La Sindone e i giovani, il legame dal 2000 ad oggi

Storia – Con la contemplazione della Sindone del prossimo dicembre, riservata ai giovani che parteciperanno all’Incontro europeo di Taizè, ancora una volta si dimostra il particolare legame tra la gioventù e il Telo, come è accaduto nelle ultime Ostensioni 2000, 2010, 2015 e nella venerazione straordinaria dell’agosto 2018

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La visione della Sindone nel Capodanno 2021 come dono ai giovani che verranno a Torino con la comunità di Taizé. Lo ha annunciato il 31 dicembre 2019 mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e «custode pontificio» della Sindone. I giovani parteciperanno al «pellegrinaggio di fiducia sulla terra» dal 28 dicembre 2020 al 1° gennaio 2021. Spiega Nosiglia: «Il dono più prezioso che abbiamo da offrire all’incontro europeo dei giovani è la nostra amicizia e con l’accoglienza cordiale la Chiesa di Torino intende offrire la contemplazione della Sindone, immagine affascinante e misteriosa che richiama e conserva i tratti del volto e del corpo del Signore risorto: è un patrimonio della Chiesa che abbiamo l’onore di conservare e custodire. L’immagine della Sindone si trova in rete e nelle fotografie. Ma poter contemplare il Telo, nella Cattedrale dove è custodito, è un’esperienza molto più ricca. Quei momenti di contemplazione fanno parte del pellegrinaggio dei giovani e dell’umanità perché quell’immagine ci interroga sul senso della vita».

Ancora una volta si dimostra il particolare legame tra i giovani e la Sindone, come è accaduto nelle ultime ostensioni 2000, 2010, 2015 e nella venerazione straordinaria del 2019. Il 19 giugno 1999 arriva la notizia che Torino è stata scelta come sede delle Olimpiadi della neve del febbraio 2006. E lo stesso giorno il cardinale arcivescovo Giovanni Saldarini, per ragioni di salute, annuncia di aver rinunciato. Il nuovo arcivescovo è il casalese Severino Poletto, vescovo di Fossano e poi di Asti. Dopo l’ostensione del 1998, conferma quella nell’Anno Santo 2000: è la seconda volta che avviene nel Giubileo, dopo quella del 1933: «Poiché il Giubileo è occasione di incontro con il Salvatore e la Sindone può essere un grande aiuto». Sceglie come motto Il tuo volto, Signore, io cerco» (Salmo 26,8).

L’apertura avviene il 12 agosto per permettere lo sfilamento dei giovani, specie stranieri, diretti a Roma per il Giubileo e la Giornata mondiale della gioventù a Tor Vergata (15-20 agosto). Settemila giovani il 10-14 agosto sfilano davanti alla Sindone con gruppi da Francia, Polonia, Canada, Lituania, Algeria, Libano, Corea del Sud, Cameroun, Kenya. Anche sulla via del ritorno verso casa, dopo il 20 agosto, i giovani fanno tappa a Torino. Domenica 13 agosto la Concelebrazione inaugurale con Poletto, 19 vescovi e 72 sacerdoti. All’Angelus da Castel Gandolfo Giovanni Paolo II ringrazia «per aver offerto ai credenti la possibilità di venerare questa singolare testimonianza di Cristo. Ogni volta che si ha la possibilità di contemplarla si resta profondamente colpiti. Così è capitato anche a me. Nell’Uomo della Sindone l’amore infinito di Dio parla al cuore di ogni uomo».

Il 18-21 settembre a Villa Gualino una quarantina di cardinali e vescovi partecipano alla sessione autunnale del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana: concelebrano e sfilano davanti alla Sindone. Duomo stracolmo per le meditazioni del torinese cardinale arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini «Il Dio nascosto»; del cardinale Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna, «Il tuo volto, Signore, io cerco»; del romagnolo don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII. Il 22-23 settembre sosta in preghiera Kirill Gundiaev, metropolita ortodosso di Smolenks e Kalinigrad, principale collaboratore di Alessio II, Patriarca ortodosso di Mosca e di tutte le Russie e che gli succederà alla morte nel 2009. In una conferenza stampa afferma: «Il futuro dei rapporti fra le Chiese cattolica e ortodossa dipende dalla nostra capacità di lavorare insieme per superare difficoltà e sfide. La maggioranza dei fedeli russi conosce la Sindone e crede che sia autentica. È veramente il volto del Salvatore che ci aiuterà a superare le divisioni». Per le piogge torrenziali sul Piemonte migliaia di pellegrini non possono raggiungere Torino e, dopo la chiusura il 22 ottobre, c’è qualche giorno di recupero (26-29 ottobre).

L’ostensione del Giubileo batte ogni primato di durata: 74 giorni. I visitatori sono 1.049.221; la media giornaliera 14.178 persone; gli italiani 934.596 e gli stranieri 114.578. Altre 250 mila persone entrano dalla porta centrale del Duomo e vedono da lontano la Sindone. II giorno di maggior afflusso l’8 ottobre con 48.224 presenze; il giorno di minore 15 agosto con 3.923. Gli stranieri arrivano da 170 Paesi. La novità assoluta sono i pellegrini dell’Est europeo, credenti perseguitati di una Chiesa del silenzio angariata per decenni. Quelli che arrivano da più lontano sono i 34 che si sorbiscono 30 ore di volo dalla Papua Nuova Guinea. Tra i 17 cardinali in visita c’è il torinese di nascita Giovanni Cheli, che visitò la Sindone nel maggio 1931, quando aveva 12 anni, nel 1978 e nel 1998. Tra i 70 vescovi italiani c’è Cesare Nosiglia, vicegerente di Roma e futuro arcivescovo di Torino.

Per il Giubileo tornano a casa 18 preti torinesi «Fidei donum» che lavorano nei cinque continenti: dal Guatemala alla Papua-Nuova Guinea, da Amsterdam a Luis Domingues in Brasile, da Manila a Constantine in Algeria. Il milionesimo pellegrino è una bimba torinese di 7 anni. Cinquecento religiose celebrano il 350° di fondazione delle Suore di San Giuseppe. Tra i personaggi: gli ex presidenti della Polonia Lech Walesa e dell’Italia Oscar Luigi Scalfato; giocatori e dirigenti del Torino Calcio; il tenore Andrea Bocelli; il fisico torinese Tullio Regge; il sindaco di Roma Francesco Rutelli. Successo di tutte le manifestazioni e pienone per le mostre d’arte. Nella penitenzieria confessano in tutte le lingue 208 sacerdoti. I giornalisti accreditati sono 450 di 550 testate, la rassegna stampa pesa 10 chili.

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