La Cei ai preti: “non abbiate paura di aprire gli Oratori”

Fase due – «Non abbiate paura ad aprire gli oratori e i centri estivi perché siamo chiamati ad aiutare le famiglie». Lo dice il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana mentre si annuncia un centro estivo anche in Vaticano

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«Non abbiate paura ad aprire gli oratori e i centri estivi perché siamo chiamati ad aiutare le famiglie». Lo dice il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana mentre si annuncia un centro estivo anche in Vaticano. «Finalmente sembra che siamo in una fase di ripresa. Abbiamo riaperto le chiese e adesso dovremo impegnarci per riprendere le nostre attività e i nostri spazi pastorali» afferma l’arcivescovo di Perugia. Visto il periodo, «il mio pensiero va ai Grest», Gruppi estivi degli oratori dagli anni Cinquanta del XX secolo in poi, prima che arrivassero i comunisti con «Estate ragazzi». Infatti – aggiunge il cardinale Bassetti – «quanti ragazzi abbiamo accolto in questi anni! Quanti giovani abbiamo valorizzato! Quante famiglie abbiamo aiutato! E in questo periodo dobbiamo far sentire ancor più forte il nostro essere Chiesa, far sentire ancor di più la nostra presenza».

MOLTE FAMIGLIE DOVRANNO LAVORARE TUTTO IL GIORNO, «senza godere delle vacanze estive. Per questo, se negli anni passati abbiamo cercato di coprire uno spazio temporale di due-tre settimane, forse questa volta siamo chiamati a essere presenti per due-tre mesi». Bassetti si concede una battuta: «Mi direte: che fatica! Lo comprendo bene, non sarà facile, dovremo rispettare delle regole». E utilizza le parole che Giovanni Paolo II rivolse il 23 ottobre 1978, inaugurando il suo pontificato e che ha ripetuto infinite volte: «Non abbiate paura. Spalancate le porte a Cristo». Paura di che cosa? Risponde il presidente Cei: «Non abbiate paura ad aprire i vostri oratori nei modi in cui sarà consentito. Quest’anno dobbiamo puntare in alto perché siamo chiamati a fare un servizio che forse nemmeno immaginavamo». È convinto che le famiglie «che riusciremo ad aiutare, ce ne saranno riconoscenti perché avvertiranno la presenza di una Chiesa attenta e materna».

CENTRO ESTIVO ANCHE IN VATICANO – Intanto il Vaticano sta preparando l’oratorio estivo, un mese di gioco, partite di tennis, calcetto, basket, ping-pong, scivolate sui gonfiabili, anche nell’«Aula Paolo VI», oltre a speciali visite guidate ai Giardini vaticani. Papa Francesco vuole andare incontro a mamme e papà lavoratori dipendenti della Santa Sede. Il Governatorato, guidato dal cardinale torinese-eporediese Giuseppe Bertello, sta predisponendo il centro estivo che sarà animato dai Salesiani. Nel rispetto delle norme anti-coronavirus, si svolgerà dal 6 al 31 luglio e potranno iscriversi fino a 100 bambini e ragazzi per fasce d’età (5-7 anni; 8-10; 11-14). Spiega a «Vatican News» il salesiano don Franco Fontana, cappellano della Gendarmeria e dei Musei vaticani: «Il progetto è nato come iniziativa del Governatorato per andare incontro alle esigenze dei papà e delle mamme che lavorano. È una iniziativa senza precedenti in Vaticano e risponde alle preoccupazioni del Pontefice per le famiglie, più che mai messe a dura prova dall’emergenza sanitaria. Genitori che da marzo hanno riorganizzato la loro vita con bambini e ragazzi a casa e con le lezioni in rete. I ragazzi «occuperanno» anche l’«Aula Paolo VI», inutilizzata in questi mesi e che resterà ancora inutilizzata: «Diventerà luogo di ritrovo, preghiera e socialità».

10 MILIONI ALLE DIOCESI IN ZONA ARANCIONE O ROSSA – La presidenza della Cei conferisce un ulteriore contributo straordinario alle diocesi comprese nella «zona arancione o zona rossa». I soldi provengono dai fondi dell’8 per mille che i cittadini destinano alla Chiesa e recuperati dalla finalità cui erano stati destinati, cioè l’edilizia di culto. Il contributo è calcolato secondo l’entità della popolazione e secondo il numero di contagiati. Anche questo stanziamento sostiene persone e famiglie in situazioni di povertà o di necessità, enti e associazioni che operano per il superamento della pandemia, enti ecclesiastici in difficoltà. Ricorda la Cei: «Quella italiana è Chiesa di popolo e cerca di incontrare i bisogni della popolazione, da qualsiasi parte provengano. Anche questa forma di partecipazione esprime la comunione tra le diocesi che sono «tutte sulla stessa barca», come disse il Papa il 27 marzo nella piazza San Pietro deserta. L’erogazione avviene dal 3 giugno e impegna a un utilizzo delle risorse entro il 31 dicembre. La rendicontazione dovrà giungere alla segreteria Cei entro il 28 febbraio 2021.

 

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