Accolta dal Governo la protesta delle Scuole paritarie

Decreto Rilancio – Le scuole cattoliche erano state escluse dai contributi per l’emergenza Coronavirus. Due giorni di protesta hanno convinto il Governo a fare marcia indietro: arriveranno 150 milioni di euro

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foto Sir

Ottanta milioni di euro alle scuole materne paritarie. Settanta milioni alle paritarie elementari, medie e superiori (fino ai 16 anni). Modificando il Decreto Rilancio – che aveva quasi completamente dimenticato di finanziare il sistema delle scuole paritarie – mercoledì 20 maggio il Governo ha aperto alla richiesta pressante degli istituti cattolici di tutt’Italia, protagonisti di una protesta senza precedenti.

Per due giorni martedì 19 e mercoledì 20 maggio (con una miriade di conferenze e dibattiti diffusi attraverso il web) le 12 mila scuole paritarie del Paese, con i loro 900 mila alunni e 150 mila dipendenti, hanno protestato per l’esclusione dai fondi contro l’emergenza Coronavirus. Alla fine il Governo ha fatto marcia indietro: centocinquanta milioni non risolveranno tutti i problemi legati all’emergenza nelle paritarie (sanificazione, riorganizzazione degli spazi, calo delle iscrizioni, rette non pagate dalle famiglie in difficoltà…), ma sono un passo concreto verso l’equiparazione delle paritarie alle statali. Entrambi tasselli della scuola pubblica. Nella prima versione del Decreto, su 1 miliardo e mezzo di euro erogati alle scuole pubbliche del Paese, neppure un euro era stato destinato alle paritarie, fatta eccezione per le scuole materne.

E’ in corso in queste ore (mercoledì 20 maggio) il dibattito parlamentare sul Decreto, che il ministro della Famiglia Elena Bonetti e alcuni esponenti di maggioranza (Lepri, Toccafondi) e opposizione (Binetti, Gelmini) hanno chiesto di correggere in risposta alla protesta montata in tutta la penisola. Lo sciopero «bianco» che il personale delle scuole ha voluto condurre nelle stesse ore del dibattito parlamentare pone la questione del Decreto Rilancio, ma anche il tema più generale del sostegno alla «parità scolastica» in Italia, previsto dalla legge Berlinguer (62/2000) eppure disatteso, nella quasi totale mancanza di sovvenzioni al servizio pubblico delle scuole paritarie.

La mobilitazione delle scuole è stata indetta dalla Conferenza italiana Superiori Maggiori (Cism) e dall’Unione Superiore maggiori d’Italia (Usmi), che stanno rilevando gli effetti pesantissimi dell’emergenza Coronavirus e paventano la chiusura delle scuole prive di risorse sufficienti a risollevarsi. Sui siti internet delle scuole è stato esposto lo slogan #Noisiamoinvisibiliperquestogoverno: un modo per denunciare l’avarizia dello Stato nei confronti di istituti che assorbono più del 10% della popolazione scolastica italiana. Di particolare impatto, a Torino, la tavola rotonda che mercoledì mattina, su iniziativa dell’Istituto Mazzarello, ha messo a confronto una decina di scuole paritarie, le associazioni famigliari e vari esponenti del mondo politico subalpino.

La Conferenza episcopale piemontese martedì 19 maggio aveva rivolto un appello al Governo per chiedere di sostenere le scuole paritarie “che in tutto il Paese svolgono un lavoro eccellente e ora rischiano di non poter riprendere il prossimo anno scolastico per mancanza di adeguato sostegno da parte del Decreto Rilancio.” Lo pubblichiamo integralmente.

NOTA DELLA CONFERENZA EPISCOPALE PIEMONTESE

Nei giorni scorsi la Presidenza della CEI ha inviato un comunicato in cui manifesta a livello nazionale la preoccupazione che il Governo non lasci senza aiuti adeguati le tantissime scuole paritarie che in tutto il Paese svolgono un lavoro eccellente, con passione e spesso con sacrifici aggiuntivi da parte di chi vi lavora, per offrire qualità dell’offerta formativa, dell’ambiente educativo e del clima scolastico.

Anche nelle nostre Diocesi piemontesi sono migliaia i bambini, i ragazzi e gli adolescenti che frequentano questi istituti, con alle spalle famiglie che hanno fatto una scelta educativa ben precisa, e che ora rischiano di non poter riprendere il prossimo anno scolastico per mancanza di adeguato sostegno da parte del Decreto Rilancio.

A livello nazionale vogliamo far sentire una voce autorevole, e a livello locale vorremmo vi raggiungesse la nostra voce di pastori, vicini al proprio gregge, in questo momento di difficoltà e di lotta, di una battaglia per la presenza e per la libertà educativa.

Torino, 19 maggio 2020

+ Cesare Nosiglia, Presidente C.E.P.

Dalla Presidenza C.E.I. appello e solidarietà per le Paritarie

La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana torna a rilanciare la forte preoccupazione espressa in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, a fronte di una situazione economica che ne sta ponendo a rischio la stessa sopravvivenza.

Le paritarie svolgono un servizio pubblico, caratterizzato da un progetto educativo e da un programma formativo perseguiti con dedizione e professionalità.

Le forme di sostegno poste in essere dal Decreto Rilancio – in relazione alla riduzione o al mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia – ammontano a 65 milioni per le istituzioni scolastiche dell’infanzia e a 40 milioni per le scuole primarie e secondarie, a fronte di un miliardo e mezzo destinato alla scuola tutta.

Si tratta di un passo dal valore innanzitutto culturale, rispetto al quale si chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi ulteriormente per assicurare a tutte le famiglie la possibilità di una libera scelta educativa, esigenza essenziale in un quadro democratico.

Tra l’altro, le scuole paritarie permettono al bilancio dello Stato un risparmio annuale di circa 7.000 euro ad alunno: indebolirle significherebbe dover affrontare come collettività un aggravio di diversi miliardi di euro.

Come Presidenza della CEI chiediamo con forza che non si continuino a fare sperequazioni di trattamento, riconoscendo il valore costituito dalla rete delle paritarie. A nostra volta, stiamo verificando la possibilità di contribuire a sostenere alcune migliaia di studenti della scuola paritaria secondaria di I e II grado: un aiuto straordinario alle famiglie più in difficoltà, da imputarsi al bilancio CEI del 2020. Si tratterebbe di circa 20mila borse di studio, che agevolino l’iscrizione al prossimo anno scolastico, a tutela – per quanto possibile – di un patrimonio educativo e culturale unico.
Uniamo le forze, già in vista dell’imminente passaggio parlamentare, per non far venir meno un’esperienza che trova cittadinanza in ogni Paese europeo, mentre in Italia sconta ancora pregiudizi che non hanno alcuna ragion d’essere.

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