La politica torinese si divide sulla rotonda Baldissera

Viabilità – Scontro il 3 aprile in commissione Trasporti a Palazzo civico tra l’assessore Maria La Pietra e l’ex assessore Claudio Lubatti (precedente Giunta Fassino) sul nodo di piazza Baldissera, che a livello politico incarna due visioni radicalmente differenti della viabilità cittadina su cui ancora non si riesce a trovare un compromesso

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Scontro il 3 aprile in commissione Trasporti a Palazzo civico tra l’assessore Maria La Pietra e l’ex assessore Claudio Lubatti sul nodo di piazza Baldissera, che a livello politico incarna due visioni radicalmente differenti della viabilità cittadina su cui ancora non si riesce a trovare un compromesso.

Per il momento è disastrosa la situazione del quartiere di Borgo Vittoria paralizzato dai cantieri avviati e in progetto: a nord il cantiere per il collegamento al passante ferroviario della Torino-Ceres,  ad est quello che per il completamento di corso Venezia e il collegamento con la superstrada Torino-Caselle, poi ancora l’imminente posa dei binari della linea tranviaria 10 che attraverseranno piazza Baldissera, a sud il futuro completamento del parco Dora con la sistemazione definitiva di corso Mortara.

Tutte opere che, ad eccezione di quella di corso Venezia relativa ancora al passante ferroviario progettato dal Pd, rispecchiano la visione dell’attuale Giunta improntata su una viabilità più sostenibile e costituita quasi esclusivamente dal trasporto pubblico di massa. Per questo motivo, ha dichiarato La Pietra, “non possiamo investire più su infrastrutture”, che poi è ciò che chiede il Governo.

Ma nell’attesa che questa visione divenga realtà è imprescindibile fare una progettazione sul presente, senza ricorrere a soluzioni “tampone”. Questa la linea dell’opposizione rappresentata dall’ex assessore, a cui si è unita anche la Lega, che non considera lecito risolvere le congestioni del traffico chiedendo ai cittadini di non usare più l’auto.

Alcune domande sorgono spontanee: come mai, visto che la giunta non sembra, e definitivamente, intenzionata a sposare l’idea del sottopasso veicolare tra corso Vigevano e corso Mortara, non si avvia invece una progettazione per il recupero di un’infrastruttura già pronta come quella della vecchia linea Torino-Ceres, che connette Torino nord con il centro città e che ha costituito un importante argomento di opposizione della politica pentastellata ai tempi dell’assessorato di Lubatti?

Perché si parla di una futura dismissione della stazione Dora Gtt ancora oggi utilizzata da molti cittadini per raggiungere le Valli di Lanzo e l’aeroporto? Perché, infine, alla luce di un cantiere in partenza nelle prossime settimane su corso Mortara, che andrà a spostare a nord l’asse viario e alla costruzione di una rotonda tra i due centri commerciali che su esso si affacciano, non si è optato per uno stop a quello adiacente per la linea tranviaria, quando per l’assetto definitivo di piazza Baldissera si sostiene di dover aspettare il completamento del cantiere di corso Grosseto?

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