Il Tav, la legge e le piazze: rischio manipolazione mediatica

Alta velocità Torino-Lione – Pubblichiamo la lettera di un lettore de La Voce e il Tempo sul dibattito intorno alla ferrovia Tav

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Gentile Direttore,
sono un vostro abbonato storico. Ho apprezzato il vostro lavoro in questi anni, ma devo manifestarvi un mio forte disappunto per lo sbilanciamento (non fondato peraltro) a favore dell’alta velocità Torino Lione, sbilanciamento a favore delle politiche consumistiche e del libero mercato (meno marcato rispetto al discorso TAV), sbilanciamento a favore della logica della crescita, dell’industria del lusso e di svariate politiche economiche che son quelle che hanno causato povertà, morte e distruzione in Italia e nel Mondo: attenzione a non sostenere il business e la mafia delle grandi opere che sta distruggendo il Creato e creando danni, coerentemente con quanto denunciato da anni da centinaia di cristiani e descritto nella Laudato Si

I titoli che si danno in un giornale e dove si collocano gli articoli e le notizie (prime pagine, ecc…) sono uno strumento molto importante per invitare alla lettura, ma anche per condizionare e influenzare; purtroppo nelle ultime settimane ho visto usare questi strumenti per condizionare – iscuramente in buona fede – i lettori verso la logica del TAV;
inoltre, il fatto di relegare nelle lettere al giornale interventi che spiegano e motivano le ragioni del NO (Tartaglia e “cristiani di valle”) non aiuta certo i lettori a farsi un’opinione,
sarebbe importante fare un bell’articolo sulle osservazioni di Tartaglia…

se volete vi riporto i vari titoli e articoli che mi hanno negativamente colpito; a titoli di esempio evidenzio solo due – affermare che il voto NO tav schiera torino contro i torinesi (https://www.vocetempo.it/il-voto-no-tav-schiera-torino-contro-i-torinesi/) lo trovo scorretto e irrispettoso in quanto esclude i tanti torinesi (e cristiani) che hanno argomentato e contrastato il TAV; – dire che tramontano gli spazi di confronto quando quasi da sempre i politici hanno chiuso qualunque confronto obiettivo sulla TAV impedendo l’opzione NO, ma obbligando a un confronto nel quale d’imperio, a prescindere da qualunque ragione, la TAV si doveva fare (di nuovo sentite Tartaglia) vi chiederei di intervenire cercando di fare informazione e non condizionare i lettori con titoli e argomentazioni, che sono – a mio parere – discutibili e non da giornalisti corretti come credo siate; se qualcuno dei vostri collaboratori insiste in tale linea lo inviterei a lavorare per la vergognosa stampa manipolativa che ci circonda e che è in mano a chi sta devastando il Creato e sfruttando i nostri fratelli; ancora diverso il discorso per un giornalista cristiano: dovrebbe – sempre a mio parere – illuminare su strade e vie che al centro mettono al cura dell’uomo e del creato (visto che se il Creato soffre l’uomo soffre, si ammala e muore) il sabato 8 (prossima settimana) ci sarà una manifestazione di coloro che vedono nel TAV un problema e che da anni propongono alternative: vi chiederei di usare titoli e politiche di informazione almeno uguali a quelli che avete adottato per il “SI Tav”, valorizzando le ragioni e le persone che da decenni si battono per fermare un opera dannosa spero coinvolgiate il Vescovo Nosiglia che – ne sono deluso e amareggiato –  si è schierato a favore di logiche deleterie, senza – a mio parere – essere realmente andato a fondo sulla questione; dico questo perchè stimo il nostro Vescovo e credo sia “pulito”, non legato ai poteri di industria e finanza confidando in un vostro riscontro e intervento a livello editoriale. Porgo cordiali saluti

Gian Paolo VALLARO


Gentile signor Vallaro,

La ringrazio per averci chiesto di riflettere e di motivare il metodo del giornale, perché lei ha ragione a osservare che nel mondo cattolico esistono opinioni diverse sulla ferrovia Tav: la questione divide, è normale discutere anche la correttezza del giornale.

Quando il progetto Tav era all’esame dei Governi noi pubblicammo opinioni favorevoli e contrarie: non lettere, ma analisi e interviste approfondite, anche al prof. Tartaglia. Ora che il progetto è stato approvato da Italia e Francia, oltre che dall’Unione Europea, la legalità prevede che venga eseguito. Oppure le leggi devono essere disapplicate fino a quando non c’è favore unanime?

Bene inteso, le manifestazioni di dissenso restano lecite, l’obiezione di coscienza può essere richiesta dall’etica (può contagiare le opinioni, smascherare le ingiustizie). Però la piazza non è un potere superiore ai Parlamenti eletti dal popolo: guai! Noi intendiamo «sbilanciarci» soltanto su questo punto fondamentale per la democrazia. Confermiamo il titolo che le ha fatto storcere il naso: il voto No Tav ha purtroppo schierato il Comune di Torino contro chi chiedeva di applicare la legge.

Resta più che comprensibile il disagio di chi come lei, in coscienza, disapprova. Tutti coltiviamo desideri insoddisfatti dalla legge, e cerchiamo di perseguirli. Il movimento No Tav l’ha sempre fatto, non è rimasto nascosto: ha ottenuto di rinviare i cantieri di almeno un decennio. In questa vicenda ciò che dovrebbe preoccupare davvero tutti – favorevoli e contrari – è la l’insinuazione che le istituzioni democratiche, considerate distanti dal sentimento dei cittadini, siano in fondo fasulle e da superare, da rovesciare. Vogliamo questo? Lo vogliamo perché comandino le piazze? E da chi sono comandate le piazze?

Alberto RICCADONNA

 

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