adolescente in occasione dei 100 anni della presenza dei Salesiani nel quartiere. Accanto a don Artime hanno concelebrato, in una chiesa gremita in ogni posto e colorata dai numerosi gruppi pastorali della parrocchia e dell’oratorio, l’Ispettore dei Salesiani del Piemonte don Enrico Stasi, il parroco don Onorino Pistellato e il direttore dell’oratorio San Paolo don Alberto Lagostina.

«Qui, in questo quartiere umile che porta evidenti i segni della crisi economica», ha detto don Artime, «il ‘Cortile’ è veramente la ‘casa’ di Borgo San Paolo dove tutti si sentono accolti».

Imponente, infatti, l’investimento dell’Opera San Paolo sui progetti educativi, di orientamento al lavoro e di accoglienza che mirano a proteggere in particolare chi è più fragile secondo il celebre metodo preventivo di don Bosco. Non a caso al San Paolo la comunità è dedicata a Gesù Adolescente, a rimarcare l’impegno del santo dei giovani verso questa fascia d’età particolarmente delicata. «Casa che accoglie» è la comunità che dall’ottobre 2016 ospita alcuni minori stranieri non accompagnati di età compresa tra i 14 e i 17 anni.

I Salesiani arrivarono nel Borgo, il primo quartiere operaio di Torino, allora all’estrema periferia della città, nel 1918: si insediarono presso la «Cascina Saccarello» all’incrocio fra l’attuale corso Racconigi e via Luserna di Rorà; il cortile salesiano divenne da subito punto di riferimento per le famiglie impiegate nelle fabbriche della zona.

Il Rettor Maggiore ricordando poi il suo recente viaggio nella Siria martoriata dall’orrore infinito della guerra ha richiamato il dono della pace: «ho visto una città distrutta», ha detto, «ho incontrato, nelle comunità salesiane, animatori, giovani e famiglie che hanno perso tutto, casa e familiari, ma proprio loro hanno testimoniato il forte messaggio che ‘la nostra vita e la nostra fede non si possono distruggere’».

Infine lunedì 21 maggio il successore di don Bosco ha visitato l’Opera salesiana di San Salvario dove, accompagnato dall’Ispettore don Stasi e da don Mauro Mergola, ha incontrato la comunità educativa e pastorale del Collegio universitario San Giovannino, dell’oratorio San Luigi e della parrocchia Ss. Pietro e Paolo. Poi la tappa a «Spazio Anch’io», la postazione dei Salesiani al Parco del Valentino dove tutti i pomeriggi gli educatori stanno accanto ai ragazzi che si incontrano sulla strada accompagnandoli a riprendere in mano la propria vita.

Infine il Rettore salesiano ha inaugurato «Ri-Generation Lab», in via Saluzzo 39, il nuovo laboratorio professionale per la riparazione di elettrodomestici rivolto ai ragazzi minori che hanno abbandonato i circuiti della formazione. Il progetto è coordinato dalla parrocchia Ss. Pietro e Paolo, dall’oratorio salesiano San Luigi, dal Centro di formazione professionale Cnos Fap dei Salesiani del Piemonte e dall’azienda Astelav di Vinovo. Don Artime, richiamando  le parole che Papa Francesco rivolse nella basilica di Maria Ausiliatrice in occasione della sua visita a Torino nel 2015, ha sottolineato l’urgenza, come testimonia il progetto avviato a San Salvario, «di strutturare percorsi di formazione professionale più flessibili e integrati con l’accompagnamento educativo».

 

 

 

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