La vita con lo sguardo del Cottolengo, mostra in Regione

Fino al 25 novembre – Circa 40 opere da tutta Italia a testimoniare uno sguardo sulla vita che è stupore, gioia, testimonianza di amore ricevuto e donato. Questa è «Con i miei occhi», la mostra allestita presso il palazzo della Regione in piazza Castello, curata dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza. GALLERY

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Una quarantina di opere da tutta Italia a testimoniare uno sguardo sulla vita che è stupore, gioia, testimonianza di amore ricevuto e donato. Questa è «Con i miei occhi» la mostra inaugurata mercoledì 14 presso il palazzo della Regione in Piazza Castello a Torino. Un’esposizione curata dalla Piccola Casa della Divina Provvidenza che celebra i 190 anni dell’avvio dell’opera da parte del Cottolengo e che viene proposta alla cittadinanza in particolare domenica 18 nella Giornata mondiale dei poveri.

«Lo scorso anno», spiega fratel Mauro Ripamonti  organizzatore della mostra «gli Orientamenti pastorali della Piccola Casa delineati dal nostro padre generale don Carmine Arice avevano come  tema ‘Un altro sguardo sulla vita’. Così in questi mesi in cui celebriamo la nascita della Piccola Casa abbiamo pensato che un modo per raccontare la nostra realtà potesse essere quello di affidare proprio a chi ne è parte il compito di raccontarla, con le proprie sensibilità e capacità, con quello sguardo sul mondo e sulla vita che ogni giorno incrociamo nel quotidiano nelle diverse comunità sparse in tutto il mondo».

Così 24 case cottolenghine da tutta Italia si sono messe all’opera e hanno prodotto disegni, dipinti su tela, poesie, video, foto esprimendo il proprio sguardo su una vita che per molti appare «diversa, triste o ingiusta» rivelandone invece autenticità, bellezza, semplicità e trasmettendo gioia ed entusiasmo. La mostra è dunque l’espressione «di un ambiente accogliente», sottolinea il padre generale don Carmine Arice, «dove si vivono relazioni significative e in cui la sensibilità di persone anche molto deboli e fragili può manifestare tutta la sua potenzialità fino ad esprimersi nei diversi linguaggi dell’umano».

Uno spaccato di quella Piccola Casa che nella Giornata Mondiale dei Poveri ricorda il 190° di fondazione e trasmette attraverso le opere di piccoli e anziani il significato della sua missione e dell’intuizione del suo fondatore: «che ogni persona ha bisogno di una casa», aggiunge don Arice, «di un ambiente familiare, di sentirsi accolto e stimato, di sperimentare nella concretezza del quotidiano la sua incondizionata dignità, qualsia sia la situazione esistenziale che sta vivendo»

La mostra è articolata in tre sessioni curate rispettivamente da piccoli, disabili e anziani ed è anticipata dalla presentazione in due pannelli del Cottolengo, il Santo e l’«istituzione». Al termine uno spazio per laboratori dove il martedì, il giovedì, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, ospiti della Piccola casa creano in diretta insieme ai visitatori che vogliono condividere un momento artistico. «Perchè la piccola cas» conclude fratel ripamonti «è condivisione, e scambio è uno sguardo d’amore che contagia e si moltiplica».

L’esposizione, allestita con il sostegno della Consulta per i beni Artistici e culturali di Torino, è visitabile fino al 25 novembre dalle 10 alle 18 presso la sala mostre del Palazzo della Regione in piazza Castello 165. L’ingresso è gratuito.

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