Iniziato il restauro all’altare della Sindone

Danneggiato dall’incendio del 1997 – Il ripristino del complesso barocco di Antonio Bertola, sfigurato dal rogo, completerà il restauro della Cappella del Guarini

795
Altare del Bertola nella Cappella della Sindone (foto Renzo Bussio - La Voce e il Tempo)

Nella Cappella della Sindone è iniziato da alcune settimane il restauro dell’altare sfigurato dal rogo del 1997. «È l’ultimo tassello del recupero della Cappella – spiega Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali – reso possibile grazie a quasi 650 mila euro raccolti dalla Fondazione Specchio dei Tempi».

L’altare progettato nel XVII secolo dall’architetto Antonio Bertola è stato pesantemente danneggiato dalle fiamme. Solo le statue dei putti e di due angeli si sono salvate dalla distruzione, perché al momento del rogo erano state trasferite in altro luogo. Il resto è in gran parte distrutto. I marmi e le pietre del basamento, il legno dell’imponente struttura sono andati perduti, inceneriti o sfaldati dalle infernali temperature dell’incendio.

Non tutto sarà recuperato dall’intervento di restauro: la grande stella sommitale, ad esempio, è persa. Il tabernacolo di argento sbalzato e cesellato tornerà invece a decorare l’altare, insieme alle lampade e ai candelieri a piramide. «A memoria del rogo – annuncia la Pagella – lasceremo su una piccola porzione dell’altare una traccia delle ferite inferte dalle fiamme».

L’avvio del cantiere del restauro coincide con la riapertura dei Musei Reali dopo i giorni del Coronavirus. «Dopo tre mesi di stop – prosegue la direttrice Pagella – abbiamo riaperto, certo con accorgimenti speciali. C’è il contingentamento degli ingressi e incoraggiamo le prenotazioni online, abbiamo ridotto i gruppi di visita, abbiamo allestito percorsi ‘ad anello’ con entrate e uscite distanti. Sono accorgimenti necessari, che non ci impediscono di tornare a mostrare le ricchezze dei Musei Reali».

Riaperti il 2 giugno, i Musei Reali erano chiusi dall’8 marzo. Con il grande complesso di Palazzo Reale e delle gallerie annesse sono tornai in attività anche la maggior parte delle sedi museali ed espositive piemontesi, seppur con ampie limitazioni nel numero degli accessi.

L’emergenza Coronavirus ha rallentato i lavori di un altro cantiere importante nel polo di Palazzo Reale: il restauro del Giardino Ducale. «Il 23 marzo avrebbe dovuto concludersi la nuova illuminazione delle facciate interne del Palazzo, invece tutto si è fermato, rinviato a fine giugno. Appena saremo pronti consentiremo aperture serali dei giardini, che hanno beneficiato dell’importante contributo della Compagnia di Sanpaolo. In autunno chiuderemo anche i lavori del Giardino di Levante, per il quale abbiamo appaltato il restauro della vasca centrale».

Sempre a causa del Coronavirus «è saltato un progetto di collaborazione tra i Musei Reali, Palazzo Carignano e Villa della Regina per un percorso di visita su tre sedi dedicato al secondo centenario della nascita di Vittorio Emanuele II. Era un progetto cui tenevamo particolarmente – conclude Pagella – la cui logica confidiamo continui: le residenze sabaude consentono l’opportunità unica di percorsi fruibili in tempi e spazi contenuti, articolati su più sedi».

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome

2 × 3 =