L’Arcivescovo Nosiglia torna all’ex Embraco

Martedì 3 dicembre – Dopo l’invito dei lavoratori a tornare ai cancelli dello stabilimento fermo da due anni, mons. Nosiglia incontra i 409 dipendenti che rischiamo il posto di lavoro – E invita tutti i torinesi a partecipare alla fiaccolata indetta dai sindacati per la serata di venerdì 13 dicembre

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L'Arcivescovo Nosiglia con i lavoratori Embraco

L’Arcivescovo prosegue i suoi incontri presso le aziende della diocesi in crisi a Riva presso Chieri, nello stabilimento dell’ex Embraco, dove partecipa all’assemblea dei lavoratori convocata dalle rappresentanze sindacali per oggi, martedì 3 dicembre alle 15. Dopo la lettera che i 409 dipendenti  dell’ex Embraco hanno scritto nei giorni scorsi all’Arcivescovo,  invitandolo a tornare in azienda come aveva già fatto all’inizio della crisi, la risposta di mons. Nosiglia non si è fatta attendere e raggiungerà i lavoratori chieresi per condividere con loro «la drammatica situazione in cui si trovano da circa due anni. La presenza dell’Arcivescovo» spiega Alessandro Svaluto Ferro, direttore dell’Ufficio di pastorale sociale e del Lavoro che accompagna Nosiglia a Riva «intende sottolineare la continuità dell’attenzione e del percorso di dialogo e di amicizia iniziato con i lavoratori dell’ex Embraco. Di fronte alla ormai lunghissima crisi occupazionale e produttiva del nostro territorio, la Chiesa si Torino si unisce al grido che arriva dai lavoratori di Riva presso Chieri e delle altre aziende in crisi: il lavoro è dignità».

La preoccupazione dell’Arcivescovo per la complicata situazione dell’ex Embraco è cominciata nel gennaio 2018, quando la Whirpool annunciò la chiusura dello stabilimento: mons. Nosiglia si recò ai cancelli dello stabilimento e incontrò le maestranze con le famiglie che gli chiesero un incontro con il Papa che avvenne il 7 febbraio 2018 in Vaticano. Francesco invitò i lavoratori a fare il possibile per difendere i loro posto di lavoro e assicurò la sua preghiera. Ma per il 409 dipendenti ex Embraco, licenziati dalla multinazionale Whirlpool che poi si è defilata, non si è intravisto alcun miglioramento. Vani sono stati anche i vertici al ministero dello Sviluppo economico (Mise) tra sindacati, Governo e dirigenza della Ventures che è subentrata alla Whirpool. La diocesi ha anche pagato il viaggio ai rappresentati dei lavoratori per poter partecipare alla riunione al Mise.  In questi giorni la tensione è salita per la mancata ripresa della produzione a cura dell’azienda italo-israelo-cinese Ventures, che avrebbe dovuto salvare tutti i posti di lavoro. Lunedì 2 dicembre alle 10.30 anche i sindaci della Città Metropolitana con il sindaco Chiara Appendino si sono recati nello stabilimento di Riva presso Chieri per partecipare alla manifestazione dei lavoratori.

Purtroppo l’ex Embraco è una delle tante aziende in sofferenza nel territorio della diocesi. Per questo l’Arcivescovo dall’inizio di novembre ha ricominciato ad incontrare i dipendenti delle imprese in bilico come Olisitem Star di Settimo e Mahle di La Loggia.

E proprio per richiamare l’opinione pubblica sull’emergenza occupazionale, l’Arcivescovo invita la comunità cristiana a stingersi attorno alle famiglie di tutti i lavoratori in difficoltà, per esser presenti, «vicini e solidali nelle forme e modalità opportune» partecipando venerdì  13 dicembre alla fiaccolata promossa dalle organizzazioni sindacali confederali di Torino da piazza Arbarello a piazza Castello per sensibilizzare la città sul tema del lavoro. «Nel sostenere questa iniziativa» spiega mons. Nosiglia «la Chiesa di Torino auspica un impegno chiaro e consapevole da parte di tutta la classe dirigente per avviare il rilancio di Torino e del suo territorio. Non serve, e non basta, l’assistenza. È il momento di un progetto di sviluppo complessivo e che metta al centro la corresponsabilità, la solidarietà e il bene comune».

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