Maggiorenni fragili, tutela fino a 21 anni

Torino – Il Decreto sicurezza ha stretto le maglie dei permessi di soggiorno per i minori stranieri non accompagnati: in Piemonte ci sono 318 tutori volontari pronti per il ‘prosieguo amministrativo’

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Ashkan, iracheno, ha 18 anni. È a Torino da quando aveva 9 anni: affetto da una gravissima insufficienza renale cronica, grazie ad un progetto sostenuto dalla Regione Piemonte, è giunto in Italia con la mamma con un permesso di soggiorno per motivi di salute. Ricoverato all’ospedale Regina Margherita è stato dializzato. Nel 2010 la madre è dovuta tornare in Kurdistan ad accudire gli altri figli ma Ashkan è rimasto a Torino per proseguire le cure. Viene così affidato ad una famiglia, il Comune di Torino ne prende la tutela e nel 2012 ha subìto il trapianto di reni. Così si è salvato, anche se permangono necessità di cure continue e gli è stata riconosciuta una invalidità dell’80%. Ora che ha raggiunto la maggiore età (Ashkan frequenta la quarta superiore in un istituto torinese) la sua situazione, come quella dei 59 ultradiciottenni stranieri soli in carico al Comune di Torino (sia in comunità che in famiglie affidatarie) si complica anche in seguito all’entrata in vigore del recente Decreto sicurezza e immigrazione (Decreto Salvini) che ha ristretto le maglie dei permessi di soggiorno eliminando quello per motivi umanitari. Ashkan ha raccontato la sua storia al seminario «’Il prosieguo amministrativo e l’accompagnamento all’autonomia di ragazze e ragazzi ‘fuori famiglia’», promosso dall’Ordine degli assistenti sociali e dal dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino il 7 marzo scorso presso la Palazzina Einaudi. L’incontro, a cui hanno partecipato i rappresentanti degli enti cui attiene la tutela dei minori soli (sia italiani che stranieri), dal Tribunale per i minorenni alla Procura della Repubblica per i minori, dai Servizi sociali del Comune di Torino alla Garante per l’infanzia e l’adolescenza, è stata l’occasione per fare il punto su una materia complessa come quella del «Prosieguo amministrativo». Una norma, come è stato spiegato, già prevista dal Regio Decreto 1404 del 1934 e riaffermata nelle legislazioni seguenti che dispone l’assistenza dei neomaggiorenni fino ai 21 anni di età qualora ci sia bisogno di un percorso più lungo di integrazione e per gli stranieri in Italia.

Al di là delle questioni tecniche che spettano agli esperti di diritto (una delle criticità è il sostegno economico di questi ragazzi che grava solo sui Comuni), da tutti gli intervenuti è stato ribadito come sia importante – in particolare per i Msna (Minori stranieri non accompagnati) la cui protezione con il Decreto Salvini diventa «meno scontata» tutelare i ragazzi e le ragazze che al compimento dei 18 anni non hanno il «paracadute» della famiglia di origine perché stranieri soli o italiani orfani o con famiglie problematiche e quindi seguiti in comunità o in affidamento famigliare. «È importante, qualora siano stati avviati percorsi di autonomia in accordo con il giovane che la tutela prosegua fino ai 21 anni e, se stranieri, che il permesso di soggiorno come minorenni continui con l’istituto del prosieguo amministrativo» ha sottolineato Anna Maria Baldelli, Procuratore della Repubblica per i minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta.

«I problemi come è stato evidenziato al seminario sono complessi» riflette Frida Tonizzo consigliere nazionale dell’Anfaa, Associazione nazionale famiglie adottive affidatarie «ma con l’impegno di tutti possono esserci prospettive di soluzione. Il nostro auspicio è che tutti i minori abbiano la possibilità con il prosieguo amministrativo di concludere i loro percorsi di autonomia dopo il raggiungimento della maggiore età fino ai 21 anni. Questo deve valere sia per i minori in affidamento famigliare che per quelli ospiti in comunità italiani e stranieri non accompagnati».

«Stampella» per sostenere il percorso verso l’autonomia dei minori stranieri soli in procinto di compiere la maggiore età sono i tutori volontari una figura istituita dalla legge 47/2017 per la protezione e l’accoglienza dei Msna la cui selezione è affidata ai Garanti regionali per l’Infanzia e l’Adolescenza, in Piemonte Rita Turino, che ha concluso il seminario. La garante annunciando che è iniziato proprio in questi giorni il quinto corso per 104 tutori volontari che in Piemonte ha avuto un boom di adesioni con 420 persone già formate, 318 che hanno passato la selezione e iscritti negli elenchi del Tribunale dei minori a cui compete l’affidamento del ragazzo straniero (come Ashkan) da sostenere nel percorso di autonomia e 150 già nominati con una tutela in corso. «Un’esercito di persone di ogni età e provenienza» concluso Rita Turino «una buona prassi , segno che il nostro territorio è accogliente e solidale e si fa carico di chi è più fragile»

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