Lourdes, il Papa ha nominato un delegato per la cura dei pellegrini

Francia – Il 6 giugno Papa Francesco ha nominato mons. Antoine Hérouard, vescovo ausiliare di Lille, «delegato per la cura dei pellegrini» nel santuario di Lourdes per accentuare il primato spirituale rispetto all’aspetto gestionale e finanziario

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Lourdes
mons. Antoine Hérouard

Chi è stato in pellegrinaggio a Lourdes non dimentica il contrasto tra la cittadella della preghiera, della devozione, della sofferenza e la città degli alberghi, dei negozi e degli affari. E ricorda il grande silenzio quando si entra nel recinto che divide le due città e il raccoglimento davanti alla Grotta di Massabielle sui Pirenei al confine tra Francia e Spagna. Il 6 giugno 2019 Papa Francesco ha nominato mons. Antoine Hérouard, vescovo ausiliare di Lille, «delegato per la cura dei pellegrini». Lo ha annunciato nel santuario francese l’arcivescovo Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione.

La decisione è in linea con quella già presa per Medjugorje – L’11 febbraio 2017 il Papa nominò il polacco mons. Henryk Hoser «inviato speciale della Santa Sede» per il santuario in Bosnia-Erzegovina. Francesco tiene molto alla cura pastorale dei pellegrini e desidera che i santuari diventino «sempre più un luogo di preghiera e di testimonianza cristiana corrispondenti alle esigenze del popolo di Dio». Questo scrive a mons. Hérouard nominandolo «delegato ad nutum Sanctae Sedis, a disposizione della Santa Sede. A seguito delle verifiche, desidero comprendere quali ulteriori forme il santuario possa adottare, oltre alle molteplici già esistenti, per divenire sempre più un luogo di preghiera e di testimonianza». Il mandato di Hérouard, che non lascia l’incarico a Lille, è limitato al santuario, mentre la diocesi di Tarbes e Lourdes resta affidata al vescovo Nicolas Jean René Brouwet.

In sostanza il Papa desidera accentuare il primato spirituale rispetto all’aspetto gestionale e finanziario e vuole promuovere sempre più la fede e la devozione del popolo, come è nella tradizione  dei santuari. Nell’esortazione apostolica «Evangelii gaudium» (24 novembre 2013) scrive: «Nella pietà popolare si può cogliere la modalità in cui la fede ricevuta si è incarnata in una cultura e continua a trasmettersi nelle ricchezze che lo Spirito Santo dispiega nella pietà popolare con la sua iniziativa gratuita: il camminare insieme verso i santuari e il partecipare ad altre manifestazioni della pietà popolare, portando con sé anche i figli o invitando altre persone, è in sé stesso un atto di evangelizzazione. Non coartiamo né pretendiamo di controllare questa forza missionaria!».

Idee che ha approfondito in «Sanctuarium in Ecclesia» (11 febbraio 2017), motu proprio che rilancia i santuari come strumenti di evangelizzazione e di corretta devozione mariana e nel quale sancisce che il Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione, e non più la Congregazione per il clero, ha competenza sulla pastorale, la tutela e la valorizzazione dei santuari in quanto «insostituibili per l’evangelizzazione». Prese di posizione che nascono da un’anima eminentemente pastorale: affronta una tematica non molto trattata dal magistero; introduce i santuari internazionali; offre indicazioni per tutti i luoghi dello spirito. Per il Papa sudamericano e argentino la pietà popolare è molto importante.

Il santuario ha rischiato di perdere la natura spirituale impregnata di pietà popolare  – Il vescovo Brouwet afferma: «La decisione  è una testimonianza dell’interesse del Papa per il nostro santuario per aiutarci a strutturare meglio la nostra organizzazione e metterci sempre più al servizio dei pellegrini. Durante il suo mandato mons. Hérouard presiederà il Consiglio di amministrazione e prenderà tutte le decisioni che riterrà opportune per il santuario. Ma per la nostra diocesi non cambia nulla».

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